Buongiorno a tutti e buongiorno a tutti, benvenuti a una nuova puntata di Tintoria. Applauso.
Ciao.
E vai. Qui con me un bel ragazzo, oggi ancora più bello, Stefano Rapone. Stefano, come...
Grazie, grazie. Io pubblico, solo questo lato.
Solo questo lato, te li sei messi qua lo sposo e la sposa. Stefano, come va?
Bene, come puoi vedere siamo a Sanremo, siamo elegantissimi.
Sì, sì, ci siamo messi eleganti per Sanremo, siamo in Bagni Italia, siamo ospiti di Rolistona che ci ospita di nuovo. Ringraziamo anche Maison Dumont che ci ha dato questo bel set, non solo le poltrone.
Questa maglietta che non teme di sfidare gli stereotipi di gente. Assolutamente no. Ti senti a tuo agio nella tua sessualità.
Una maglietta per chi ha una mascolinità granitica e una mascolinità sensibile, questo è il segreto. La forza è nella sensibilità. Sei contento, siamo tornati a Sanremo.
Sì, sì.
Facciamo le puntate.
Sono un po' emozionato, forse perché ho preso il caffè prima di cominciare, quindi sono tutto...
L'emozione del caffè.
Un fremito.
Sembri un giovane Hugh Geffner.
Un bel complimento.
Forse no, forse un insulto, però io sono un po' arrabbiato con te invece.
Perché?
Per il viaggio, siamo venuti e hai fatto un casino.
Che ho fatto?
L'anno scorso in treno ci abbiamo messo un sacco, quest'anno hai detto andiamo in aereo, è un disastro.
Perché? Abbiamo viaggiato col gruppo che organizzo io.
Sì, ma il gruppo, il problema è il gruppo. Abbiamo viaggiato con delle persone improbabili.
Vabbè, chi ci stava?
Ci stava, vabbè, Lundini.
È amico.
Lundini è un amico. Ci stava Vanna Marchi.
Vabbè, una sorella. Una sorella? Certo.
Ah, vabbè. E ci stava Michele Misseri.
Vabbè, uomo libero.
Uomo libero, per carità, ma infatti non ho capito se viene a fare il soldi. Ci stava Bin Laden.
Figlio, però. Figlio.
Non ho capito, ma è uguale al padre, parla sempre dell'America.
Ah, però ne parla bene, dai, comunque, mo che c'è Trump.
Ah, vabbè.
Quindi...
E poi ci stava Fru, dei The Jackal.
Eh, di questo mi scuso. Eh. Ti dico la verità. Quello purtroppo...
C'è un limite a tutto, Stef.
Sì, sì, sì.
Io da un viaggio voglio un'esperienza diversa, mi dispiace. Cioè, te lo dico, è proprio sbagliato. Io voglio che viaggiare sia un'esperienza meravigliosa.
Ma che stai dicendo?
Voglio poter creare legami con persone che non conosco. Voglio partire con un gruppo e vivere un'avventura che mi cambi.
Ma dimmi di più.
E tutto questo si può fare grazie a Sivola.
Ah, meno male, meno male.
Ma certo, non lo sapevi?
No, no, guarda, grazie che me l'hai detto.
Non costa neanche tanto perché col codice sconto Sivola Tintoria 100, tutto attaccato, tutto maiuscolo 100 scritto al numero, c'è uno sconto per i nuovi viaggiatori.
Imperdibile. Una cosa bellissima. Certo. Mi iscrivo subito.
Eh, la prossima volta pensaci prima.
Sì, guarda, sai che faccio? Adesso, per evitare che ci siano problemi, sto eliminando Fru.
E cosa? Ma dalla chat degli amici?
Lo sto eliminando. Lo stai eliminando? Ci siamo capiti, ci siamo capiti.
E come fai a eliminarlo?
È molto facile. Per eliminare Fru basta un click.
Molto bene.
E anche oggi ce l'abbiamo fatta. Esatto.
Ma non è certo grazie al figlio di Billaden se abbiamo fatto le puntate fino a Sanremo.
Certo, non è neanche grazie al socio di Michele Misseri. No, non è grazie a lui.
Deve essere grazie agli ospiti straordinari che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta. Quindi senza ulteriori indugi vi presento l'ospite di questa prima puntata speciale di Sanremo, signore e signori. Ero solo per voi, Arisa. Allora, ti abbiamo messo il microfono. Esatto, ti abbiamo messo un primo tranello. Eccoci qua. Grazie.
Buonasera. Buonasera. Buonasera. Buona notte. Buona mattina.
Buona mattina. Buona mattina anche a te. Grazie mille di essere venuto a ospite.
Grazie per avermi invitato. Vi seguo da sempre.
Grazie. E vai. Che bello. Che bello. Sì. Grazie.
Sono fan.
Grazie.
Stefano. Stefano che anche Stefano è fan. Non ce lo dicono mai questa cosa. Ma non ce lo dicono mai.
È la prima persona che ci segue veramente.
Anche Stefano è fan.
Infatti si era preparato una domanda. Sì. Ho una domanda sulla cartellina. Come stai?
Bene. Grazie. E tu?
Bene. Bene. Ho detto ho preso un caffè e sto un po'. Sarà quello. Oppure l'emozione di stare qui.
Ne bevi tanti?
Ne bevo sì. Ne bevo alcuni. Però non prima di fare delle cose. Cioè la mattina quando sto tranquillo me lo bevo. Quindi ho il tempo di farlo decantare. Ok. Non lo lascio subito così.
Eh allora. Ho paura. Da quanto tempo lo fai?
Da qualche anno.
E non dovresti allora.
Tu tu bevi caffè?
No.
E che bevi? La mattina?
Ma l'acqua. L'acqua. Se proprio voglio esagerare bevo un tè verde.
Ah. E ti sveglia? Ti dà l'energia?
Energia.
Eh. Insomma. Abbastanza energia per venire a fare.
Infatti mi sa che come energia siamo tarati sullo stesso livello. Sì. Sì sì.
Siete perfetti. Sì. È come vedere due delfini che saltano tra le onde. Sì. E Stefano mi sa c'è anche un'altra domanda?
Sì. Un'altra domanda che è. Che che farai oggi? Un delfino maestoso.
Allora. Oggi niente. Sai che qui le nostre giornate sono tra un'intervista e l'altra. Ragazzi allora qui fuori mi hanno detto che dobbiamo cazzeggiare. Sì. Quindi. Cazzeggiamo. Non vi aspettate da me cose intelligenti. Dico cazzate.
No guarda pure da noi cose intelligenti.
Noi mai dette. Quindi vai. Quindi oggi. Sì.
Stando a Sanremo la vita del cantante a Sanremo dell'artista Sanremo è. Trucco e parrucco. Stile. Eh. Interviste. Podcast. Ristorante. Eh. Interviste. Forse prove. Forse no.
Ah.
E. Trucco. Parrucco. Styling. E. Forse cena. Forse no. Ah. E. Palco. A che orario? Non lo so.
Forse no. Forse no. Se non ti va. Dici ma sai che c'è.
Eh. E basta questo. Quindi oggi farò questo.
Ma infatti tu di Sanremo ne hai fatti tanti. Sì. Tanti in gara e tanti da ospite. Come ti poni rispetto a Sanremo adesso che l'hai fatto?
Allora rispetto all'ascolto noi abbiamo una grandissima problematica. Tutti quanti. Perché. Voi dovete sapere. Cari signori della. Del pubblico. Che noi cantanti cantiamo con le orecchie. Non cantiamo con la voce. Allora se noi ci sentiamo bene cantiamo bene. Se noi ci sentiamo male cantiamo male. Quindi il nostro problema è sempre questo. Cioè riuscire a trovare un buon livello. Tra quello che ascoltiamo. E quello che ascoltiamo.
E scusa. Scusa. E rispetto al carrozzone che descrivevi prima. Di cui. Noi siamo complici e colpevoli. Quindi tutte le interviste. Le cose. Rispetto ai primi. Al primo Sanremo. Ai primi Sanremo che hai fatto. Era già così? O è aumentato così tanto negli anni?
Perché io ci sentivo meglio prima.
Ecco.
Invece adesso che ci sento male. È difficile. È difficile ancora più. Di più.
E a livello di interviste. Podcast. Rotture di palle. Di cui noi siamo parte della rottura di palle. È sempre stato così? O adesso è di più?
Ma diciamo che il podcast è una cosa che va di moda da pochi anni. Sì. Quando io ho iniziato non tanto. Cioè c'erano le interviste. C'erano le video interviste che già erano qualcosa di simile al podcast. Che probabilmente poi le potevi trovare su YouTube. Sì. Però podcast non ce ne erano tanti.
Immagino che prima delle video interviste nessuno degli intervistatori ti abbia detto. Mi raccomando cazzeggiamo. Divertiamoci. Noi siamo dei coglioni. E quindi.
Tu hai detto noi siamo dei coglioni?
Tra di noi. Tra di noi.
Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì.
Avete detto. Lo sto scoprendo adesso. Sì.
Sì. Sì. Te l'avrebbero dovuto comunicare. Considera che i ragazzi sono.
Sto scherzando ragazzi.
Stefano.
Sì. Ma quindi come te lo vivi questo Sanremo? Nel senso al di là del festival in sé che fai? Cioè vai alle feste? Vai.
Allora di solito no.
No. No. No. No.
Non ci vado alle feste. Non ci vado alle feste. Mi dispiace. Cazzo. Perché non bevo. Non fumo. Non ho argomenti.
No.
Quindi vai a casa. Che fai? Canti e poi?
E poi vado in albergo. Cioè mangio. Parliamo di quello che dobbiamo fare. Facciamo le cose. Post. Ci guardiamo le fotografie. Sì. Poi io non esco in generale. Neanche a casa. Cioè non vado. Cioè quando anche sto a Milano.
Che fa a casa? Eh infatti.
Che faccio a casa? Eh. Mi guardo i film. Mi guardo i film. Leggo i libri. Faccio l'aerosol.
Che comunque ci vuole tempo.
Mi prendo gli integratori. Faccio il tapirulan. Mi cucino qualcosa. Parlo a telefono. Mi guardo allo specchio. Faccio la skin care. Metto sì. Queste cose qua.
La giornata a un certo punto passa via. Mi sa Stefano c'ha una domanda su questo?
Sì. Sull'aerosol. Quanti te ne fai? Al giorno.
Quando sto a casa pure tre.
Ma tu fissa? Cioè nel senso dici mi faccio un bell'aerosol.
Mi piace. Ah. A me piace farmi l'aerosol.
Ah ok.
Perché mi mette in pace proprio. Nel senso che mi organizza la respirazione. Respiro. Respiro. Respiro. Respiro. Ecco faccio pure un po'. Faccio aerosol e meditazione. Perché è una cosa che dovete sapere. Che io faccio sempre minimo due cose insieme.
Ah.
A volte.
A volte anche tre. A volte sul tapirulan faccio l'aerosol e guardo il film.
Ma scusa. Ma scusa. Non ti altra la respirazione camminare o correre sul tapirulan mentre stai.
Però è più. Ti sale più la botta diciamo. Sì. Sì sì sì è chiaro. Eh beh no è vero perché stai a polmoni aperti sì sì.
Sì sì. Fa più effetto.
Che film ti stai a vedere in questo periodo o serie?
Ma mi hanno fatto scoprire questa nuova piattaforma che si chiama. Mu. Mi. Mu.
Mubi.
Mubi. Grazie. E sto vedendo questi film qua un po' indipendenti. Sì. Che mi danno questo nuovo punto di vista sulla vita. Che mi fanno sentire cittadino del mondo senza uscire di casa.
Ah perfetto.
Fantastico.
Sul tuo tapirulanti senti cittadino del mondo.
Ma io sì. Lo sai che io mi sento molto più cittadino del mondo stando a casa che uscendo. Ah bene. Perché poi quando esco mi crolla.
Dici vai a sbattere con. Vai a sbattere. Vai a sbattere con il mondo e dici non mi sento più cittadino.
Sicuro vai a sbattere. Invece il film ti dà quella. Vabbè sto facendo questa figura da sociale che ha già fatto.
No è bello. Che è sociale.
Cammafa.
È giusto.
Ognuno è com'è.
Invece questo adesso ma rispetto ai primi Sanremo. Tipo il primo Sanremo che hai fatto è cambiata la tua socialità. Prima eri più festaiola oppure no? Ha sempre stato così.
Sì. Ma no Sanremo no. Sanremo no perché. Allora secondo me l'amicizia con i colleghi si fa negli anfratti. Cioè nelle attese, nei camerini dietro. In queste cose qua nelle feste secondo me non è che si fa così tanta amicizia. Perché musica alta.
Ma infatti avevamo anche. Ballare. Ballare.
Anche una curiosità un po' personale.
Cioè se fosse una balera.
Sì.
E ci facciamo un balletto no? E ci facciamo quattro chiacchiere come fanno i uomini e donne no?
Sì.
E c'è il momento del lento. Certo. Però sì. Però se no.
Ma sai dov'è che forse si fa amicizia al casino? Perché noi abbiamo un problema di ludopatia abbiamo scoperto da quando veniamo qui a Sanremo e vediamo le persone, cioè ci vediamo negli occhi mentre perdiamo. E questo unisce. E questo unisce. Diciamo vedi anche tu sei povero.
Tu il casino non lo. Non ci vai.
Una volta sola sono andata con i miei cugini i primi tempi che andai a vivere a Milano e io tipo guadagnavo quattrocentocinquanta euro al mese. Sì. E mio cugino mi chiese i miei ultimi venticinque euro ed eravamo forse verso metà mese verso il sedici diciassette. I miei ultimi venticinque euro e li perse.
Eh. Il casino questo fa. Porta via gli ultimi venticinque euro e li perde pure tuo cugino manco tu.
Eh.
Sì sì. Ma infatti diciamo no al gioco d'anzare.
Allora non ci so più andata. Giusto. Però una volta ho vinto al fantacalcio.
Ah. Questo è importante. Aspetta che vuol dire? Hai fatto un fantacalcio e hai vinto il campionato?
Sì. Con tutti i miei compagni di scuola alle scuole medie.
Ma che cazzo dici? Ma questa cosa è bellissima.
Che era la prima volta che giocavo l'unica donna. Ho giocato al fantacalcio.
Buona. La teniamo.
Ho giocato al fantacalcio. Ho vinto sedicimila lire.
Eh. Che comunque quelle poi al caso. Oh ai tempi. È un attimo che diventano zero. Ti ricordi in che anno?
Guarda facevo le scuole medie quindi c'eravamo io, Fred Fliston.
Sì. Ma adesso ti faccio una domanda solo. Ti ricordi un giocatore che avevi?
Baggio.
Ah vabbè giustamente. Aspetta qua il Baggio.
Baggio con i riccioli.
Ah sì sì. Ok. Roberto. Perché Stefano pensava a Dino Baggio che salutiamo amico del podcast.
Ciao Dino. Ciao Dino Baggio. Ciao ciao ciao.
Giustamente.
Vediamoci su.
Robi Baggio. No visto che c'è stato questo lapsus tu stavi facendo una domanda.
Sì e abbiamo una curiosità che quest'anno vorremmo chiedere un po' ai cantanti in gara. Ma quando si viene a cantare a Sanremo si rimorchia?
Ma chi se ne frega? Ah.
No?
Ma io no. Ah va bene. Ma con chi? Con i colleghi?
E quello ci chiedevamo. Cioè perché uno pensa ai cantanti.
No ma ai colleghi. Magari la gente. Loro. Queste. Queste persone.
Queste persone. Forse voi rimorchiate voi? No.
No vedi? La signora ha alzato la mano per dire no. Pensavo per dire sì io sì.
Eh no vedi perché il festival dà questa sensazione. Poi soprattutto i cantanti a guardarvi da fuori ci sembrano persone stanche, sballottate. E quindi uno pensa al glamour del festival e poi pensa forse queste persone non rimorchiano neanche i cantanti al festival. Forse è questo il problema. Dovrebbe. Voi rimorchiate ragazzi? No per carità. Noi figurati appunto andiamo io e lui al casino ti lascio immaginare.
Però al casino.
Ah sì eh? Eh. Ah e allora ci torniamo.
Eh.
E Stefano vuoi? Sì io ho questa curiosità. Tu hai debuttato Sanremo con la canzone anni fa questo qui Sincerità e c'è un nostro collega si chiama Francesco De Carlo che salutiamo fece una parodia che andò virale non so se ti è arrivata che era dedicata a Berlusconi all'epoca e si chiamava Sinceritù.
Sinceritù.
Sì. Ti è arrivata questa cosa?
Sì mi sa di sì. Però è passato tanto tempo. Ma ricordo.
Che quindi non hai un'opinione su questo.
Ma Satira io quando ero piccola amavo moltissimo il Bagaglino ve lo ricordate? Certo. Ed era uno spettacolo teatrale che facevano in televisione non so se ve lo ricordate.
Sì.
E attraverso quello spettacolo di Satira Politica comunque la politica era molto più comprensibile quindi io sono una fan della Satira.
Quindi salutiamo Pippo Franco. Salutiamo Pippo Franco. Un applauso a Pippo Franco. Visto che appunto ne abbiamo citato e tu fai parte ora di questo mondo dello spettacolo da tanto tempo hai mai incontrato Berlusconi?
No.
Ah.
Ti sarebbe interessato?
Ma penso che lui non fosse interessato ad incontrarmi.
Ah.
Peccato. Stefano c'ha questa sua chiamiamola ossessione. Ossessione. Io invece c'ho una curiosità. Visto che prima abbiamo parlato di fantacalcio e di calcio. Tu hai cantato l'inno nazionale prima di una finale di Coppa Italia nel 2012. Anche dopo. Ah ecco. Allora ha maggior ragione. Tipo agli europei. Come però la Coppa Italia io sono tifoso vado allo stadio l'ho vista la Coppa Italia. Come vieni recepita dal pubblico quando canti l'inno? Positivamente?
Ma boh. Che ne so io.
Ok.
Come vengo recepita?
No no certo. Dico però perché sai il pubblico dello stadio può essere. No era una curiosità mia perché io mi ricordo una finale di Coppa Italia in cui cantarono Gangnam Style. E lui prese una quantità di fischi incommensurabile. Allora mi chiedevo se anche lui avesse avuto.
Allora io anche fischiarono quella volta però non a me. Perché apparì l'immagine in televisione nello schermo di un tipo che non mi ricordo chi era. E loro lo fischiarono. Ma non fischiarono me.
Sì diciamo si fischiano le istituzioni e quindi anche.
Sì fischiarono qualcuno malcapitato. Non fischiarono me io di questo sono sicura. Ah va bene va bene. Cioè non ci trovo motivo per il quale avrebbero dovuto fischiare me sinceramente.
Sono d'accordo. E in tutti. Sì no facciamolo l'applauso perché. Allora tu hai fatto tanti Sanremi. In alcuni di questi Sanremi hai avuto una serie di disventure. Eh? Quando sei caduta dalle scale. Quello è stato tremendo.
Ma io non sono caduta solo a Sanremo. Io sono caduta a X Factor. Sono caduta da Fiorello.
È la tua firma.
Sono caduta proprio dappertutto. Mamma mia io cado sempre. Ma adesso non voglio cadere più.
Giusto mentalità. E poi un'altra volta stavi male di voce durante la finale. Pensate che una volta.
Posso dire una cosa?
Certo quello che vuoi.
Allora pensate vabbè io sono della Basilicata come tutti sanno. E noi siamo un po'. No. Nel senso che crediamo un po'. In tutto. Noi crediamo in tutto.
Ho capito un'altra cosa.
Allora no no. Allora praticamente quando ero piccola mi ricordo che. Io avevo. Il vizio di mozzicare le penne. E di mozzicare le bambole. E una volta. Morsi. Così tanto il ginocchio una Barbie. Che glielo staccai. Però era una Barbie nuova. E per non farmi scoprire da mia madre. La nascosi in una stufetta sotto la cenere. Quando cominciai a cadere. Io. Cominciai. A rendermi conto del fatto che cadevo sempre col ginocchio sinistro. E mi ricordai che in realtà avevo morso. Il ginocchio sinistro alla Barbie. Sotto che era sotto la cenere. Allora tornai a casa quell'estate. Andai in soffitta. Ritrovai. La stufetta di ghisa che abbiamo in soffitta e mio padre può testimoniare. E ritrovai. La venduta.
La venduta.
E ritrovai. La Barbie sotto la cenere. A cui avevo morso la gamba. E. E con dei colori a cera. Sciogliendo dei colori a cera. La riparai. E per un po' di tempo. Riuscii a non cadere.
E poi.
Però poi sono ricaduta.
Come si spiega. Un'altra volta. Tanto un applauso. No questo è. Al voodoo. Sì. Sì.
Non si chiama. Non è voodoo. È psicomagia. Jodorowsky.
Ah ok. Non volevo. Devo contraddire il maestro. E quindi. Cioè. Tu ti sei automaledetta in qualche modo.
No io mi sono autocurata.
Però prima ti sei automaledetta. Cioè ti sei.
No no. Mangiando. Mi sono. Non è che mi sono automaledetta. Cioè ho fatto sta cosa. Comunque. Aneddoti. Mi avete chiesto gli aneddoti.
Certo. Certo. È un bellissimo aneddoto. E. E però dopo. Cioè quindi quando sei caduta le volte successive. Pensi che ci sia stato qualcun altro che ha fatto. Una maledizione.
No. No no no. L'ultima volta che sono caduta è perché avevo delle scarpe. La maledizione di Balenziaga.
Ah.
Che salutiamo sponsor. Certo.
Sì sì sì.
Troppo alte. Erano.
Erano molto alte. Molto molto alte. Sono inciampata.
E come l'hai fatto questo quel Sanremo. In criccata come si dice.
No lo. Sono caduta da Fiorello l'ultima volta.
No però dicevo quando l'hai fatto. Che sei caduta. E niente.
Ho preso il Toradol. Tra l'altro c'era. Sponsor del podcast. Carlo Conti.
No eh ho capito. C'era Conti sempre sì.
C'era. Era un Sanremo di Carlo Conti. Quindi forse è lui che. No no.
No no. Salutiamo Carlo Conti.
Ciao Carlo.
Certo figuriamoci.
Eh figuriamoci che.
Ah no. Infatti mi rimangio tutto.
Eh bravo.
Eh. Sì sì sì. Eh.
Ma scusa io sono quattro anni che voglio andare a Sanremo e non ci riesco. Lui mi ha preso. Che gli devo. Ma no infatti dico lo salutiamo. È un grande. Grazie Carlo. Quindi era.
Era l'altro che faceva la maledizione.
Meno male che Carlo c'è dico. Sì sì.
Diciamo la maledizione veniva da.
Ah dall'altro.
Dall'altro.
Ah certo. Con quel nome da stregone. Sì sì sì.
No no.
No no no. Salutiamo anche l'altro maestro che non vogliamo che ci maledica anche a noi. Ehm. E quindi. Cioè quindi hai avuto. Quest'anno hai fatto. Cioè per evitare. Visto che sei tornato dopo quattro anni. Per evitare di avere. Delle ulteriori. Come possiamo dire. Disgrazie.
No.
Scarpe basse.
Scarpe basse. Questa è la tua scaramanzia.
Sì.
Scarpe basse così le scale si scendono.
Spero di poterle indossare tutte le sere che siano comode. Belle basse. Scendo le scale. Via.
Ma non c'hai i riti scaramantici che fai prima?
No. Ma meno male.
E di tutti questi Sanremi comprese le quelli sfortunati ce n'è uno preferito che dici quello proprio è stato il più bello per me per te?
No no.
Si. Si.
Si.
Si.
Si. Si.
Si.
Si.
Si.
Si.
Si.
Si. mia età con cui mi divertivo un po' come adesso no loro non sono della mia età quelli che ho adesso sono più giovani però anche io mi sento giovane un pochetto sai come dicono i vecchi a un certo punto e niente mi trovo bene
quindi il segreto è avere lo staff sempre nella stessa età e uno può crescere e fare lo staff secondo me è
fondamentale a Sanremo è fondamentale proprio nel lavoro perché delle persone con cui puoi parlare puoi confrontarti con le quali hai le stesse diciamo non lo so lo stesso gusto artistico e la stessa voglia di fare bene secondo me è bello perché sai se non so se vi è mai capitato cioè se tu devi affrontare un discorso con una persona e lo devi affrontare così proprio volendo affrontare quel discorso è difficile però se con quella persona fai un percorso probabilmente quel discorso esce fuori cioè l'esperienza unisce
assolutamente assolutamente senso pure noi abbiamo il nostro staff del podcast con cui abbiamo fatto il percorso sono contento che hai scelto il festival della notte perché ieri notte mentre tornavo dal casino a casa con con le pive nel sacco ho ascoltato la notte e mi ha confortato ho detto vedi che bella canzone quindi sono contento questa è una bellissima domanda ce lo dirà Sanremo? Allora Stefano che sa tutte le cose
sono tipo dei tipo i ceci ma non lo so veramente? non ho l'idea
allora Stefano ti fa una domanda io googlo cosa sono le pive e questo è il podcast in cui ti trovi ma invece il
premio di Sanremo poi quando hai vinto fisicamente dove dove lo tieni a casa? che postazione c'è?
su mobile su mobile alto così che si
vede cioè tu appena entri ciao io comunque ho vinto cioè uno lo vede si vede
cioè proprio lì poggiato se ci fai caso dici se ci fai caso lo vedi in mezzo al romantico disordine
certo certo hai scoperto le pive
cornamuse o pifferi venivano suonate per marciare vittoriosamente in caso di sconfitta gli strumenti venivano riposti nel sacco e io ieri nel sacco gli ho riposti e sei stato sconfitto ieri al casino si puoi dirlo forte quanto hai perso? te lo devo dire? si
ma non te vergogni? non mi vergogno mi
vergogno no perché poi forse lo dico ad alta voce perché sennò i miei genitori pensano che ho perso tutto quanto non ho perso tutto quanto mi ero dato un budget
l'ho perso i tuoi genitori perché poi
sentono a casa e dicono oddio Daniele si è giocato le chiavi di casa no non vi preoccupate mi sono giocato diverse paghette di quando avevo 16 anni
diverse paghette numerose paghette quanto
prendevi di paghette? 10 euro quindi proprio tantissime paghette quindi cari
genitori si è giocato praticamente
cinque mesi? si no beh no cinque mesi 3 mesi e mezzo di paghette
io ho vinto tu hai vinto? quanto hai vinto?
ho vinto quanto ho vinto? 100 no quasi no 200 200 euro quindi noi come gruppo siamo
in positivo? si io sono in negativo? si si
io ho questo mio metodo per vincere che mi faccio dare i numeri da Massimo Ceccherini
forte Massimo perché?
lui è un gran lui sa delle cose io
invece ho perso perché i numeri me li ha dati Gemmi Tights ieri ha detto te devi giocare il 19 e il 27 gli anni della fondazione della Roma e io tutta la sera ho giocato 19 e 27 e ho perso ok si si
è questo Stefano no no Daniele prego
vado allora ho diverse altre curiosità intanto su sulla serata duetti di quest'anno tu hai scelto di non duettare con una entità bensì con il coro del teatro 36 esatto 30 come mai?
ma perché volevo allora per quanto mi riguarda quando io faccio una cover quando canto la canzone di un'altra persona mi piace metterla in un altro ambiente quindi lavorare sull'arrangiamento e diciamo quello che le donne non dicono non era mai stata riarrangiata in un modo così diverso e mi piaceva la rendere il senso del dell'angelicità no perché mi riferisco alle donne al femminile quindi mi piaceva darle una accettazione romantica e angelica molto angelica e quindi mi è sembrato il ho visto delle cose su youtube il coro reggio di parma effettivamente pazzesco in queste cose e abbiamo fatto una prova di arrangiamento con il coro reggio di
il maestro Molinelli è stato bellissimo tra l'altro c'è anche un pezzo di un'area di Puccini ma non posso svelarvi di più
all'interno
saremo saremo ancora più curiosi
tra l'altro oggi è la
grazie la puntata più difficile noi ne faremo una al giorno oggi noi ancora non abbiamo potuto sentire la tua canzone dobbiamo aspettare questa sera quindi dobbiamo parlarti così nelle tenebre speriamo dai
che sia bella io sono che vi piaccia
siamo sicuri che sarà sono sicuro di sì bellissima
dai
abbiamo quelle rubriche che vogliamo fare quali? chiediamo appunto ora non sappiamo ancora le canzoni però chiediamo all'ospite secondo te ah vuoi fare quella? vai vai sì chi vince?
non lo so
però chi è che applauda?
brava
giustamente so di non sapere
io ti amo
è sempre quella signora di prima che alzava la mano che fa l'amore sì è bella
quella che rimorchia molto brava simpatica
sì sì e non ci vuoi dare una top 3 a caso anche? no
ok
allora ti chiediamo un'altra domanda
abbiamo anche un'altra domanda invece a Sanremo arrivare ultimi porta bene a volte Vasco Rossi esatto chi arriva ultimo e fa la fine di Vasco quindi come cosa che uno dice ammazza è andato male che adesso non viene capito e poi invece esplode nel futuro
non lo so
applauso della signora va bene c'è anche una rubrica che faccio sempre in questo podcast e chiedo a tutti gli ospiti che rapporto hanno se ce l'hanno o se ce l'hanno avuto con la marijuana che te hanno risposto? più disparate qualcuno dice occasionale qualcuno dice tutto bene qualcuno dice non fumo più va bene bellissima risposta
posso dire corretta signora lei che rapporta con la marijuana?
La signora da sempre vende marijuana e fa l'amore la settimana del festival.
Stefano? Vogliamo fare quella lì?
No, no, io ho anche altre domande. Guarda che non è così...
Ah, ok, no.
È passato mezz'ora? No, mezz'ora ancora no. No?
Sono passati... Sì.
Io non ho la connessione.
No, no, no, ce l'ho io. Ci abbiamo ancora un po' di tempo.
Vai, vai.
Allora, io avevo in realtà una domanda su quando hai fatto X Factor. Quanto è difficile, essendo stata dall'altro lato, cioè essendo stata quella che voleva cantare e poi a un certo punto le esplosa una carriera in mano, però prima la sognavi soltanto, una cosa del genere. Quanto è difficile poi stare dall'altra parte e dover dire a una persona che io voglio cantare e dire però te non sei capace?
Allora, non sei capace non è proprio nel mio stile. Perché... Allora, di base quando... Noi facciamo questo tipo di programmi, siamo più mentori che giudici. Effettivamente poi le persone sono consapevoli del fatto che parteciperanno a una competizione dove non potranno arrivare tutti. Però il mio approccio è sempre quello di, diciamo, condividere la mia esperienza cercando di lasciargli delle cose. Quindi perché in questo momento non puoi essere qui? Perché magari... Quindi sei ancora non pronto. Tante persone... È capitato che delle persone mi abbiano ringraziato dopo. E... Io dico questa cosa perché anche io quando, prima di fare sincerità, che l'ho fatta a 26 anni, ho fatto tantissimi concorsi. E i concorsi che ho fatto mi sono sempre serviti per imparare qualcosa in più e per capire dove stavo sbagliando. Perché quando ti dicono sì, così... Non impari mai niente. Invece quando ti dicono no e motivano la scelta, è un momento di crescita e vale più di un sì, detto così.
Va bene, una bellissima risposta.
E c'è qualcuno però di cui ti sei pentita, di dire... Io ho detto un no, però invece magari era un sì o viceversa.
Ma io sono stata sempre molto sincera. Sicuramente ho detto dei no magari per salvare i miei, nel caso di Mahmood. Per tutelare la mia squadra ho detto un no a Mahmood. Ma chiedo scusa ad Alessandro tutti i giorni della mia vita.
No, però è giusto. Uno deve giocare per la propria squadra.
Sai perché? Perché alla fine comunque le persone che hai in squadra credono in te.
Sì.
Ed è anche giusto a un certo punto proteggerli. Quindi ad un certo punto entra in gioco il gioco.
No, ma è giustissimo. E poi infatti Mahmood alla fine... E' andato anche al di sopra delle aspettative.
Probabilmente se avesse fatto quel percorso non avrebbe avuto quello che ha avuto. Anch'io ho fatto tanti casting, sono andata a fare le improvvini ad Amici, quello, quello, quello. Ho fatto tutto. Però alla fine sono riuscita allo stesso. Ho fatto Sanremo, Giovani, ci sta. Le vie del Signore sono infinite.
Sono infinite. Infatti anzi adesso ci aspettiamo un ringraziamento da parte di Mahmood perché se faceva quel percorso là... Chissà, chissà che fine faceva. Stefano, vuoi fare quella domanda?
Faccio questa cosa. Vuoi dire anche no, sai?
Cosa?
Vuoi fare questa domanda? No.
No, effettivamente.
Allora, sono sincero, se mi inizi a dire di no poi è finita qua perché comunque sia siamo io e lui. Se mi molla a piedi... Stefano, se ti va potresti...
Sì. No, invece no. Abbiamo toccato questa cosa prima ma non l'abbiamo approfondita. Tu sei in hotel qui. Sì. Ma tu preferisci sempre andare in hotel o a volte sei andata pure in una delle case qui?
Sono andata in casa anche.
E che preferisci fare tra le due? Hotel. Perché?
Perché meno responsabilità, comunque ti vengono a pulire la stanza, poi se vuoi qualcosa premi nove.
Tac.
Acqua. Ah, acqua, ok. Ti ordini le cose pazze ogni tanto.
No, acqua.
No, acqua. Aerosol e acqua, giustamente.
Acqua e aerosol ogni tanto chiedi se ti portano su un tapirulana che...
No, il tapirulana invece non stiamo riuscendo a farlo perché... Infatti lo volevo in camera. Eh. Ma purtroppo non stiamo riuscendo a farlo perché abbiamo gli orari molto stretti. Tra l'altro io ho anche Jacopo che mi allenerebbe, volentieri, ma non abbiamo tempo.
È perché sei costretta a fare queste cose qua?
No, perché è giusto farle.
Grazie. Comunque ci hai detto solo cose carine, sei stata gentilissima.
Di solito vi offendono? No, di solito no, ma... Ogni tanto qualcuno lo fa.
È capitato.
È capitato. In che ti allena Jacopo? Jacopo, che salutiamo.
Allora, Jacopo è stato il mio personal trainer per un anno, un anno e mezzo. Mi ha fatto un fisico pazzesco. Adesso ultimamente ci siamo persi perché sono andata a vivere in Porta Venezia. Lui è in Sempione.
E quindi è raggiungibile.
Ragazzi, la verità. Quando uno mi dice ci vediamo in via Settembrini, io dico no. Cioè è lontano. Quindi... È soppigra, ci sta. Però conto di ritornare Jacopo. E... E quindi che mi allena. Mi fa fare gli esercizi a colpo libero. Quelle cose là che devi fare a una certa età.
Però l'hai portato qui per non allenarti.
No, perché mi fa... Guarda com'è bello. Mi fa da security.
Ah, ecco. Grande. Scusa. E tuo padre qual è invece?
Papà.
Eccolo, grande. È il signore a destra.
E sai che si somigliano un po'? C'hanno un che di...
Sì, sì, è vero.
Sì, ma io trovo che... Nella tradizione... Dice che noi abbiamo sette sosia. Nel mondo. Nel mondo. Invece io penso un'altra cosa. Che siamo tutti sotto razze. E abbiamo tutti delineamenti simili.
Sì.
Sì.
E quindi sono lo stesso fenotipo.
Jacopo è tuo padre. Sì, esattamente. Potrebbero esserlo.
Vedi. Trovati così.
Oddio, che è cascato il telefono. No, c'è una domanda che... Allora, noi vogliamo fare... Sai quella cosa che faceva la Giallappas? Che chiedeva di dire una frase sul palco, così la capiamo solo noi. Sì. E l'abbiamo fatto l'anno scorso, vogliamo farlo anche quest'anno. Una frase che puoi dire tranquillamente in una conversazione, se ti va di farlo. E qui in questo caso è... Non sono negli Epstein Files. Ti andrebbe di dirla?
Io lo dico sempre.
Ah. Ti vorrei ringraziare. Grazie, Carlo.
Non sono negli Epstein Files.
Negli Epstein Files, sì.
Quanto mi date?
Quanto vuoi?
Tanto.
La mia vincita al casino.
200 euro?
Sì. No. Ah, vedi, questo non ce l'avevamo pensato.
Non è pensato. Era doppio. Facciamo ormai, so, una ludopatia. Facciamo.
Ah, è una questione di soldi, vedi? No.
No, una vacanza. Una cosa, non lo so.
Allora, ti dico che se vieni a Roma, stai ospite nostra.
Una mangiata in un posto, come si deve che non conosco. Cioè, un ticket, qualcosa.
Ticket.
Un experience.
Una smart box.
Una smart box.
Sì, no.
Che cos'è smart box?
È quelle cose che fai, tipo, spa per un giorno. Ah. C'è un assaggio, una...
Sì, tipo... Popo?
Questo non lo so.
Popo?
Popo. Quelle robe che ti arrivano... Come si chiama quelle cose che ti fanno gli sconti?
Groupon.
Groupon!
Ah, Groupon. Ti facciamo un Groupon per una cena.
E poi Popo? Boh. Popo.
Popo forse solo la signora lo sa che cos'è. Se neanche la signora lo sa, allora brancoliamo nel buio.
Signora, come si chiama? Come si chiama?
Anna.
Grazie, Anna.
Anna. Anna, sei straordinaria.
La signora Anna. Un applauso alla signora Anna.
Diamo tutti qualcosa da imparare da lei.
Vabbè, e poi dopo Sanremo che fai?
Allora, canterò... Se Dio vuole.
Canti.
Canterò. E farò due date a maggio. Una a Roma, il 22. Se volete venire al Brancaccio vi invito volentieri.
Ah, dai. Se ci siamo a voglia, volentieri. Volentieri.
E a Milano il 29. Teatro lirico. Poi faremo delle date estive, ma pochissime, degli eventi così. E poi a ottobre cominciamo il tour nei teatri. E vediamo poi, insomma, il resto, la TV, vediamo, vediamo.
Perché nei teatri?
Eh, perché... Allora, io amo tantissimo lo spettacolo... Cioè, io se... Molte volte capita che quando faccio lo spettacolo non sto mai sul palco. Sono sempre lì. Perché mi piacciono le persone. Ho fame di gente. E quindi mi piace la dimensione del teatro perché posso vederli tutti, posso parlarci, posso interagire con loro in una maniera più presente. Mentre quando faccio gli spazi più grandi è tutto un po' dispersivo. Mi sembra un po' di cantare per me. Nel senso, c'è sempre una partecipazione molto forte. Però solo sulla musica. Invece riesco molto poco a conoscere... A guardare, a fare... Cioè, il teatro è magico. Penso che voi lo sappiate benissimo. Certo.
Sì, ma infatti... Il rapporto con la signora Anna che abbiamo creato in questa situazione. Questo è un rapporto che solo qua si poteva creare.
Vuoi dire niente? Vuoi dire niente?
No, no, vuol dire tanto.
Non so voi come conducete la vostra vita. Io sono una tipa molto solitaria. Penso che si sia capito.
Ce l'hai lasciato intuire.
E quindi quando vado fuori io ho voglia di persone. Ho voglia di capire. Ho voglia di uscire da me ed entrare negli altri.
Beh, questo è molto bello. Ma ti fai pure qualche vacanza, qualcosa?
Prima del Covid viaggiavo molto, da sola. E dopo il Covid non riesco più.
Perché?
Perché sono diventata pigra.
Ah, ok.
Sì. Però... Sì, comunque ho viaggiato.
Che facevi?
L'anno scorso sono stata in Canada. Sono stata in America. Due volte. Sono stata due volte in Giappone. Quest'anno.
Quest'anno 2025? Sì. Dove sei stata?
Sono stata ad Osaka. Sono stata a Tokyo. Niente, ho viaggiato, sì. Los Angeles.
Boston.
Vabbè, un po' viaggio allora, sì. Viaggio ancora.
Alla fine sì. Va bene Stefano, so che sul Giappone vorresti andare, ma dobbiamo lasciarla andare.
Ma come no? Che vi siete fatti due balle? Non è vero. No, no, noi...
Noi fosse per noi adesso saremmo appena partiti, però...
Tu devi andare adesso, devi mangiare.
Boh?
Adesso che facciamo? Mangiamo?
Se... No, no, non mangiamo. Eh, vedi, perché l'avevi detto, si mangia, forse sì, forse no. Elena, vienimi a prendere.
Vieni, vieni, vieni. Vieni, vieni, vieni, vieni.
Dobbiamo andare o possiamo chiacchierare altri cinque minuti? No, no, no. Ah, tre minuti.
Dai, solo cinque, Ellie.
Tre minuti, mi hanno detto. Stefano...
Mi piace questa conversazione. Io adoro fare le conversazioni in no sense.
E guarda, sei...
Allora, come racconto, praticamente, allora una sera sono andata in via e abbiamo incontrato, sai che abbiamo incontrato? Un drago. Aveva le pinne e così un'ora, un'ora e mezza. Bellissimo.
Peccato, peccato.
Sarebbe stupendo poter continuare queste conversazioni in no sense, ma dobbiamo veramente farti andare. Quindi, signore e signore, un altro applauso per Arisa.
Grazie. Grazie mille per l'applauso.
Se vi va fate l'applauso. Grazie per il tempo. Grazie a voi. Fatevi un applauso anche a voi che siete il pubblico della prima puntata speciale. Rolly Stone, The Comedy Club. Maison du Monde. Grazie a tutti, grazie a tutte. Ci vediamo domani. Ciao.
Ciao.
Ciao.