Buonasera a tutte e buonasera a tutti, benvenuti a una nuova puntata di Tintoria. Che bell'applauso! Andiamo! Qui con me Stefano Rapone, il Golden Boy oggi.
Ciao, sì. Ragazzo d'oro. Mi sono messo questa giacca sobria.
Sì, è il tuo solito look, ci siamo vestiti bene per Sanremo.
Per l'occasione, per l'occasione.
A Sanremo siamo ospiti di Rolling Stone, che ringraziamo. Ringraziamo anche Maison Dumont per questo bel set. Come va?
Bene, bene. Provato, come sempre, però... Sei stanco? Un po' la mia vita normale, in questo caso un po' di più. Tu stai bene?
Ma sì, bene, dai, sono contento. Te lo stai vedendo un po' il feste? Perché noi poi la sera ci perdiamo di vista.
Eh, alla fine poco.
Ah.
Però... Che cosa ti è rimasto? Beh, mi ha colpito molto le canzoni.
Beh, beh, non ti sfugge niente.
E soprattutto, no, ancora mi è rimasta impressa la signora dei 105 anni.
Ah, certo, vabbè. Lei forse... Per ora, iconica più di qualsiasi altra cosa.
Sì, sì, ho questa cosa con le anziane, mi piace.
105 anni che ha votato Repubblica e che aveva rosicato perché era arrivata terza a una gara di nuoto chissà quanti anni fa.
E secondo te era di no, però quella gara di nuoto è terza, comunque ha rosicato.
Ma poi hai seguito il seguito della storia?
No, che è successo?
Che premente è uscita fuori la vincitrice di quella gara di nuoto, che di anni ne ha 106, e aveva votato Monarchia.
Ah, quindi proprio un derby.
Sì, sì, sì, sì. E ha detto, ah, questa è la signora a Sanremo, io la vivo come una sfida, e quindi ha deciso che a 106 anni vuole sfidarla a un'altra gara di nuoto e quindi fa un tour mondiale dove si allena in giro per il mondo, nelle piscine di tutto il mondo. E quindi viaggia a sta signora di 106 anni in giro per il mondo.
Ah, viaggia con... Qui c'è un team che la segue, che per fare...
No, no, c'è un gruppo di persone che incontra ogni volta, ha detto a me piacevi viaggiare così, io non voglio sti viaggi preimpostati, non voglio sentirmi soffocata. Io voglio viaggiare libera, ha detto così.
Aspetta, spiegami meglio che questa è una cosa importante.
Eh, praticamente l'hanno incalzata e la signora ha detto che per lei viaggiare deve essere un'esperienza, vuole che... Lei viaggia per creare legami con persone che non conosce e le piace viaggiare in gruppo
e vivere avventure che le cambino la vita.
E le hanno detto, signora, ma di cosa sta parlando? E lei con la sua voce da 106 anni ha detto, ma ovviamente sto parlando di Sivola e tutti ah, signora, incredibile, ma lei viaggia con Sivola. Io solo con Sivola, l'unico modo giusto di viaggiare. Ha detto tutto così la signora spontaneamente. Ha detto anche, c'è anche uno sconto sensazionale per i nuovi viaggiatori usando il codice Sivola Tintoria 100, tutto attaccato, tutto maiuscolo, 100 al numero. Sconti straordinari per i nuovi viaggiatori. Ha detto, ah signora, ma lei è una grande. Non mi chiami signora, mi chiami Sivola. Signora, sta esagerando. Adesso si dia una bella calmata.
No, no, infatti ho visto che...
Ha fatto ridere questa, è la prima volta che ti faccio ridere questa settimana con sta stronzata.
Non me la pensavo signorina, invece no, io già mi stavo...
No, no.
No, visto che c'è questa, che lei ha anche una tecnica particolare per nuotare in maniera più veloce, sì, veramente lei ha delle anche d'acciaio che con una, diciamo, se premo un tasto si trasformano in delle turbine per cui lei può andare veloce. Questa 106 anni è velocissima, che è come se fosse medica.
Ah, pazzesco. Scusa, ma come fa? Immagino sia complesso questo sistema di anche che diventano turbine d'acciaio.
No, no, assolutamente, per attivarle basta un clic.
Molto bene. Ma non è certo grazie alle gare di nuoto tra monarchici e repubblicani e ultracentenari se siamo arrivati a fare tutte queste puntate.
E anche grazie alla mia passione per le anziane.
Non è grazie a quello, non ancora. Almeno deve essere grazie agli ospiti straordinari che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta, quindi senza ulteriori indugi vi presento l'ospite di oggi, signore e signori, solo per voi, Serena Brancale.
Grazie.
Grazie a voi. Nella fatica e nel casino del festival, grazie per aver trovato un momento per noi. Stefano è talmente contento che mi sa che si era preparato una domanda.
Subito. La cartellina, subito, vado subito. Come stai?
Ah.
Ebbene sì, lui è così.
Beh, quest'anno molto concentrata rispetto all'anno scorso, un po' più consapevole, più grande, più serena. Nel... in quello che voglio raccontare, che è tosta. Sì. Però, per assurdo, sono più serena quest'anno che porto un brano difficile da interpretare che l'anno scorso che era il mio secondo Sanremo.
Più serena quindi anche nel... cioè, quando sei sul palco sei più tranquilla, dici?
Due giorni fa ero tranquilla, vediamo stasera, perché poi è molto emozionante il pezzo. Ma l'avete sentito il pezzo? Sì, sì, sì, l'abbiamo sentito.
Infatti, perché noi appunto abbiamo un clima di cazzeggio, tu c'hai una canzone molto sentita, molto forte. Sì, sì. Molto tosta. Però, anche... no, anche molto bella, dici, è difficile interpretarla, però sta arrivando, perché... Sì, sta arrivando. È molto bella, se ne accorgono le persone anche a casa, sta andando bene, come si suol dire. Infatti, dicono... adesso, tu sei scaramantica? No. Eh, perché dicono sei una delle favorite, quindi ci chiedevamo come ti vissi questa cosa.
Beh... bello, non puoi dire... è bellissimo, però pensi che ogni volta la performance cambia, che i favoriti ogni serata cambiano, che... Può accadere di tutto, può... io ho i miei favoriti, per esempio, che non sono i favoriti che escono ogni sera. Per esempio, la prima sera, quando ero nei favoriti, alcuni nomi non me li aspettavo, quindi questo vuol dire che cambia veramente tutto e non sono io a decidere. Non lo so, come andrà.
Quindi intanto ti godi il fatto che ti abbiano detto, sta andando bene.
Assolutamente. Io sono... io ho già vinto, perché ho cantato senza morire prima di cantare, ma sono morta dopo, ho pianto dopo. E già questo per me è una grande vittoria, perché fino all'ultimo ho pensato, ma è il brano giusto? Ma veramente voglio fare questa cosa qua, che porto una ferita al Festival di Sanremo, o porto un brano tipo A Nemme e Core e vado sul sicuro? Sì, però sapevo che così mi rappresentavo un po' più come persona e c'era un plus anche mio personale tantissimo e quindi ho scelto questo pezzo qua. Quindi per me ho vinto perché non ho... la prima... due giorni fa ho cantato e è andata abbastanza bene, quindi ho vinto, basta.
E anche il fatto di aver scelto di portare tua sorella ti ha aiutato in questa... cioè comunque sia fare un pezzo così tosto, avere una persona con cui condividere... D'aiuto.
E A Nemme e Core l'anno scorso lei c'era? Sì. Ed è stato bello, non ci siamo guardate perché eravamo emozionatissime. Invece due giorni fa... Io sono riuscita a guardarla e gli ho pure il sorriso, la ho proprio guardata negli occhi. Come se... Dobbiamo fare tutto meglio, bene e quindi grazie che hai accettato perché poteva pure dirmi ma io non lo faccio, non ce la faccio perché ognuno vive il lutto in maniera diversa. C'è mio padre che non viene a Sanremo, che non ha proprio... cioè mio padre sta a Bari, non vuole vedermi perché per lui è tosta questo brano. C'è mio fratello invece ha 23 anni che viene domani e quindi vuole viversi la canzone su sua madre davanti a me, mi vuole guardare. E c'è mia sorella che ha deciso di starmi accanto quest'anno, quindi grazie che c'è, è il mio portafortuna.
Questo è bellissimo.
La salutiamo, la salutiamo.
A ballo.
Stefano però c'era anche un'altra domanda.
Mi sono preparato. Tu ieri non ti sei esibita.
No.
Quindi ti volevo chiedere che hai fatto ieri? No.
Ho fatto una doccia. Ciao. Seria, cioè proprio creme, capelli, maschere. Poi ho mangiato tantissimo, ho mangiato i paccheri allo scoglio.
E vai.
Ho mangiato la pasta, cosa che non si fa prima di cantare, perlomeno io.
Perché non si fa?
Perché mangi le cose più asciutte, cose che non ti fanno gonfiare, non ti danno sonnolenza, tipo la carne è perfetta, i verdure meno.
Ma questo, scusa, a pranzo hai mangiato la pasta oppure tu ceni prima di cantare?
Io ceno perché... Io ceno prima di cantare. Ah, ok, vedi. È molto personale, tutto soggettivo. Io ceno prima di cantare perché ho bisogno proprio di avere qualcosa sullo stomaco. Anche la mattina, se non mangio qualcosa e devo fare tutte le interviste durante la giornata senza avere nulla nello stomaco, la voce diventa proprio sfiatata, perdo gli armonici. E quindi ieri ho mangiato la pasta perché non cantavo. Ho mangiato prosciutto, ananas e poi ho bevuto due bicchietti di vino e sono crollato. Alle 11 avrò visto Tommaso Paradiso, può essere che ha cantato ieri?
Sì. Sì.
E ho spento e mi sono svegliata stamattina alle 9 con grande melatonina presa alle 11. Certo. E mi sono fatta 8-9 ore di sonno.
Ah, vedi. Brava.
Infatti, come...
Infatti, hai fatto bene.
E infatti si vede.
E si vede.
E si vede, 9 ore di sonno. Sei un fiore.
Ma ti dico, tu sei un fiore pure con 6 ore di sonno. E diciamolo, diciamole le cose. Grazie. No, ma come te lo stai... Allora, diciamo tutto quello che c'è di contorno al festival, tu un po' le feste, ste cose, le fai? Tutte. 10 minuti. Ah, perfetto.
No, parto... Sono molto secchiona. Le feste perché si devono fare, ma non perché devo ballare, no. Ma anche perché, raga, siamo qua per lavorare, insomma. Tutto bello, però io devo cantare. La canzone non è per niente facile. C'ha una modulazione all'interno, alzi, dici mezzo tono. Non ce ne parlare, raga. Eccetera, eccetera, quindi... Facciamo un'anisarmonica.
Ce ne parlo, ce ne parlo, ce ne parlo.
Allora, è una canzone che parte in fa minore. E poi si sviluppa in fa diesis, quindi alzi di mezzo tono tutto il range vocale.
Sì. Però, no, sentire le persone che sanno quello che fanno e parlano di quello che fanno è sempre interessante. Tu sei d'accordo? Puoi sentire questa cosa?
Certo. Sì, sì, sì.
E poi che altro? Ha delle note molto lunghe, delle parole molto difficili. Ci sono delle frasi molto belle che ogni volta mi fanno emozionare tantissimo. C'è una seconda strofa che mi ricorda un sacco anche nella scrittura. Mi sono molto ispirata a De Crescenzo, Quando l'amore se ne va ancora. Quindi ci sono proprio delle frasi dove racconto descrizione fisica di mia madre e dico... Sono uguali a te. Cioè ci sono delle cose che non mi piacevano di te e ora io mi guardo e dico... Dio, ho le stesse mani tue, piene di vene, piccole nane. Però sono cose che mi fanno emozionare. Vabbè.
Non ti emozionare.
E visto che è una canzone difficile, tu c'hai tutti gli esercizi, quelli... Adesso non li so. Forse è rispettoso quello che ha appena fatto verso tutto il mondo della canzone.
Cioè?
Forse aver fatto... È offensivo verso tutta la musica italiana.
No, no, no. In realtà fai proprio... Brum, brum, brum, ma, ma, ma, ma. Brum, brum, brum, ma, ma, ma.
E quindi nel backstage di Sanremo sembrate tutti matti?
No, perché c'è Francesco Renga, con il quale mi sono... Che fa...
Ma è un problema che c'ha lui. Eh sì.
Veramente.
Prebez.
Poi c'è anche il... Perché io ho un autore, Fiat 131, Alfredo, che mi aiuta nel riscaldamento, che è un maestro, e ogni volta ci vediamo in camera e mi sta dicendo dei riscaldamenti diversi. E noi facciamo questo... Brum, brum, brum. Però facciamo anche il twang.
Miau, miau, miau, miau, miau.
E lo fai in tutte le tonalità. Però fa ridere, perché al quarto miau c'è la truccatrice vicino a me, l'assistente. In pigiama.
Sì, sì, quindi ecco, torno a ribadire. Sembrate tutti...
Sì, sì. Sembrate tutti matti.
Sì, sì, sì. Poi invece siete grandi cantanti, però se entri in un posto e ci sono tutti che miagolano, dici, ah, tutto bene. Tutto normale. Brrr.
Ma tu hai fatto amicizia con qualcuno, cioè, degli altri in gara? Sì. Con chi sei amico?
Claudia Levante. Tantissimo. Perché lei è proprio del sud. Ti tocca, ti... Con Claudia? No, sto pensando. Leo Gasman, stupendo. Con Knight sta nascendo un'amicizia bellissima, anche se non ci conoscevamo prima. Ehm, con Ermal tanto, perché abbiamo fatto un programma insieme, con Sal pure. È proprio un Sanremo dove conosco meno male tutti.
C'è qualcuno che odi?
No. Ah, ah, ah.
Sarebbe stato... Puoi anche non dirlo, puoi anche... Puoi farcelo...
No, e quest'anno odio... Sarà una cosa stupida, però le scale mi hanno fatto preoccupare agli inizi... Più della canzone. Ah.
Ah, perché?
Perché sono piccole e sono bianche come il vestito bianco. E l'anno scorso invece erano più lunghe. Più larghe. Ed erano trasparenti. Però l'anno scorso ero vestita di rosso, quindi io vedevo lo stivale rosso sul... Invece quest'anno era bianco su bianco e sono piccoli scalini. Però Carlo Conti mi ha visto in difficoltà, mi ha detto... Falla tranquillamente, anche se finisce a Nemecore, perché loro fanno quell'orchestra l'ultimo giorno, eh? Anche se finisce a Nemecore, tu continua lentamente e prenditi il tuo tempo. E così ho fatto.
Beh, grande Carlo Conti. Però forse facciamo una... Un appello allo scenografo. Forse i gradini un po' più lunghi dovrebbe essere la base. Ma partiamo dai gradini comodi per le cantanti coltate.
Ma anche di un altro colore, pure arancione, verde militare.
Verde militare.
Perché tu, una scarpa verde militare è difficile che tu la possa indossare. Ma scarpa bianca, soprattutto trasparente. È difficile. Falla blu elettrico, è difficile che tu abbia... Vedi, cioè, i colori un po' più facili per noi.
Ah, certo. Però, bello, grossi gradini verde militare.
Eh?
Sì, diciamo che per i tempi che corrono c'è pure stafi. Sì, sì.
Così, esatto. Anche se...
Sono contenti.
Sì, sì, sì. E... Dei metizzi, caro. No, non ti succeda.
Di coccodrillo.
Ah, posso dire? Bello.
Finto coccodrillo.
Sì, vabbè, certo. Finto coccodrillo. Finto coccodrillo, però bellissimo.
Sì. Leopardate. Così ci cade solo elettra da morire. Solo elettra. Cioè, questa...
Solo elettra che salutiamo.
Salutiamo. Che si è lamentata dei... Ah, sì, sì. Si è lamentata dei festini. Tutto come la vita dei casini intorno a...
No, non ci sono vicino al mio hotel, no. No, perché sei lì che fai miau, miau, miau.
Pensa ai vicini di stanza, però, che dicono.
Quindi tu non hai... No, anzi, c'è Peneletta dormita nove ore, quindi zero festini.
No, però devo spendere la TV e devo stare nel buio totale. Infatti, mi dispiace per mio... Il mio ragazzo che deve stare zitto e immobile.
Nelle tenebre. Eh, vabbè, d'altronde, senti.
La settimana è quella del festival. Lui lo sa.
È giusto. Ma, quindi, tu stai in hotel o in casa? Che c'è questa... Queste due squadre abbiamo scoperto.
In hotel.
In hotel, ok.
In un hotel, una stanza molto... Molto bella quest'anno, perché è meno bella esteticamente, ma fa niente, perché non lo sai pensare a quello. Ma ha una stanza per tutti i vestiti. E, tra l'altro, le ragazze possono venire e mettere a posto il vestito della serata precedente. Intanto io, chiusa la porta, dormo nell'alto. Quindi loro hanno doppia chiave. Aggiustano per il giorno dopo. Bella questa cosa. Molto funzionale a quello che è la settimana. E non bella perché devi fare... Non serve a niente.
Beh, mi piace questo. Tu, comunque, stai qua a lavorare. Cioè, sei molto proprio... Sì, sì. Pragmatica. Io ho una... Vai, Stefano, perché io sto per andare un po' indietro.
Sì, sì. Quindi, in caso no, niente. Non hai... No. Ah, vedi.
No, ma non posso neanche bere alcolici. Mi fanno male. Il vino bianco posso bere. Lo bevo anche prima. Però Casinò, c'è il Gin Tony. Queste cose mi fanno proprio male. Ma è soggettivo. Non riesco a bere tequila, gin. Mi fa... Mi fa... Ah, questo è un altro esercizio. Come si chiama questo? Il Fry...
Cioè che...
Eh, ci sono un po' di cantanti, forse.
Ah, vedi.
Oh... Perché dici che togli quel... No, togli... Il mucchi dalle corde vocali. Grazie. Ah, togli il mucchi?
Sì. Il mucchi. Il mucchi. Più mucchi. Cioè non... Eh, tu pensi al muco. Invece tanti mucchi. Tanti mucchi. Eh, vedi. Ma quindi questo li fai tipo in successione? Cioè prima fai uno, poi fai l'altro di esercizio?
No, questo lo fai quando hai bevuto tanto il giorno prima. Ah. E quindi hai la voce che è un po' giusta. La senti piena di mucchi, dà raffreddore. Ciao, Nair. Scusa, io... No, certo, certo. E questo ti aiuta a... Però questo di Francesco Renga lo devo provare.
Che poi quello lì è come...
E poi è film horror.
E come parlo io? Forse sono dei mucchi. Forse sei... Hai tutti i mucchi.
Ho molti mucchi. Io sarei curiosa di sentire Stefano che parla con un tono un po' più alto della voce e... No.
Che devo dire?
Mi piace la lasagna. Mi piace la lasagna. Mi piace la lasagna.
No, non devi.
No, no, così. Un po' di rispetto anche per Mickey Mouse. Non serve che fai l'imitazione.
Com'è qui?
Com'è? Com'è?
Com'è? Com'è? Com'è?
Com'è?
Com'è? Così. Meno.
Ma meglio. Però tu ti rilassi. Vabbè.
Sono bella questa cosa. Vabbè, la parola... Mi spieghi bene, no? Capire. Sì, sì. Vabbè.
Tu hai studiato al Conservatorio dell'Aquila, città in cui io sono cresciuto, ho vissuto 18 anni. Ho diverse domande. Dove abitavi? Come te la sei vissuta? Dove uscivi la sera?
No, non è proprio così che ti spiego. Allora, io ho fatto... Prima del primo Sanremo 2015, Galleggiare, due giovani proposte con Cristiano Caccamo, Amara, eri con i giotti? Sì, io ho fatto, saremmo giovani, però avevo fatto tipo due anni di conservatorio a Bari, conservatorio Niccolò Piccini, canto jazz. Faccio Sanremo e faccio un tour con il volo, perché avevamo un managgimento uguale e eravamo insieme, quindi cominciamo a scrivere insieme, ci uniamo, facciamo questi 15 concerti insieme e poi dopo il volo io ho lavorato con Mario Biondi. E ho congelato gli studi, quindi ho fatto due anni di conservatorio a Bari, dopodiché sono passati dieci anni e due anni fa, a 33 anni, mi sono iscritta... Per chiudere la laurea al conservatorio dell'Aquila.
Pensavo ci avessi passato dei mesi però, per questo ti ho chiesto.
No, no, io andavo, studiavo a casa a Roma, dove abito, e andavo con la macchina e davo gli esami, però mi sono laureata, ho chiuso il cerchio, ma non ho vissuto l'Aquila. Ok, ok. Poco, poco.
Vabbè, comunque all'Aquila ti rivendichiamo come prodotto aquilano, 100%.
Sì, lo so, va bene.
Assolutamente, comunque sia.
Però questa è la verità, perché la diplomata all'Accademia di Belle Arti, no, ho fatto un anno prima del conservatorio. Laureata al conservatorio. Eh. No, no, va bene. Perché pensavo fossero state, quindi ero pronto a chiederti dove andavi a bere, però
se non è stato, apprezzo la sincerità. Sì, sì. Stefano.
No, poi tu sei diventata, beh, la tua canzone Baccalà è diventata virale su TikTok, ma poi è vero che... Quando vai a fare i concerti ti regalano dei baccalà.
È vero.
Ah, questo è stupendo.
Ma come avviene questo? Cioè, arriva sempre qualcuno con dei pesci? Sì. Interi.
No, la cosa bella è che al trentottesimo concerto di 48, al trentottesimo concerto arriva sempre lo chef originale che dice, ho una sorpresa per te. Prancia, è scoperto? Arriva. Baccalà come no! Grazie! Sempre. Perché devi fare? Ringrazi, però... Dopodiché non lo mangi più perché...
Tu sei, eh, sei intollerante ormai al baccalà. Sì, qua siamo là. Diciamo, sei diventata...
Grazie mille. Ragazzi, il baccalà! No! Tutto il team. No, ragazzi! Eh? Ti è piaciuto? Perché so che...
Beh, questo è bellissimo, però, perché forse dovresti fare canzoni con altri...
Cioè, hai capito?
Tipo, ah, faccio la canzone Lavastoviglie, Whirlpool. Così quando ti si rompe, abbiamo una sorpresa!
Grazie! È fatta. So che ti piace il lattico. Esatto, esatto, esatto. A bianco!
Una canzone attico. Stefano, volevi...
Sì, c'ho... Questa canzone poi è andata virale su TikTok, ma tu lo usi TikTok?
Allora, c'è stato un momento in cui l'ho usato, grazie a un brano che era il brano di Caparezza, Viena a ballare in Puglia, perché prima di baccalà incomincio a utilizzare TikTok, utilizzando il cibo tipico, incomincio a fare questi video. Questo è stato il mio inizio con TikTok, con i video TikTok. Faccio questo video al trullo di mia sorella, con le orecchiette, i miei amici, abbiamo armonizzato... Viena a ballare in Puglia...
No!
Abbiamo fatto tipo quattro voci e quel video è diventato viralissimo. Io ero in macchina e mi hanno detto, sei virale su TikTok. Io non lo sapevo. Però da lì è partito proprio tutto un mondo e ho incominciato a dare peso. A TikTok. C'era il mio manager che mi diceva, fai le voci, fai la voce della radio, perché mi invento, tipo faccio la voce di Siri, fai Lara Croft, se tu ci metti del tuo, tu spacchi su TikTok. Io dicevo, io sono grande, ma veramente mi vedi che faccio i video su TikTok? Mi offendevo. Ma mio fratello fa TikTok. Ma su TikTok che sta, su TikTok? Cioè, ma mi vedi che io faccio un video armonizzato, cose, la terza, la quinta, con... Ma prova a fare... Litigavamo sempre questa cosa. E poi durante l'estate, da sola, incomincio... Avevo fatto Viena a ballare in Puglia di Caparezza, l'avevo proprio pubblicato un po' versione tribal house. E poi dico, vabbè, fammi fare questo video su TikTok. Magari ha ragione lui. E prima... Poi lo mando, lui l'approva, mi dice, guarda che questo video andrà bene. Guarda, io sono pronta a toglierlo, perché secondo me sono troppo grande per fare video su TikTok.
E poi... Poggio.
E da lì poi ho cominciato a prendere gusto. E quindi quando poi ho scritto Baccalaio, ho conosciuto Dropkick, per me postare era TikTok e poi Instagram. In realtà ho più l'età da Instagram che da TikTok. Quindi... Grazie TikTok.
Grazie TikTok.
Salutiamo TikTok.
Grazie TikTok. Grazie TikTok, è certo.
E quindi adesso lo usi oppure hai smesso di...
No, ora sto in pausa. Non ho nulla da...
Ma scrolli?
No. Sì, sto scrollando, sì. Ah.
Ma allora, io ho questa teoria che TikTok un po' ti legge l'anima, quindi trova le cose che ti possono piacere e dal feed di TikTok si capisce un po' la persona. Tu saresti risposta a farci vedere... Quello. Quello che ti capita su TikTok.
Francesca. Prendiamo il cellulare, vediamo questa cosa qua.
Senza paura.
Ti dico solo che la ricompensa se ci fa vedere il tuo feed di TikTok è che poi Stefano ci fa vedere il suo feed di TikTok.
Basta che non ho il feed del mio ragazzo su TikTok.
Perché c'ha cose compromettenti.
No, no, era una battuta, è uscita male.
No, no, no, è funzionato. Vabbè, fammi controllare. Applauso.
Ma che ci sarà?
Vediamo.
Esatto.
Aspetta, voglio vedere.
Ti dico solo, io l'ho cancellato pur di non vivere mai questo momento, perché...
Posso dire secondo me...
Aspetta, aspetta, prendi il microfono dove c'è. Fai tu. Parla tu, parla tu.
Commenta tu. Commenta tu.
Questo è Spotify e vabbè.
Vedi?
Dove la musica? Scusa.
Vabbè, è perché io ne prendo Sanremo.
Vabbè, sei tu che vieni...
No, un ragazzo che fa remix di Another Love e...
E un pezzo tuo.
Eh certo, vabbè certo. Mettili il cuore, mettili il cuore. Ah, bra... giusto.
Giusto. È Sanremo. C'è gente che parla di te.
E' Sanremo.
Tutti che parlano di te. La provo. Noce. Ma è tutto autoreferenziale. Scusami. È solo tu, tu, tu.
Ragazzi, ma io mi devo studiare.
Eh certo. Ma già le oneste. Non ci sei tu.
Ragazzi, siamo a Sanremo comunque. No, infatti è tremendo sta cosa.
Via, non si dice. Allora, questo l'abbiamo imparato. Non partecipate come cantanti al Festival di Sanremo, se no il vostro TikTok diventa solo cose su Sanremo.
Poi pure che prendi il TikTok di Luque è la stessa cosa.
Ma domani glielo chiediamo.
Cioè sei tu nel TikTok di Luque. Certo.
No.
Stefano.
Domani viene Luque e glielo chiediamo.
Vengo là.
Ma occhio eh, perché non ci far fare brutta figura.
Vieni qua da tu, vieni qua da tu. Faccio io, faccio io. Sempre Sanremo pure a me. Prima sposa.
Cazzina animata.
Dragon Ball. Dragon Ball, sì. Una canzone.
City Hunter, quanto l'amavo.
City Hunter. Bravo Stefano, fino a qui.
Beh, Gigi Broietti. Gigi Broietti.
Uno che scava un bunker in una roccia.
Friends.
C'è un cinese che fa parlare Salvini in cinese. Ah beh. Un altro.
Ah no, sembra Salda Vinci ma è un meme di Salda Vinci che diventa un anime.
È un meme che diventa, sì. C'era Alessandro Di Battista.
Mamma mia, posso dire, c'è delle svolte inaspettate.
Il personaggio di Posamon. Posamon. Beh, Lillo. Lillo.
Smartphone. In Ancient Greece, Day One.
Cosa? Se avessi uno smartphone nell'antica Grecia.
E questo è Stefano.
Questo è Stefano.
TikTok ti legge nell'anima e poi ti tira fuori queste cose.
Sì, c'è poca Serena Brancale. Spero che arrivi.
Però anche, c'è anche un po' di Sanremo.
Cioè rispetto al solito che è quasi solo Dragon Ball.
C'è anche un po', c'è anche un po' di Sanremo.
Sì, tu non ce l'hai purtroppo.
Io non ho TikTok. Non ho TikTok perché, no, perché mi sembra invece solo malvagio e mi fa perdere tempo. Quindi non, me lo sono disinstallato. E poi scrollo su Instagram e dico, no, questo invece non è una perdita di tempo. Tutto a posto. E poi intanto mi disinstallo Instagram e scrollo gli shorts di YouTube. Che a sto punto, capito, potevo fumarmi una sigaretta, mi faceva meno male e durava meno tempo.
Ma scusa, invece Caparezza che ha detto della tua versione?
No, no, no, no, non l'ho conosciuto mai. Però mi sono arrivati messaggi belli da lui. Sì, però. Non lo conosco, non lo conosco.
Vedi, questo era un pregiudizio verso la Puglia dicendo, ma come non conosci?
Eh no, capiterà. No, secondo me è molto riservato. Sì, è molto riservato. Ci sta, mi piace anche per questo.
Sì, sì, è un bel tipo. Tu cantasti, cantavi ai matrimoni. A Puglia. Che com'era cantare ai matrimoni? Non credo tu lo faccia ancora. Bellissimo.
E io me ne accorgo quando c'è una cantante che l'ha fatto, perché si vede proprio sgamata. Hai quell'esperienza di saper switchare, cambiare, conosci i testi di tutte le canzoni. E soprattutto se vai a un karaoke vinci.
Ah beh, certo, perché quelle sono... Ci pensi mai che da adesso in poi in Italia sarà impossibile fare la cantante a un matrimonio senza cantare il pezzo di Salda Vinci? Proprio proibito dalla legge. È proibito dalla legge. Da questa settimana in poi mai più ci si sposerà senza quella canzone in Italia.
La melodia è bellissima, eh. Cioè, fa ballare, ma se vedi... Vabbè. Eh no, vabbè, sì. Mi piace tantissimo.
Ma c'è stato qualche matrimonio particolarmente pazzo, pacchiano, strano? A cui hai partecipato?
No, mi ricordo... Sì, è voglia. Eh... ! Sì, sì.
Sì, sì. Sì, sì. Sì, sì.
Allora, diciamo che mi sceglievano per fare primo, secondo... No, nel senso... Cantavo tutto il matrimonio. Poi c'era la cantante dopo il taglio torta. Io non facevo house. Questa cosa mi dava un sacco fastidio perché io volevo cantare... Sì, sì.
Sì, sì.
Tutte le canzoni tipo, oddio, Sing It Back. E cantava tutte queste cose lei. Io ti facevo Nora Jones. Alicia Keys, Giorgia, Ornella Vannoni. Facevo tutta la musica d'ascolto durante i matrimoni. E poi arrivava la ragazza che faceva House. Un matrimonio che mi ricordo, il matrimonio di Indiani. Erchissimi. Io cantavo soltanto per un pasto. Poi c'era un'altra band, poi c'era un'altra band, poi c'era un'altra band. Bellissimo. In un posto in Puglia, bellissimo.
Ma infatti come funziona? Adesso c'è il primo e quindi tu non canti perché si mangia. Poi si canta tra primo e secondo e quindi torni.
Sì, ma anche il volume. Canti delle cose, dei brani, prima che arrivi il primo e fai proprio lo show. E poi c'è un momento in cui canti, però sempre... Brani più soft perché devono mangiare, quindi non può essere un brano di Whitney Houston.
E quanto dura? Se ti prendono per tutto il matrimonio, quanto devi cantare di fila? Cioè quanto stai su?
Sì, però hai delle pause. Ok. Hai delle pause.
E ti fanno mangiare il ciclo del matrimonio? Male? Sì. Non mangi quello che mangiano loro?
No, dipende. Dipende dai matrimoni. Mangi pure... Dall'altra parte.
Ah. Però va bene. Va detto che ormai i matrimoni sono diventati talmente tanto un business che un sacco di volte gli sposi spendono un sacco di soldi e poi si mangia male lo stesso.
E i cantanti matrimoni sono i cantanti migliori. Perché sanno proprio, hanno a che fare con la gente. Hanno a che fare con gli stili musicali e quindi non arrivano da un programma televisivo dove cantano soltanto quel brano e poi se gli chiedi un brano dei Beatles... I cantanti matrimoni sanno in che tonalità sono i pezzi che suonano, perché hanno a che fare col chitarrista, perché viaggiano con i musicisti, perché sono musicisti come i musicisti che li accompagnano. Secondo me i cantanti dei matrimoni hanno una... Hanno qualcosa in più.
Tu mi piace che... Fateli mangiare bene. Fateli mangiare bene. Sì, è bello.
Hai un approccio molto tecnico-professionale alla musica e al canto e infatti hai anche insegnato alla St. Louis a Roma. Come ti trovi a insegnare?
Ho insegnato e vorrei ritornare a insegnare. Magari aprire una scuola mia sarebbe... È un sogno che rimane là ma io ce la farò, lo voglio fare. La scuola della zia.
Ah.
Con una parte in dialetto e una parte invece su... Due parti di me. È stato molto bello perché facevo un corso di scrittura creativa che ho chiamato frittura creativa. E facevo masterclass e c'è Filippucci, il ragazzo di Saremo Giovani che ha fatto un corso con me due anni fa. Ah.
Ecco.
Abbiamo fatto un video insieme. Ed era bello perché facevo degli esercizi bellissimi. A parte che il St. Louis è vicino al Colosseo. Quindi tipo mi sentivo un po' tipo Sister Act. Ragazzi lasciamo tutto. Scriviamo in metro. Ah. E davo queste... Loro infazzivano per queste cose. Ci mettiamo in metro, vi do un tema e ci facciamo da Cavour a Laurentina. Dobbiamo scrivere una strofa. Torniamo e voglio ascoltare tutte le cose. Vi do la base. Fate airdrop. Chiedevo tutte le... Chiedevo con airdrop. Davo le basi. E quindi questo era un esercizio di frittura creativa. Oppure una volta videoproiezione ci siamo visti il documentario di We Are The World. Bellissimo. Sì. Non so, ma facevo queste lezioni. Oppure registravo quattro accordi e davo delle parole chiave. E loro dovevano scrivere delle cose. Un altro corso che avevo è di Loop Station. Una macchina che poi è stata proprio la mia tesi di laurea. Una macchina che ti... Ti stai annoiando? No, no.
Ho solo cambiato posizione.
Ok. Il corso si chiamava In bocca al loop. E ho scritto pure un libro su questa...
No, è stupendo che ci abbinassi i giochi di parole a... Sì, sì. Ma il corso è bello. Ti dico la verità. Quando hai detto che poi, perché la St. Louis è vicino al Colosseo, io pensavo tu dicessi agli alunni, andiamo fuori, scriviamo al Colosseo. Invece scriviamo sulla metro B fino all'Auritina.
No, no, anche al Colosseo. Scusa, mi sono persa. Volevo dire quello. Poi, mentre l'ho detto, mi sono ricordata che andiamo andati pure in metro. No, è bello scrivere. Scriviamo e andavamo pure al Colosseo.
Bello.
Bello.
Molto bello. Prego, Stefano. Tu, che ti sta a vedere? Ti vedi film, serie, cose?
Mi sono vista Kung Fu Panda prima di cantare... Il martedì. Ah.
Su Netflix. Ti dà la carica?
Perché, sì, mi dava un po' più... No, più che altro volevo cambiare, mi volevo distrarre. Ho trovato Kung Fu Panda, me lo sono visto.
Perché Kung Fu Panda, proprio?
È stato su Netflix.
Ah, quello che ci sta?
Sì, sì.
Sennò che ti guardi in genere, che cosa?
È thriller, ma non è... Mi piacciono quelli brutti, proprio storie vere, cose brutte. Psicologici, cose.
Bambini.
Cioè, mi rilassa, mi piace perché entro nel problema e non è la storia d'amore, la serie mai, non me ne vedo le serie, troppo lunghe.
Qui documentari o film?
Sì, documentari. Sì, stile Jeffrey Dahmer, anche altre cose, insomma.
Ok, sì, sì, sempre... A te?
Piacciono?
A me quello su Jeffrey Dahmer l'ho visto.
Beh, beh.
Sì, sì, l'ho visto anche, come si chiama, quello su Avetrana, hanno fatto.
Quello è bellissimo.
Sì.
Anche quello di... Questo è Sara Scazzi, anche Yara Gambirasio, molto bello.
Ah, sì, sì. Sì.
No, mi ha fatto sempre stanno che quello era fatto dalla Disney. Ah, sì. Quello del diritto di Avetrana.
Sì, è vero. Qui non è Hollywood, può essere che si chiami così. Sì, sì.
Quindi diciamo... come si chiama lei?
Regista pugliese, Pippo Mezzapesa. Ah, ok.
Ah, Pippo Mezzapesa, ci giocavo a calcetto. Sì. Questo, sì, è il mio approccio a questa conversazione. E il mio contributo è che lui è un bel giocatore di calcetto, anche calcio a sette e calcio otto.
Ci ho fatto un torneo una volta.
E come?
Cioè, l'Aquila di Tonto?
No, perché a Roma adesso, a Roma, e a Roma alla fine io... tutti i miei contatti sono solo per persone di calcetto, a cui poi non propongo nessun lavoro, è solo... ma ci sta i martedì alle 19, è tutto così.
Perché lui è quello che ha ispirato la figura di Michele Misseri.
Sì, sì, certo, sono proprio io.
E tu?
Anche Baby Render, bellissimo.
Ah, certo.
Bellissimo. A me queste cose mi mettono... cioè, me le guardo, mi viene l'ansia e dopo due puntate dico, vabbè, basta, cioè, sto male, non ce la faccio.
Sì, io ho trovato il compromesso con i cartoni animati, perché c'è il mio ragazzo che vive male e vorrebbe vedere... Kung Fu Panda 2. No, i film d'amore, oppure la action. E allora i cartoni animati ci uniscono.
Infatti ti guardi City Hunter, che comunque è mezzo...
No, quello lo guardi tu. Però io... Io me lo guardavo, stiamo...
Lo guardavi? Io me lo guardo, certo. Quello lo guardi tu. E me lo guardo, certo. Me lo leggo.
E allora, visto che stiamo parlando di cartoni animati, c'è anche un'altra rubrica in questo podcast, per cui che dall'ospite che rapporto ha, se ce l'ha, con la marijuana?
No.
No.
! No.
No. No.
No.
Provata una volta sono svenuta.
Vabbè, e allora mi sento di dire che non è il caso.
No, non mi piace proprio.
Va bene.
Vogliamo fare le rubriche...
No, in realtà ho anche altre domande, cioè ho delle curiosità, perché allora tu hai cantato in vari blu note. Sì. In America, anche in Cina, com'è cantare in Cina per... immagino ci fossero cinesi. Di solito in Cina ce ne sono, per cui suppongo che anche in quella circostanza...
No, c'erano un sacco di cinesi. Ho cantato a Pechino. Pesce, Beijing, Pechino e Beijing. Sì. E, oddio, dove erano? Shanghai. Shanghai. Bellissimo. Allora, loro sono molto istruiti all'ascolto, quindi sono venuti... non si parla inglese, cioè il loro inglese, se noi ci vergogniamo del nostro, è oro, il nostro è fantastico, quindi era molto difficile parlare con loro. Io l'unica cosa che potevo fare, ho tradotto parole a nemmè core, ho parlato di pochino baccalà, cioè ho spiegato, o introducevo comunque in inglese. Però loro non lo capiscono, però sono molto precisi, sono molto... arrivano con l'immagine tua e ti hanno studiato come cantante e comunque sono molto interessati all'artista straniero che va in Cina a cantare, quindi erano sempre piene le date, le serate. L'unica cosa che non c'era molto, non c'era molto empatia. Cosa che ho trovato in Corea, a Seoul.
Non so.
Sarà la skin care.
A Seoul. Così, cioè c'è un cambio di...
C'è una bella differenza.
Invece a New York... Erano tutti... Certo. Ti sentivi a, non dico City Hunter, ma tipo GTA.
Certo.
Ok, hai fatto... Vabbè.
Hai fatto...
Sulla zia baccalara.
Baccalara, lo capiscono. Baccalara lo capiscono, gli americani lo capiscono. Sì, certo. E poi che altro hai fatto? C'è Cina, Corea...
Non mi ricordo. Cina, Corea, New York... Mi ricordo. Penso questi, fuori. Invece quest'anno facciamo Madrid, Barcellona e Londra. Vediamo a Londra.
Vabbè.
Vabbè, dai, saranno pure...
Però forse i londinesi poi tendono anche a bersi le birre. Cioè, soprattutto ai concerti. Le cose secondo me invece saranno... Saranno il pubblico anche più problematico. Sì. Risse. Fanno casino. Sono meravigliosi, ma fanno anche un disastro.
Però meglio...
Meglio il disastro.
Sì, meglio un po' di... Sì. Cioè, è stato molto difficile in Cina. È stato bello, però hai la sensazione di aver fatto il tuo.
Capito?
Fine.
Sì.
Comunque, a Nemecore poi chiedi di alzarsi in piedi, però è molto difficile che si alzi un cinese per ballare.
Eh sì.
E poi molto... Ho visto proprio che... Mentre a New York c'è un senso ritmico incredibile... Mi distraevano per come sentono il groove su a Nemecore. Invece su... Ti sta annoiando? No, perché? C'è qualcosa che... Perché vedo che ti muovi e ho sempre la sensazione che...
No, no, ma mi muovo perché sono pieno d'energia, ma... Non mi sto annoiando, sono contento.
No, invece proprio in Cina ho visto proprio... Cioè, il tempo era questo, loro andavano fuori. Però fa niente, li ami anche per questo.
Certo, certo. Siamo alle rubriche finali, Stefano. Sì. Prego. Vado io?
Fai la prima due e poi faccio sì.
Chi vince Sanremo, secondo te? O anche chi pensi che dovrebbe, potrebbe vincere. Puoi dare la risposta in modo molto... Esclusi presenti. Esclusi presenti, se vuoi anche inclusi presenti, però.
Potrebbe vincere la combo Fedez-Marco-Masini, perché c'è un po' di tutto quello che piace, prendono due pubblici diversi. Mi sono fatta un po' di analisi mie. Il brano è bello, orecchiabile, Masini ha la voce riconoscibile da tutti gli italiani. È anche bella quest'idea che siano due età diverse, due mondi musicali, ma anche di... comunicazioni diverse. Quindi loro. O vince, Salda vinci.
Potrei...
Che canta... Ora, il brano è, diciamo... quel mood da... Non so, mi ricordo un po' a Nemeccore, la festa, no? Però, Salda vinci, a prescindere da questa festa, che piace, il brano che sta portando, strapiace. Eh? E mi fa... mi piace, cioè, mi fa divertire, ho visto il video, comunque, ti prende, cioè... Ti piace? Salda vinci è un cantante straordinario, e secondo me questa cosa verrà fuori il giorno delle cover.
Ma, infatti, se lo guardiamo... E lui è un altro di quelli che è dato per...
Sì, secondo me sì. ...per favorito. Sì. O pure Risa, perché Risa... È uno signolo. Il brano è bellissimo, ma soprattutto... viene fuori di più la voce che il brano. Mm.
Sì.
Ed è bellissimo quest'anno.
E poi c'è anche un'altra domanda che facciamo. Arrivare ultimi o tra gli ultimi a Sanremo porta bene, storicamente, Vasco, recentemente Tananai. Quindi, chi pensiamo che potrebbe arrivare ultimo e poi fare la fine di Vasco?
Ah! Madonna, la fine di Vasco... Però anche arrivando ultimo,
perché poi se no solo la fine di Vasco speriamo tutti.
Sì, un augurio. Sì.
Vabbè, un augurio... Vediamo... Ora ho un vuoto di...
Non sai che c'è in gara, lo capisco. No, no, succede, succede.
No, sto pensando perché mi hai detto Vasco, quindi penso a un uomo, perché penso a un uomo. Se... Oh, Tommaso Paradiso. Ah. I Romantici, però non è da ultimo. È bello, è proprio il brano di Tommaso Paradiso, quello lì. No, non è ultimo, Tommaso. Ma ultimo, non lo so, è come dire prima. Forse è pure difficile, più difficile. Sì, è più difficile questa.
Infatti è un po' un'infamata metterla come penultima domanda, perché mettiamo sempre in difficoltà l'ospite,
dicendo, chi arriva ultimo? Chi arriva?
Chi arriva ultimo... Che ne so... Ermalmeta. Ermalmeta, ultimo, dici? Con i poteri forti.
Ultimo...
Perché parla di un tema che... Ah, parla di un tema difficile,
ultimo e poi fine di Vasco. Va bene, ha risposto Stefano. Che però adesso c'è anche una domanda per te, che è una domanda finale.
Noi chiediamo agli ospiti, come faceva la Gialappas, no? Di dire una frase durante la gara che... che noi riconosciamo noi di Tintoria e poi invece per la gente ormai è una frase che diresti normalmente in una... conversazione qualunque, se ti va di dirla, la frase è non sono negli Epstein Files.
La frase è scialla.
Ti va di dire, tu vai lì, grazie Carlo Conti, comunque non sono negli Epstein Files.
Gli Epstein Files.
Sì.
Ti va.
Vedi tu, cioè poi chiaramente è facile da inserire questa, quindi in qualsiasi momento puoi... Ma poi se ripure... Allora, sì. Sì. Però sì. Sì. È un bel labiale, diciamo.
No.
No, no, che poi...
Anche un...
Sì, sì, sì, sì. Puoi anche dire io, Epstein... No. Così, così. Epstein Files. Così.
No, no. Vabbè, ci provo. Dai. Sai cosa?
Pensaci, ti guardi Kung Fu Panda 4 stanotte e intanto pensi chissà se posso dire questa frase in qualche modo. Pensaci. Grazie ragazzi. No, grazie a te. Bellissimo. Ti chiedo un altro applauso per Serena Brancale.
Se vi va,
fate anche a Stefano Rapone.
Pegna le tinti.
Trolli stonde come il club. Fate un applauso a voi e un altro applauso all'ospite di questa puntata.
Non sono gli Epstein Files.
Grazie. Ciao a tutte, ciao a tutti. Ci vediamo alla prossima puntata. Ciao.
Ciao.