Buonasera a tutte e buonasera a tutti, benvenuti a una nuova puntata di Tintoria. Applauso. E vai. Qui con me è un bel ragazzo Stefano Rapone, oggi in black.
Eh, sì.
Sembri un signore dei sit quando c'è un appuntamento galante.
Beh, è come mi identifico sulle app di incontri, quindi effettivamente è proprio questo. Anche tu sei bello sbrilluccicante, anche tu lato oscuro mi sembra.
Sì, sì, certo, rosso è assolutamente lato oscuro della forza. Siamo sempre ospiti di Rolling Stone a Sanremo, siamo con questo bel set di... di Maison du Monde che ringraziamo. Come va?
Bene, bene, e tu?
Bene, sono contento. Venerdì siamo arrivati, ce l'abbiamo fatta. Serata cover, sei contento?
Contentissimo.
Eh, se tu... Hai mai pensato un giorno dovessi andare a Sanremo, canto, arrivo a venerdì senza che mi caccino per qualche motivo?
Ci penso sempre, ogni volta che vedo queste serate duette.
E cosa pensi? Che duetto faresti?
Eh, io canterei la mia canzone preferita.
Cioè? Qua?
Luca era gay.
Ah, certo.
Di Povia, certo.
Certo, certo. Quella è la tua preferita?
Sì. Va bene. La canterei però con malgioglio, così.
Vabbè, giusto, giusto.
Per dare un segnale. Per compigliare un po' le carte. Tu invece che fai?
Eh, io vorrei rifare Volare. Però nella versione originale.
In che senso?
Eh, sai che il testo che poi è diventato quello famoso non è il testo originale. Il testo originale è stato ritrovato recentemente, io vorrei ricantarla col testo originale.
Non lo sapevo questa cosa di... Com'era questo testo originale?
No, sì, è nota, è nota, non lo sapevi? Il testo originale dice... Penso che un viaggio così non ritorni mai più. Eh. Sono partito con un gruppo con cui ho fatto amicizia mentre ero laggiù. Voglio creare legami con le persone e non voglio essere rapito. Giustamente non vuole essere rapito. Voglio che il prezzo del volo sia già definito... Si vola.
Ah, era così.
Oh, ti giuro, si vola. E poi qua è complicatissimo perché c'è una metrica stretta e dice col codice sconto per i nuovi viaggiatori e poi qua si vola tintoria 100 tutto attaccato, tutto maiuscolo 100 scritto al numero come scritto in descrizione. E questa era quella originale, secondo me con questo ci vinco il venerdì sera dei duetti.
Sì, meglio di quella che poi è uscita.
Posso dire pure secondo me, questa è proprio pelle d'oca. Sì.
Sì, sì, sì.
Potevo anche che c'era un'altra canzone invece che c'è un titolo diverso da quella... Che poi è stata... E quale? Basta poco di Vasco Rossi.
Ah, e come l'hanno cambiato il titolo di Basta poco di Vasco Rossi?
Perché chiaramente si chiamava Basta un click.
Molto bene. E anche oggi ce l'abbiamo fatta, quindi andiamo a cominciare perché non è certo grazie alle canzoni storiche storpiate se siamo arrivati a fare 100 cose, a fare tutte queste puntate.
Certo, non è grazie alla nostra poca... forza dello stomaco, perché visto che stiamo bevendo del tè anziché dell'alcol, come di solito...
Deve essere grazie agli ospiti straordinari che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta, quindi senza ulteriori indugi vi presento l'ospite di questa puntata, signore e signori, solo per voi,
Luque.
Grazie a tutti.
Grazie a tutti ragazzi, buongiorno.
Grazie mille di essere venuto ospito a Tintoria. Eccoci qua con il nostro tè, posso dire. Stupendi.
Sì, ci volevo. Grazie.
Meravigliosi, grazie. Diciamo pure, l'idea ce l'hai data tu, ci hai cambiato la vita in questo momento. Sì, perché noi di solito stiamo là o con la birra, però adesso la birra non sarebbe proprio stato il caso, oppure con l'acqua, invece il tè è la rivoluzione.
No, il caffè a me proprio mi uccide dal punto di vista... veramente mi rende nervoso, come il film. E il tè è una via di mezzo che un po' mi sveglia.
No, no, infatti è giusto. Poi uno non ci pensa mai al tè, ma poi quando lo beve...
No, no, io sempre. Però forse perché essendo cresciuto per metà in Inghilterra ho preso questa abitudine, non lo so. Tu non bevi caffè? No, io il caffè proprio zero, non posso.
E come fai a Napoli? La gente dice sempre, ah, bevo caffè.
Infatti devo aspettare ogni volta, perché poi i miei giustamente ogni dieci minuti un caffè, ogni dieci minuti un caffè, aspetto. Non fumo, non bevo caffè.
Ah.
E sono pure allergico alla mozzarella, cioè al lattosio, quindi manco la pizza mi mangio.
Beh, allora posso dire così, bravi tutti a andarsene a Londra.
No, però a Londra ho aperto una pizzeria per gli altri,
perché penso agli altri. Infatti poi di quello anche volevamo parlare.
Però questo è interessante. Quindi tu sei, come ti vedono nella tua città? Ti considerano anomalo, una persona strana.
Questa è una bellissima origin story, comunque sia.
No, di sicuro proprio lo stereotipo proprio al centro. Il 100% del ragazzo di Napoli, proprio al 100%, non lo rappresento, me ne rendo conto. Però poi c'ho tanti altri tratti che sono puramente di Napoli, ovviamente.
Per esempio?
Ero molto bravo a rubarsi.
Ahahahah!
No, diciamo che c'è la...
quasi un significato quasi dispregiativo. Però comunque essere scaltri, pensare velocemente, uscirse da alcune situazioni, che ne so, la battuta pronta, la... tante cose positive che abbiamo noi nel nostro DNA. La cazzima. La famosa cazzima. Non la volevo dire perché è cliché, però anche quella.
La famosa cazzima. Anche Stefano, che pensa velocemente, c'ha la battuta pronta. Mi sa che si era preparato una domanda per te.
Sì.
!
Come stai? No, no, bene. Ti dico la verità. A parte di scherzi, no, sono molto bene. Un po' stanco stamattina perché ieri si è fatto tardi. Ieri è stata la serata in cui ho avuto più difficoltà ad addormentarmi. Non so, forse l'adrenalina si è fatto più tardi del solito. Però al di là di questo sono molto stanco stamattina, ma sto bene. Sto molto bene, sono felice. Questa esperienza è andata al di là delle mie aspettative. Cioè sta andando al di là delle mie aspettative dal punto di vista proprio del divertimento, della positività. Cioè in generale è proprio un'esperienza positiva per me. Non me l'aspettavo così. Cioè me l'aspettavo diverso. Mi aspettavo di sentirmi più un pesce fuor d'acqua. Invece mi trovo molto a mio agio anche in contesti che di solito proprio non sono i miei, no? Però ho conosciuto un sacco di gente interessante. No, sto bene, sto bene, sto bene.
Infatti questo si collega a un'altra domanda che Stefano ha elaborato.
Sì, quindi che farai oggi?
Oggi? Sì. Allora, dopo di essere qui mi sa che pranziamo e poi non mi ricordo se c'è un'altra intervista però abbiamo le prove della cover. Quindi andiamo a fare le prove generali con Gianluca. Poi penso di chiudermi in albergo a ripetere le strofe perché da quando poi le ho scritte e le ho registrate non le ho più ripetute. Quindi non è che proprio sono ferrato, proprio me le devo ripetere un po'. E basta. E poi andremo a cantare, insomma. questo è il programma di oggi ma già sapete
questa è una cosa per me strana vedendola fuori che comunque potrebbe essere le nove e un quarto potrebbe essere una e mezza comunque cambia tanto
non si sa, io in realtà ancora non ho capito se preferisco cantare prima e poi levarmi subito a sto peso e andare a cena o cantare dopo così ho più tempo per fare qualche esercizio mio per il diaframma, per la voce non ho ancora capito però devo dire che dopo la prima sera l'ansia di salire su quel palco un po' è diminuita nel senso che sempre emozionato sono e sempre so là cercare di fare meno errori possibili però proprio la paura di scendere quelle scale e stare sul palco dopo un po' ti abitui poi rimane la performance in sé però questo fatto dell'orario non lo so il motivo per cui lo comunicano il giorno stesso non lo so
una tortura psicologica
forse sì, forse è solo per mettervi ulteriori ostacoli può essere la Rai tenda dei tranelli ai cantanti in gara
questa cosa qui che hai detto dell'ansia mi incuriosiva perché appunto immagino che tu stai la prima sera come l'hai vissuta il momento prima di essere chiamato e poi il fatto di dover cantare su quel momento
guarda ti dico ma l'ansia non ho quell'ansia che diventa attacco di panico però sai quella quell'ansia di dire madonna mia cioè stai attento chi lo sa cosa può succedere ogni singola cosa andrà virale non cadere cerca di sbagliare il meno possibile perché poi comunque lo sai c'è un esercito di haters là fuori che appena fai una cosa subito e quindi tutti questi pensieri qua però diciamo che come ho già detto il 90% delle energie va proprio nel cercare di calmare quest'ansia più che non è un'ansia
nell'ansia stessa cercare di stare calmo spreca più energie che che che l'attacco di panico in sé che non ho mai avuto però vabbè diciamo che dopo dopo un bel po' di anni ci sono state quelle due tre tappe che mi hanno un po' fatto già abituare a queste emozioni molto forti cioè per esempio quando ho fatto il primo Palaparteno poi pure il primo forum a Milano e poi lo stadio Maradona cioè sono comunque ti preparano poi un pochino a a una a una una situazione del genere che poi è sempre la televisione quindi è sempre più forte di tutto però mi sono anche un po' sorpreso di come io poi sia arrivato abbastanza calmo alla alla performance però vabbè un po' di emozione si notava ma ci sta è anche bello secondo me vedere un artista che è preso un po' dall'emozione quando canta un brano perché secondo me vuol dire che è anche sentito che è vero se no se no saremmo degli attori capisco non capito cioè non lo so
infatti poi è anche andata cioè comunque sia ieri eri in top 5 della serata e te il il il
!
l'aggetto
l'aggetto l'aggetto
l'aggetto
l'aggetto l'aggetto
l'aggetto Grazie a tutti.
Cioè è figo, comunque sia una cosa che dici top 5, sono contento. Come l'avevi approcciato il festival? Pensando, vediamo, di piazzarci in alto?
Vabbè, ma ovviamente io i pochi tra non posso essere ovvio che più in alto uno si piazza e meglio è, cioè fa piacere, però non è proprio il mio unico obiettivo. Il mio obiettivo principale è quello là di finalmente, dopo tanti anni, di farmi conoscere anche sia alle persone che non mi conoscono, ma anche ai mass media, alle radio, che comunque non è che proprio, no, non voglio dire che non mi hanno appoggiato, però non ero nel loro radar, no? Ero come se fossi stato un fortissimo underground finora, cioè tu vendi dei dischi, comunque hai le tue soddisfazioni, fai anche delle tourney molto importanti, però per alcuni contesti c'è un distacco molto grande tra il mainstream italiano, quello però della stampa, delle radio, e quello che poi succede veramente tra la gente, no? Ma non nell'underground, anche nel mainstream. Nel mainstream della gente, perché tu puoi essere pure molto forte su Spotify, ma ancora vieni considerato non abbastanza per determinati contesti, e secondo me, per tanti motivi che non sto qua ad elencare, forse, diciamo, questa esperienza di Sanremo poteva essere forse l'unica porta che mi poteva far affacciare su questi mondi qua. E questo, diciamo, è quello che mi prendo di positivo. Poi entrare nella cinquina era... E' importante, altrimenti, cioè, non lo so poi come sarebbe finita, però anche secondo me psicologicamente, per le persone, vedere che comunque si è là in alto, automaticamente aiuta, insomma, a convincere che il progetto sia forte. Ecco, questo volevo dire, è importante.
Certo. C'è una curiosità solo, Vullo, su una cosa che hai detto, hai citato due volte le scale, scendere le scale. Sì, la mia paura più grande. E ieri pure c'era Serena Brancale, ha detto, sti cazzo di scale, non ha detto così, però ha detto, i gradini so piccoli.
Nella mente l'ha pensato così.
So piccoli sti gradini, so corti.
No, la cosa buona è che sono illuminati, tranne gli ultimi due, infatti io glielo dissi ai tanti.
Altro tranello, rai.
Hai capito? Perché tu li vedi tutti. Poi gli ultimi due hanno tipo una striscia che però non è chiara come le altre. È un grigio scuro quasi nero, che se tu non ci fai caso sembra poi che sia tutto un piano, no? Quindi tu puoi andare anche dritto là, ma in realtà sono altri due scalini. Là è un po'... però vabbè, poi una volta che lo sai, va easy. Però i pantaloni vanno sotto le scarpe, magari, che ne so, c'è sta paura di...
Sì, sì, la percepiamo. Prima o poi mi capiterà, dico, però...
Non oggi, ce la voglio dir... No, no, speriamo no.
Non è questo il giorno, diciamo.
E invece oggi farei la serata dei duetti, cioè te la vivi in maniera diversa rispetto a quando fai il tuo brano singolo, c'è più tranquilla, sei più rilassato.
Vabbè, un pochino sì, perché non sono da solo, però comunque, come ho detto, non è che questo pezzo me lo sono proprio ripetuto tante volte, quindi oggi mi dedicherò... Vabbè, poi comunque è più recitato, cioè è un pezzo rap, però lo farò recitato quasi come se fosse una sorta di poesia, diciamo. Non è che... Però non... No, no, so, so, abbastanza tranquillo, cioè...
E in questo la scelta di farlo con Grignani, che comunque sia un cantante mitologico...
Sì, per me sì.
Come mai hai pensato di chiamarlo a lui?
Ho pensato a Grignani perché, l'ho detto, mi piace questo ruolo un po' di outsider in questo festival, cioè nel senso di uno che ci sta bene all'interno, però non è proprio il suo mondo, no? E secondo me lui un po' condivide con me questo... Perché ha un carattere comunque... Uno che è comunque ribelle, uno che ha avuto le sue uscite un po' crazy, che però a me piacciono. Cioè io gli artisti, la generazione mia è cresciuta con questi personaggi così, cioè da Kurt Cobain a Tupac Shakur, cioè comunque erano tutti artisti eclettici, molto particolari, che facevano anche, dicevano cose scomode. Cioè io sono quegli... Cioè poi dall'infanzia tu ti porti dietro il tuo imprinting, no? Quello che tu vedi è un po' quello che ti forma, no? Quando sei adorato. Per me la musica la vedo così. Quando vedo, insomma, questo modo di fare a volte in Italia molto, molto, molto accomodante, molto buonista, io non ci rivedo la mia visione di musica. E quindi Gianluca per me rappresenta proprio quello, capito? Il rocker un po' dannato, che però poi ha una grandissima anima, una persona che si emoziona se gli fai un complimento, perché magari non li sa gestire un po' come me, e quindi dimostra una profonda anima. Però poi quando ti scrive i pezzi rimangono, fanno la storia, capito? Quindi a volte secondo me noi dovremmo andare al di là del gesto singolo di una persona o del momento, perché veramente nella mente di artisti come lui, cioè gestire tutto questo vortice di emozioni, sia l'amore che anche l'odio che arriva dalla gente, è veramente difficile. Quindi secondo me a volte dovremmo più concentrarci sul prodotto che una persona del genere poi caccia, che sulle proprie uscite che magari sono frutti di momenti, no, capito? Oppure... Dei momenti particolari che secondo me vengono un po' giudicati troppo, secondo me. Andrebbero capiti un po' di più.
Sono d'accordissimo. Anche io. Ma senti, invece come ti vivi il festival al di là del... della canzone, cioè che fai? Vai a feste? Cioè riesci a dormire, a mangiare?
No, no, no. Sono riuscito a mantenere, diciamo, i ritmi miei normali quasi, perché anche, diciamo, questi raduni, feste aperitivi, non lo so, che fanno la sera, in realtà non è che ci si passa tanto tempo. Cioè tu arrivi, magari saluti il direttore, fai la foto davanti al cartello, poi due ghiaccele e si torna a casa, perché comunque volevo dormire. Ieri ho dormito poco perché... Poi c'è stato il dopofestival, eravamo là. Sì, sì. E poi dopo non riuscivo a dormire, si saranno fatte le quattro, le cinque, secondo me. Però va bene, ci sta.
Infatti grazie che comunque sei venuto con noi.
No, ma io volevo venire, te l'ho detto, perché ho guardato un sacco di puntate. L'ultima era quella con Jamie Tights, proprio il giorno prima di partire, quindi sabato sera, prima di partire e venire qua. E io avevo detto, ma io non sono mai andato a Tintoria. E ho pensato, non mi vogliono, perché come tutto il discorso di prima... Certo, dice Paolo.
Noi siamo come le radio, radio mainstream. No, no, noi ci vogliamo.
E invece poi mi sono trovato nel calendario questa piacevole sorpresa. No, no, ma perché mi piace molto il format.
Grazie.
Grazie. Ricambiamo, ricambiamo.
Ma a proposito del dopofestival, ieri hai detto una cosa che ci è un po' rimasta, anzi l'ha detta Aurora, Aurora Leone, che salutiamo. Sei stato, scusa, magari una domanda personale, sei stato sospeso a scuola per...
74 giorni. Però voglio svelare... Sì.
Che bisogna fare per essere sospeso per 74 giorni? Sono quasi tutti i giorni.
Devi staccare il bidet e il gabinetto dal bagno del piano, che però... Ecco sì, quello che successe a scuola, però non si è mai... È una verità con una bugia dentro, perché è vero che io sono stato sospeso, ma non ero l'unico, è stato sospeso tutto il piano della mia scuola. In più c'erano dei miei giorni di sospensione che mi ero meritato io con le mie qualità, però diciamo che siamo arrivati a questo numero così alto perché un pazzo staccò i sanitari dal bagno e non si sapeva chi è stato, e quindi sospesero tutti.
Tutti.
E arrivai a 74 giorni totali.
Vabbè, questa cosa della pioggia, appena collettiva, è sbagliatissima, c'è un'applicazione... Sì, in effetti,
perché tu mandi centinaia di ragazzi a casa per 74 giorni,
è una pazzia. Ma certo, e come fanno allo stadio, che squalificano le curve quando...
Però fu così, fu così.
Però tu hai fatto anche qualcosa prima. Sì, che non ricordo, però sì. Giusto, giusto.
In questo momento magari non ti ricordo,
però qualcosa sì. E cumulandoli tutti siamo arrivati a 74.
Quindi quell'anno non sei andato più a scuola, cioè hai fatto... No, però è stato promosso lo stesso.
Sì. Bravo.
Allora, prima... Vai Stefano, vai vai.
Che anno era di scuola? Ma penso... Vabbè, io sono stato bocciato in terza, quindi ero ripetente, sarà stato il 98-99.
No, dico di scuola. Era il quinto.
Il quinto anno.
Hai fatto pure gli esami e tutto quanto. Sì, sì, sì.
Infatti ho preso un voto bassissimo, ho preso 64. Che... Vabbè, io... Non mi ricordo niente, quindi non... Non ti ricordi che la tesina che hai fatto? No. Ma figurati. No, no, non ricordo niente. Niente. Mi ricordo il voto. Non fu molto incoraggente. Vabbè.
Io 70. Io comunque sì.
70?
Sì, sì, 70. 70 diciamo un po'... Io mi sono diplomato all'Aquila l'anno del terremoto e quindi ci hanno promosse tutti con un voto forfettario. Quindi diciamo, quelli che andavano come me, 70.
Ok, ok, ok.
E poi c'è stato...
Però comunque questa cosa dell'esame per me non è... Cioè l'esame, secondo me, è... È giusto perché i ragazzi di quell'età là, secondo me, devono iniziare a capire cosa vuol dire, no? Una responsabilità all'esame. Però se uno sbaglia l'esame, poi comunque... Magari è andato bene tutto l'anno, però poi tu sbagli l'esame e... E rovini tutto quello che poi hai fatto magari durante l'anno perché in quel momento là magari ti sei fatto prendere, che ne so... Ecco, dall'ansia.
Come starai a...
Però non mi sembra una cosa giustissima, secondo me.
No, però infatti immagino che potessero pure i professori capire eventualmente del farlo a questi appello ai professori.
Ma mi sa che adesso è pure cambiata la maturità, mi sa, non c'è neanche più la terza prova.
No, non lo so, io non ricordo niente.
Mi sa che non c'è più. Io la ricordo come... La simulazione della terza prova, lo ricordo come un momento in cui devi fare per esempio cinque compiti in classe in un'ora e torni a casa e hai preso tre, tre, tre, tre. Non lo so. Il quattro mestre è partita la grande.
No, ma io non ricordo niente di quel giorno. Non si saprei dire.
Ma allora... Prima, adesso nel backstage stavo parlando un attimo di stand-up comedy. A te piace la stand-up comedy? Sto in fissa che ti piace la stand-up comedy black, perché poi ci hai citato Chappelle, Cat Williams, Cat Williams che adesso quest'anno è proprio diventato il tornato iconico in America.
Numero uno proprio Cat Williams. No, no, ma no, perché io comunque c'è, nella mia mente io vivo là, capito? Cioè mi illudo di vivere in America dove passo una parte del mio tempo, ma non quanto vorrei. Però, e quindi mi guardo tutte le stand-up comedy americane principalmente, anche quelle italiane alcune, però quelle americane sono... Sono forti.
Sì, sono meglio, si può dire. Noi pure pensiamo...
No, no, è brutto dire meglio, però sono particolarmente carine, cioè le trovo... Mi intrattengono tanto. Però, non lo so, i comici neri, non lo so, secondo me hanno qualcosa in più che... Sì. Proprio nello slang, nel modo in cui dicono le cose mi fanno ridere di sé.
Sì, anche a me fanno molto ridere, però Chappelle, almeno l'ultimo spettacolo, cioè mi sembra più che... Una predica, predica detta benissimo, però fa meno ridere rispetto a... Fa meno ridere.
No, io forse quello là non l'ho visto l'ultimo, perché ne sta facendo vari lui.
Sì, ne esce uno... L'ultimo è uscito neanche annunciato, a un certo punto stava solo...
No, quello là non l'avrò visto, però di solito, come stile comunque lui mi piace tanto perché è un po' politico in quello che dice,
veramente, no?
Però poi la generalità che lui ha, no? Che lui ti dice una cosa e poi va avanti per mezz'ora e poi chiude la battuta con quella cosa.
Quella cosa che ha detto mezz'ora fa che ti sorprende, capito? Sì, sì. Ed è quello che la genialità...
Lui è spaziale, non discuto Dave Chappelle, figuriamoci se mi permetterei. Manca il Williams.
Manca il Dalvio, l'hai visto? No, magari. No, no, no, no. No, no, mai. Ma pure Kevin Hart, che è un po' più mainstream, però i primi spettacoli erano fortissimi. Poi ce ne sono tanti, pure l'Underground, c'è uno che si chiama... Harry Spears.
Ah, sì, certo. Lo conosci? Sì, sì, sì. Beh, io guarda, io pure sono un po' chiuso sui comici americani.
Quello fa le imitazioni, l'hai mai visto quando fa i doll americani? Sì. Identico, bellissimo. Vabbè.
Io come Bill Cosby, prima degli scampi. Vabbè, ma pure di Murphy all'inizio, ce ne sono tanti. Sì, sì, sì.
E ti segui pure quando intervengono in podcast cose, cioè ti guardi pure le interviste. Le interviste loro?
Sì, tutte. Soprattutto quella di Gat Williams. Vabbè, quella... Quella è speciale. Quella è veramente... Quella è eccezionale. Ha cambiato un po' le cose, ma ha detto tante verità che sono avverate tutte.
Esatto, esatto. Ha fatto proprio questa cosa di dire ah, ci stanno questi che fanno le cose. Era tutto vero. Ma infatti ha fatto, credo, la puntata di podcast con più visualizzazioni.
Sì, ma tipo 100 milioni di...
100 milioni di views. Sì, sì, sì.
Fatta da Shannon Sharp, che è un ex giocatore di football. Esatto. Adesso podcaster, che se è trovato tra le mani sta pepita d'oro. E non so se hai seguito che lui c'ha avuto... Vabbè, lui è un po'... È uscito fuori che scriveva a delle ragazze... A una ragazza, sì, sì. Maggiorenni, ma molto giovani. Poi una volta, per sbaglio, ha fatto un Instagram live. Lui non so quanti milioni di follower c'ha. Che puntava sul muro, gli si è acceso Instagram live, mentre lui faceva l'amore nel letto a fianco. Anche qui si sentono i suoni di lui che fa l'amore. Ma questo non lo sapevo. Sì, sì, diciamo che ogni tanto scivola su delle bucce di banana, però con tipo 30 milioni di follower è un po'...
Sì, ma infatti delle belle figuracce. Però vabbè, è la vita privata.
Sì, no, vita privata che lui tende per sbaglio a renderla pubblica.
Eh sì, ma capita a molti. Però notai che lui era un po' violento nei messaggi che mandava.
Sì, sì, infatti l'hanno un po'... Infatti mi sa che l'hanno messo indipendente.
Sì. Mi sa che è tornato indipendente.
Sì, sì, fa solo YouTube e non sta più sui network grossi. Anche perché stava su ESPN, ESPN della Disney e Disney... Giustamente. Sì, aveva pure licenziato Paul Pierce, che una volta ha fatto la diretta Instagram in uno strip club e hanno detto, eh, noi siamo Disney e non puoi...
No, no, si può fare. Sì, sì, sì. Vabbè, pure la... Sì, no, certo. La Disney, se si approfondisce.
Noi non giudichiamo la Disney, però deve mostrare una maschera diversa.
Certo, no, vabbè, ma è la policy della compagnia, insomma.
Che puoi fare? Sì. Alla fine il paperino va in giro senza pantaloni, quindi... Cioè, esatto. Che è il paperino?
Eh, sì, è infatti strano. I messaggi subliminali, tutte le cose che... Che poi non so se sono vere o no, però credo di sì. Non lo so. Qualcosa c'era, però.
Ci piace pensare di sì, ormai. Ma pure a me. È una di quelle cose che ci dobbiamo credere.
Ma pure io sono un po' complottista, ti dico la verità. Mi affascinano questi complotti, le cose, sì.
Che complotti ti piacciono? A me piace crederci.
Eh, ma possiamo dire cose abbastanza...
Sì, sì, sì.
Tipo in 9-11, le torri gemelle, queste cose qua. Sì, sì, sì, si può dire. Ci credo alle complotti.
Io non ci credo, però mi piace crederci. E quello dell'11 settembre, col fatto che era il primo, quando uscì comunque ero 14 anni quando è uscito il complotto, era la prima volta che vedevo un video complottista e quindi dicevo, vabbè, è un video, quindi è vero al 100%. Però adesso, dico la verità, quello non c'è. Cioè, credo che sia più complesso di come... Tu dici? Semplicemente, però non so.
No, secondo me è tutto vero, secondo me. Poi, non lo so. Non lo so questo. Però hanno detto che ci stanno gli alieni. Ha detto Obama pure, no?
Sì, sì, no, ti dico.
Ma dicono che ora fanno un annuncio...
Sì, sì, che fanno... Eh, ci sono delle cose che non vi abbiamo detto, sono gli alieni.
Però sono stati loro a fa 11 settembre.
Esatto, esatto.
Gli alieni sono stati...
Sono due UFO che hanno colpito.
Potrebbe essere.
Che hanno colpito quelle antenne che chiamavamo torri. Stefano...
Sì, e tu quindi quanto tempo passi in America? Hai detto che ci passi... Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì.
No, eh, vabbè, dipende da come si svolge l'anno. Ogni volta che posso mi faccio una scappata, però non è... Cioè, il mio obiettivo sarebbe quello di fare la primavera e l'autunno lì. Perché comunque non si suona di solito. Sono i periodi dove ci sono meno concerti, no? Però comunque dipende, perché poi quando fai un disco poi non è che tutti mi possono seguire per mesi. Per un mese, due mesi. Quindi alla fine faccio una, due settimane, non è che... Un giorno, capito? Ma che fai sempre nello stesso posto oppure giri? Di solito le mie tappe sono due. Vado sempre prima a New York e poi a Miami. Perché ho una mia casa là e ho trovato un po' la mia dimensione lì. C'è il mare, mi vivo una Miami molto relax, capito? C'è il mare, il bel tempo, il clima, vai in palestra. Non è che vado a ballare, ok. Mi vado a rilassare un po'. E poi faccio sempre una tappa a New York perché sono molto affezionato. E... Almeno uno o due giorni ci vado sempre. Però è molto caotica, quindi quando io ho un break preferisco Miami, insomma. Però quest'anno mi sa che sarà duro.
Anche perché stai in tour?
Iniziamo tra pochissimo, cioè finito il festival, ho due settimane in cui dovrò fare le prove. E poi iniziamo col tour. E poi vado in Giappone due settimane. Ah, dove vai? In Giappone. Facciamo... Allora, atterriamo a Tokyo, però poi appena atterriamo prendiamo un altro aereo e andiamo a Hiroshima. Si dice così perché alcuni dicono Hiroshima. Sì, boh, questo qua c'è un... Ah, boh, pure loro lo dicono in modi diversi. Ah, quindi Hiroshima, si può dire. Quindi vado là. Quindi poi parto da Hiroshima, facciamo Kyoto, Kanazawa. E Tokyo.
E tutto un tour fate lì.
Facciamo un tour, sì, 4-5 città, due settimane. E...
No, e il Giappone non l'avevo mai...
Cioè, tutti ne parlano così bene, però io ho fissato con l'America. Ogni volta che c'ho, che ne so, due-tre giorni lì, una settimana così, me ne vado in America. Però poi ho detto, va, cambiamo un po', una cultura diversa, uno shock culturale più... Anche forse una vacanza più tranquilla rispetto all'America, no?
E ho detto, va, proviamo. Dicevo, questa cosa qua è al contrario. Io non sono mai stato in America, però invece se posso vado... In Giappone. In Giappone.
Eh, allora parlami un po' del Giappone. Cioè, che... È bello.
Tokyo è tutta un'altra città, tipo appunto New York. Tipo New York, rispetto a... È più caotica, più... Per quanto ordinata, gente più, però precisa. Ok. Più vai a sud, più so un po'... Tipo se vai a Osaka...
No, là non vado. Ah. Perché mi hanno detto che era inutile andarci. È un po' più...
No, è tipo Tokyo, un po' più piccola, però è sempre un centro grosso. Ok, però ha detto, va beh, puoi pure saltarla. Ha detto, va beh. E quindi là no. Ma vai in vacanza o vai a suonare qui? No, no, vado in vacanza. Ah, ok, ok. Sì, sì. No, perché mi sembrava... Infatti, dico, va a suonare... No, no, no, no.
No, no, no.
No, faceva ridere.
No, no, una vacanza.
Sì, sì, sì. Sì, sì, sì.
No, no, ma suonare all'estero è una cosa bella, però alla fine suoni davanti ai ragazzi italiani, no? Sì. Cioè, suoni all'estero, ma in realtà suoni in Italia, perché poi non è che vengono... Cioè, suoni a Londra, mica vengono gli inglesi. Certo, sì, beh, tu... Quindi comunque, giustamente per accontentare anche chi vive fuori, però poi sempre tra italiani stiamo, insomma, non è che...
Sì, beh, poi a Londra, tu mi insegni, ci sta mezzo milione di italiani. Sì, sì.
Vabbè, dopo il Brexit se ne sono andati la maggior parte, andati in Spagna. Sì, sì. Sì, sì, sì. Senza acciughe, però, me non...
Senza acciughe.
No. Però la marinara sì. No, comunque il gusto no, non me l'ha cambiato, perché... Diciamo che il nostro concetto di... Beh, adesso non lo faccio più. Non lo faccio più, cioè, nelle pizzerie non è più un business che mi interessa. Non lo farei più, è troppo stressante, non c'ho tempo, non potrei proprio seguirlo. Però il nostro concetto era quello di avere un locale che avesse un look molto internazionale, molto Brooklyn, molto Williamsburg, non so se... Vabbè, non sei mai stato in America. Eh, no.
Sì, sì. Io sono stato a Brooklyn.
Mi consigli. Sono stato a Brooklyn. Allora, molto, molto, ho capito, lofty. Però con la pizza proprio autentica, cioè 100% proprio forno a legna, tutto lo staff era tutto napoletano, i pizzaioli, tutto, no? Quindi univamo, magari, che ne so, mettevamo tutta musica anni 70 in sottofondo, non è che mi piaceva mettere la roba italiana classica, volevo dargli un tocco un po' internazionale, quindi la regola era solo musica anni 70 della Motown, sai, tutta la roba soul e blues degli anni 70.
Anni 70, 60 e 70. E poi, invece, la pizza, quella la vera, insomma, no? E ci siamo tolti un sacco di soddisfazioni. Poi è venuto il Covid, poi è venuto il Brexit, sono cambiate tante cose. E... E niente. quindi è un'esperienza che per me per ora è chiusa però io in prima persona non ce la farei più a seguire un ristorante
veramente impegnativo però non facevi cose tipo pizza con l'ananas
no no me lo chiedono non l'abbiamo mai fatto ma per una scelta per avere una coerenza con il brand ma non è che io ne sono contro io non l'ho mai mangiata non lo so se mi piace o no però secondo me l'identità è importante se fai una pizzia dove fai un po' tutto poi non sei niente quindi noi non l'avremmo mai fatta però non è che sono contro quella che la chiamano Hawaii ma infatti non è manco così
va detto che Stefano se mangia certe cose
è vero tutto successivo se sono cose strane me le mangio abbinamenti pazzi ma tipo in Asia hai mangiato tutti gli insetti fritti queste cose qua no gli insetti no perché sono andato in Asia dove si mangiano nei paesi dove si mangiano gli insetti quando già c'avevo il reflusso quindi avevo paura che mi potessero far male da quel punto di vista però prima sì ho mangiato cose un po' pazzi tipo in Giappone fanno le orecchie di maiale gli spedini fatti con le cartilagini che boh a me non mi piacciono però ho assaggiato però non ti è piaciuto? no non tanto però ti consiglio se ci vai però non mi farebbe proprio schifo
solo al pensiero devo dire la verità cioè l'insetto l'insetto no non ce la faccio
ma l'insetto te lo fanno proprio la cavalletta fritta o diventa una farina che ti fanno ah ecco qua un ciambellone
tu riconosci l'insetto io quando stavo in dove ero in Thailandia ho visto proprio una scolopendra tutta così infilsata oddio sì scorpioni
però dicono è ricco di proteine
è vero? pure sì pure dello sperma lo dicono però non lo so l'ho provato
non hai provato uno spiedino di cioè dopo la palestra non ti fai lo shake
no strano
!
però ci raccontava Dargen che invece a Tokyo ha mangiato lo sperma di pesce
chi è? certo tutto lo sperma è di pesce eeeh
da Dargen me lo aspetto sì sì perché dice tu vai a fare con coraggio spesso vai a fare ci sono delle dei posti dove fanno sushi che ti dice tu dici fai tu al cuoco e poi arriva a un certo punto cos'era questo tu te lo mangi dopo ti spiega che è stato oddio no non lo farei mai no no però
è un limite che ho è un limite che ho però lo pare sia prelibato non lo so
ma ci sta a avere come limite lo sperma di pesce comunque non c'è niente ci sta che dici ma non mi fai di provarlo però
negli energy drink c'è quello di toro
è vero così si dice
forse non era vera questa cosa o forse sì è come l'undici settembre
non ho fatto la pubblicità eh? è piaciuto l'energy drink
non ho fatto la pubblicità ma noi qua facciamo pubblicità tutto senza prendere senza prendere soldi da nessuno è la nostra specialità
da oggi con il 50% di sperma di toro di sperma di toro
e io ho una domanda invece sul tuo primo hustle quando stavi a Londra adesso senza entrare nei dettagli però diciamo che tu vendevi vestiti di marca che poi non erano proprio originalissimi no erano falsi ecco è quello ma dove cioè perché Londra è tutto un market il weekend andavi nei market ti spiego
non entrando poi magari proprio nei dettagli perché già mi è capitato altre volte di rispondere a sta domanda però poi c'è gente ancora che vive così e non mi va di sputtanare il business per carità
però
su grandi linee funziona così cioè ci sono nel mondo nelle capitali del mondo comunque ci sono dei negozi è tutto un business comunque di napoletani per napoletani non è aperto a no no no è una cosa vera non è che è aperto a tutti quindi solo se tu conosci delle persone che ti presentano puoi entrare nel no e ci sono proprio dei negozi che però hanno le vetrine un po' mh come dire chiusi cioè sono coperte non sono sono una sorta di showroom no? dove tu scegli cioè ci sono un po' di robe ci sono vestiti giacche altre cose e mh negli anni 80 c'era si facevano un sacco di soldi perché tu andavi là ti presentava qualcuno ti fittano la macchina ti danno un bel macchinone tu giri mh e e praticamente devi vendere questi vestiti che sono ovviamente prodotti in Cina ma tu devi dire che sono dell'ultima sfilata di Armani o Boss insomma chi è no? e devi convincere il mh la persona a comprare e quindi io ci sono proprio quelli cattivi che ti facevano provare una cosa e poi ti davano anche la taglia sbagliata perché poi il vero pacco è quello là no? devi comprare una cosa che non è io non ero così cattivo io io te lo vendevo il vestito perché dicevo questo mi richiama
e infatti
questo è quello che
non capiva mai che uno torni a me si a me capitava sempre
ma che tornavano contenti quindi si perché in realtà mh io scelsi di vendere vestiti abiti classici come questo questo
che hai tu per esempio no? però ci si vendevano anche giacche di camuscio finto giacche di pelle finta e là quando ti sgamano è brutto no? io pure ce l'avevo con me però mh non spingevo troppo andavo più sul vestito che dicevo era cotone invece era poliestere però comunque il taglio non era male la fantasia non era male allora se tu entri in una un'agenzia immobiliare che devono mettere vestiti tutti i giorni se tu gli fai un buon prezzo cioè quello magari se ne compra tre o quattro capito? ovviamente lo riempivo di bugie perché non è che andavo là e gli dicevo questo io gli dicevo questa è l'ultima collezione di abbiamo fatto uno showroom per esempio da Selfridges a Londra abbiamo fatto una un'esibizione però mi sono giocato tutto al casino non ho soldi per pagare la macchina mi devo comprare il volo per tornare in Italia ho quattro vestiti te li regalo pagamene uno
e glieli davo capito? certo bellissimo eccoci però però ti dico cioè è un'esigenza un po' un po' si guadagnava molto di più che lavorare in un ristorante perché ho dieci mesi ho lavorato in un ristorante poi non era per me e un amico mi ha introdotto ho iniziato con le telecamere false io avevo delle telecamere così che venivano con un kit di adesivi Sony che tu dovevi attaccare al posto di quelli là delle telecamere cinesi quindi tu staccavi quello là attaccavi quelli Sony e andavo in giro a venderli però non è che se ne vendevano un'esigenza
non ne vengono tanti perché comunque è più difficile vendere una telecamera perché il costo è più alto e invece poi arrivarono questi vestiti e io un giorno dissi fammi provare e il primo giorno non ne ho vendute neanche uno però capì che c'era il potenziale e il secondo giorno ne vendetti tipo nove in un giorno e dissi ok allora ed era l'unico lavoro che mi permetteva di guadagnare bei soldi e allo stesso tempo mi rendeva libero di poter viaggiare tra Napoli e Londra ogni due settimane dove poi facevo i dischi dei Cosa Anco contemporaneamente quindi per finanziare i dischi dei Cosa Anco comprarmi il campionatore i microfoni io dovevo andare a però se io avessi lavorato in un ristorante non mi potevo muovere da lì capito quindi anche per questo io scelsi di fare sto lavoro in strada perché mi dava la libertà di gestirmelo un po' come volevo io però come si dice una perla nel nostro gergo il mestiere perché questa cosa si chiama il mestiere in dialetto no il mestiere è mistero perché comunque è un'esigenza
è una licea è una licea è una licea è una licea è una licea
tu partivi alle 8 del mattino 9 del mattino scendevi in strada magari non vendevi niente e mezz'ora prima di tornare a casa magari vendevi tutto era tutta una giornata ogni giornata era diversa e poi basta, l'ho fatto per tanti anni e poi è arrivata la musica la musica è arrivata pure là non so se ve lo ricordate 2008-2009 arriva una recessione fortissima e quindi la gente in strada non comprava più come prima, però fortunatamente per me in quel momento i Cosang fecero il pezzo con Marra se la scelta fosse mia, che era il nostro primo pezzo un po' in italiano e tutto che ci sdogano pure, iniziamo a suonare di più e quindi poi da quel momento mi sono mantenuto con la musica
e poi comunque è tutto caduto in prescrizione questo lo possiamo dire, 10 anni sono passati
vabbè poi posso dicere
ah ma non è un reato
sono vestiti, alla fine vendeva dei vestiti non è che sa che faceva
cioè io un po' me la ehm abbellivi, diciamo una cosa ma lo sai che mi ha formato tantissimo io ho capito la psicologia della gente da quegli anni là perché è un'opera io avevo capito che quello che indossavo io loro volevano comprare se poi nella busta c'avevo altri colori cioè loro, pure se magari erano più belli però loro lo vedevano addosso a me e io li convincevo in diretta, ma non volendo io li convincevo così quindi ho capito che poi alla fine il marketing è tutta psicologia e anche vendere la musica è psicologia qualsiasi cosa è psicologia, capito? quindi mi ha insegnato tanto e mi ha aiutato poi a diventare un artista indipendente e poi anche a gestirmi un po' da solo dopo, no? però è un'esperienza che non è che consiglio però ti dico, sono esperienze particolari che ti ti ti qual è la parola? comunque ti il cervello te lo affinano ancora un po' di più
Stefano
comunque sei in prescrizione
si si, tutto sarà ti preoccupa e come siamo messi?
si, ho chiamato perché l'agricoltura è una buona macchina
Abbiamo poco tempo.
Un po', un po', un po'. Falla, falla, falla una domanda, se no...
No, no, facciamo quelle di Sanremo.
Ah, bravo, facciamo quelle che poi se abbiamo tempo facciamo le altre.
Sei un professionista esemplare. Vai, vai.
Allora, no, intanto stai in casa in albergo.
Albergo, quasi.
Perché c'è una separazione, abbiamo scoperto, tra quelli che stanno in casa e quelli che stanno in albergo. No, no, albergo, albergo. Chiediamo, no, devo fare una domanda. Eh, fai, fai. C'è una rubrica in questo podcast per cui io chiedo agli ospiti che rapporto hanno se ce l'hanno con la marijuana. O magari ce l'hanno avuto... Quanti anni fa, eh?
No, non ho nessun rapporto con la marijuana.
Perfetto.
No, no, sei credibile nel disco. È vero, è vero, è tutto psicologia.
No, diciamo che di fumo passivo mi sarò drogato da quando ho 13 anni di fumo passivo. Perché intorno a me droga da destra a sinistra. Cioè, però no, io no.
E noti una correlazione tra fumo passivo e creatività?
Boh, magari senza accorgermi mi ha aiutato, non lo so. Però di sicuro in studio il fumo passivo era l'aria che respiravamo, questo sicuro. Vabbè. Però questo è... perché poi c'è...
Lo chiedo, lo chiedo a tutti gli ospiti perché mi incuriosisce molto se poi la gente, quelli che fumano, sbagliando...
No, ti dirò, io sono... ho paura, non l'ho ancora fatto, però a casa c'ho due tipi di microdose, i funghi, i funghetti. C'ho due tipi, però non ho avuto ancora il coraggio di prendermeli. Però quelli là, per esempio, mi piacerebbe provare l'effetto psichedelico, ma non per lo sballo. Però più per... vabbè, le microdose sono famose, no? Sono piccole quantità che dicono aiutano la creatività, ti aprono un po' la mente, ti risolvono anche dei problemi che uno ha, no? Con se stesso. Quello sì, perché l'ha a casa, là, nell'armadio, non ho avuto ancora il coraggio di prenderli. Però quello là, quando sarà il momento? Giusto che sono rilassato, mi sento bene, forse, forse. Lo proverò, ma sempre per la creatività, non è che... Certo.
Ti avrei detto, forse il momento perfetto sarebbe stato dopo il festival, ma se c'hai le prove e il tour, non è il momento giusto.
No, perché poi ho un ciclo di otto settimane, quindi magari dopo il tour... Eh, dopo il tour. Magari ci... È un bell'obiettivo da darsi post-tour. Eh, sì, no.
No, dico veramente che poi il tour, comunque, si accumula pure la tensione, la generazione invece... Infatti, infatti.
È una cosa lunga. Io pensavo... Infatti, qui è tipo il gastroprotettore, cioè devi tenertelo per un tot, no?
No, no. No, ce ne stanno alcuni che sono proprio, mi sono arrivati a casa, proprio dei funghi. Cioè, sembra tartufo. Con la bilancia tu lo devi misurare e tagliare un 0,25. E provare, no? E poi ne prendi uno ogni tre giorni. Però io non l'ho ancora fatto perché ho un po' paura. Poi ne ho preso un altro che invece sono delle capsule, dove è già tritato... Che dicono che è meglio, però boh, vediamo.
Cioè, ce n'ha parlato Cappato, ti ricordo.
Sì. Sì, sì. No, ma è una cosa diffusissima nel mondo, eh. Sì, sì, sì. Cioè, in America...
Ma secondo me anche in Giappone, cioè, non lo so. No, in Giappone, ecco, droghe non... No. Ah, non si può? Non si può. Ti cacciano, ti bannano per dieci anni. Ah, veramente? Sì, sì. Vabbè. Eh, so così. Meglio... Sì, sì.
So samurai.
Sì, sì.
Stiamo chiedendo a tutti gli ospiti che vengono qua molto gentilmente in mezzo al casino di Sanremo un po' di domande. La prima è, secondo te, chi vince o comunque chi pensi che dovrebbe vincere, secondo te?
Eh, dovrebbe... Allora, magari dirò una cosa un po' fuori... Vabbè, io... Vabbè, non entriamo troppo nel profondo perché sono in mezzo della gara e forse dico qualcosa di controproducente, però io l'ho sempre detto. Secondo me, ho un presentimento, secondo me Fedez e Masini sono adatti, proprio da subito. Secondo me, a vincere il festival, ma non perché... Cioè, proprio lo dico perché lo penso veramente. Perché, secondo me, per il contenitore che è il brano, secondo me, è perfetto. Poi, ci sono tanti fattori che... C'è il televoto, ci sono le radio che hanno una preferenza, la stampa che ne ha altre, di cui io non faccio parte, evidentemente, si era capito già dall'inizio. Però... Diciamo che la vittoria a questo punto, direi che la vittoria del festival è quella che poi... È quello che succede poi dopo. Perché poi la gente premia i pezzi, no? Sì. È vero che all'inizio uno ascolta un po' tutto, però poi dopo si affeziona al pezzo che... Certo. Quindi poi alla fine, tipo per esempio Giorgia, mi sa che l'anno scorso non è che si piazzò altissima, però poi la canzone di Giorgia... Sì. Ha spopolato. Quindi poi la vera vittoria qual è? È quella di uscire magari forti dal festival. Poi se parliamo della competizione, secondo me... Come la vedo io, c'è Serena, c'è che hanno dei brani molto adatti, Fedez, ce ne sono tanti comunque. Io poi non li ho sentiti tutti perché sembra strano, però non c'è proprio tempo di conoscersi, non ci si becca mai con nessuno, e le prove e le cose io avrò sentito due o tre pezzi del festival, quindi non lo so neanche. Però di quello che ho sentito, secondo me, questo è il mio pronostico.
E poi invece facciamo una domanda più difficile. Cioè... Arrivare ultimi o tra gli ultimi al festival può portare anche molto bene, storicamente,
Vasco, ma anche più recentemente Tannay. Tannay, certo.
Chi è che potrebbe arrivare ultimo e poi fare la fine di Vasco?
Questo festival qua? Sì. Madonna mia. Eh, ma perché io i pezzi non... Ah, beh, giusto. Però, forse Chiello, però no, aspetta, però no, forse tagliamo la stavola, perché non è che gli auguro di arrivare...
No, no, però è arrivare ultimo e poi fare la fine di Vasco, quindi in realtà... Se fa la fine di Vasco, ok. È un augurio a tutti gli effetti.
Sì, perché non è capito. Invece, secondo me, lui ce l'ha quell'anima, cioè, ce l'ha quella forza di comunicare delle cose e che forse l'Italia non è ancora pronta o non vuole essere pronta. Non volevo dire, però, se devo pensare a un personaggio che è controverso, che ha bisogno di tempo per essere capito, potrebbe essere come lui.
Che, diciamo, che il mainstream non lo capisce adesso, però poi le persone invece se lo portano.
Ma molto probabile, eh? Molto probabile, però si può tagliare questa parte nel caso, no? Sì, sì, si può tagliare.
Perché non vorrei che qualcuno si offenda. No, no, però è un augurio questo qui, cioè, intendo come un augurio.
Ah, sì, è un augurio, allora...
È un augurio, però, se vuoi, si può tagliare.
Ma no, però mi è venuto il primo nome, perché poi te l'ho detto, non ho sentito tutti i pezzi. Però se devo pensare alla persona o al personaggio, mi era venuto in mente lui. Poi, chi è che... Non lo so. No, no, va bene, è un'ottima risposta. Che come Vasco è...
No, certo, appunto, è l'augurio più alto, dovremmo dire, come Tananai, senza offesa per Tananai. No, però Tananai poi si è dimostrato... Che non è come Vasco.
Sì, però comunque si è dimostrato poi un grande producer. E anche poi dei brani che ha fatto dopo erano molto belli, quindi comunque poi si è veramente rilanciato alla grande, quindi pure... Anche come un Tananai. Cioè, era... Vabbè, no. Sì, era un props. Non era un... Assolutamente.
Per noi la interpretiamo come una domanda di buon auspicio.
Potevo dire pure me, tra l'altro.
Certo.
Sbagliato. Però non voglio arrivare.
Però non voglio arrivare. Se vuoi la rifacciamo io. No, no, no. Però l'ultimo no.
Non lo so.
No, no, no. Stai in top 5. Ieri in top 5, non so. Sì, sì. No, no. A me poi mi sale dinamica.
No, ma per il discorso del marketing, la psicologia di prima, no? Certo. Più arrivi lì e più la gente si convince di te.
È giusto. Stefano...
Sì, c'è quest'ultima cosa che in realtà te l'ho già spoilerata un po' ieri, però te la ripeto. Noi facciamo questo gioco, diciamo, interno tra di noi, come faceva la Jalapas, di chiedere al cantante se vuole dire sul palco una frase. Così noi, i fan di Tintoria, capiscono che la sta dicendo a noi. E la frase, è una frase che puoi utilizzare in una conversazione qualsiasi, che in questo caso è, non sono negli Epstein files. Me la puoi ripetere un attimo? Non sono negli Epstein files. Ah, vabbè, è chiaro che... Non sono negli Epstein files. Se la vuoi assolutamente sul palco, vai domani a stasera.
Allora devo dire, ma è per il Fantasio a Remo?
No, no, è solo per voi.
Non ci sono premi, non c'è niente.
È una cosa nostra. Sul palco di Sanremo tu dici grazie.
Cioè io con Grignani, dopo la stasera dovrei dire non sono negli Epstein files.
Sì, sì. Forse dovremmo prima controllare se Grignani tante volte sta...
No, è perché da solo... No, è perché da solo...
No, è perché da solo... No, è perché da solo...
Ma con Grignani non lo so. Non siamo gli Epstein files.
Ehi, tiriamo in mezzo Grignani.
Con Gianluca magari, capito? Però forse è il momento adatto. Eh, potrebbe essere un bel messaggio. Non lo so, ci penserò.
Va bene, pensaci. Grazie mille. E su questo vi chiedo un altro applauso.
Grazie a tutti per essere stati qua. Grazie, grazie. Grazie, grazie. Grazie.
Grazie. Grazie. Grazie.
Grazie. Grazie. Grazie. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti.
Grazie a tutti.