Il personaggio preferito dei soprano? Silvio Dante. Siamo in due. Silvio Dante, integerrimo, che non ha mai sbagliato niente Silvio.
No, infatti, come tutti Silvio.
Buonasera a tutti, buonasera a tutti, benvenuti alla puntata 299 di Tin Toria. Applauso e vai. Qui con me un bel ragazzo oggi con il calzettone che fa pandan con la felpa, Stefano Rapone. Stefano, come va? Abbastanza bene, dai. Ti hai visto che ho detto il numero della puntata?
Sì, e poi questa parte dobbiamo puntare questa parte in un altro punto, no? Quindi, vabbè, tutto questo andrà perso come lacrime.
Ah, quant'è che non dicevo il numero della puntata? Eh, tanto tempo. Tipo un anno e mezzo l'ultima volta. Adesso ho detto, senti, lo dico, la so che è questa, però poi dobbiamo fare... Oh, com'è cazzo è possibile? Guarda, sto troppo rosicando.
Sì? Vabbè.
Buonasera a tutti, buonasera a tutti.
Vabbè, poi lo dobbiamo. No, vabbè, sì, sì. Di nuova puntata, di nuova puntata.
Ci sono rimasto troppo male, ero troppo contento, ho detto, ah, che bravo professionista, lo so che è la 299, la dico.
Certo, invece no.
Vabbè, dico solo così. Nuova puntata! E vai, andiamo.
Ah, ci siamo.
Questo è il podcasting, menzogna, finzione, errori.
E come stai?
Eh, al top, come sto? Ti ho detto che quello che mi è successo?
No, che è successo?
Mi è apparsa la Madonna.
Ah, come è successo? Che ti ha detto?
È apparsa così, ci ho avuto paura, perché ti appare così la Madonna, luminosa, sei abbagliato, è luminosissima. E quindi mi è apparsa, ti dice, ti devo dire una cosa brutta che succederà a Rapone, però non ho ascoltato, perché là è tutta luce, capito? La Madonna è tutta luce. E quindi poi è sparita, non l'ho ascoltata. E qual è la cosa peggiore di questa? Che lei, per essere luminosa, s'attacca alla corrente del palazzo, capito? Sta con tutte prese, tutta luce, giustamente, e s'attacca. E quindi mi è arrivata una bolletta violentissima. Ho detto, cavolo, insomma, siamo bravi tutti così. E quindi mi è riapparsa poi, due volte è riapparsa. E la seconda volta è arrivata, proprio tutta luce, ciao, oddio, che succede? Oddio, però vabbè, lei capisce che...
Sì.
E la luminosa, sono tornata perché non aveva ascoltato questa cosa su Stefano, è importante. Ho detto, ferma, ferma, time out, perché qua, vedete, sei di nuovo attaccata. A me poi mi arrivano le bollette tremende, ma che sei matta. E lei ha detto, no, vabbè, bollette tremende, ti appare la Madonna, anche un minimo, cioè da qualche parte devo attaccarmi. Ho capito, però poi pago io. Lei ha detto, vabbè, ma perché non cambi i fornitori? Io ho detto, ma perché io sono come il consumatore medio, sono confuso da tutte queste opzioni, vivo nel terrore di spendere troppi soldi. È proprio come tutte le persone. Lei mi ha detto, vabbè, ma perché non vai su qualche sito che ti permetta di caricare la foto o il pdf della tua bolletta e subito ti fa la comparazione tra fornitori, ti dice quanto spenderesti meno e come spendere di meno e ti risparmia tutta la parte burocratica perché ti fa fare il cambio proprio sul sito. Io ho detto, è la Madonna, ma è che... E di che sito si tratta? Lei dice, ma ovviamente sto parlando di facile.it. E si è sentito un suono. E io ho detto, ah, è pazzesco, ma fa proprio tutte queste cose. Sì, fa tutte queste cose, con quello puoi sicuramente risparmiare. Ti faccio il miracolo di metterti il link in descrizione. Ho detto, ah, grazie mille. E poi è sparita.
Ah, solo per questo è venuto a dirti...
No, mi doveva dire una cosa, però vabbè, non me l'ha detta. Cioè, non...
Non la fa, ma pure a me mi ha parto.
Ah, vabbè, quindi te l'ha detta a te la cosa?
No, non si capiva, stava sempre a piangere, non si capiva niente. Ah. Fa queste cose, eppure là c'era la luce, io però ho staccato il contatore e non c'è avuto...
Come hai staccato il contatore? Scusa, hai stacato il contatore alla Madonna?
Sì, sì, sì.
Mi sembra un po' di cattivo gusto. Come hai fatto a spegnere la luce alla Madonna?
Molto facile. Per staccare il contatore basta un clic.
Molto bene.
E anche questo l'abbiamo fatto.
Ce l'abbiamo fatta. Ma non è certo grazie a queste tre apparizioni, se stanno arrivati a fare tutte queste puntate.
Ma grazie ai pastorelli.
Non è grazie ai pastorelli che comunque salutiamo e ringraziamo per tutto, se stanno arrivati a fare tutte queste puntate. Deve essere grazie agli ospiti straordinari, che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta, quindi senza ulteriori indugi. Vi presento l'ospite di questa puntata, signore e signori, solo per voi, 13 Pietro.
Buonasera. Come va?
Che calore. Hai visto? È un bel pubblico. Non sono male. Grazie mille di essere venuto a dittoria. Grazie mille.
Grazie a voi, ragazzo.
E Stefano, ci ha avuto tutta Pasqua, sapeva che venivi tu, si è messo là e ha detto, Daniele, ci ho la prima domanda. Sì. Non so quale sia, vai Stefano.
Come stai?
Molto bene, grazie a te. Grazie, tutto bene. E che aggiungere? Siamo a Roma. Puoi dirlo forte. Finalmente. Siamo tornati a Roma, tra l'altro io qui ci ho suonato il 6 di dicembre, con alcuni ragazzi che intravedo qua. Ci sono due ragazzi qui, che erano qui sul palco con me. E niente, di conseguenza sto bene. Una risposta politica questa.
È anche una bella risposta, meno male che è bello che tu stia bene. Ma Stefano mi ha detto, Daniele, ti dico, Pasquetta, stavo all'astomago pieno, all'ombra, ce n'ho un'altra. Sì. Vai.
Chi hai fatto oggi? Tanta roba, eh. Guarda, oggi sono arrivato a Roma, la mattina, ho fatto un paio di interviste con non vostri competitor. Meno male.
Chi sono queste persone?
Possiamo dire, possiamo fare un endropping. Ho fatto un format che si chiama Cena Crudele, con una ragazza che si chiama Cecilia Cantarano.
Cena Crudele. Salutiamo Cecilia Cantarano, una sorella.
A mezzogiorno.
Quindi pranzo, Crudele. Già di per sé c'è qualcosa che non va bene. Crudele in che senso? Cioè che c'hai di Crudele?
No, effettivamente di Crudele c'era poco, di Crudele c'era niente. Molto tranquillo. Una cena? Sì. Una cena normale, però a pranzo. Un pranzo, dove ho cucinato, ho cucinato io, il format consisteva in questo. Io mi presento, faccio un piatto di pasta, che io ho scelto essere un piatto di pasta, perché potevo anche fare un couscous. Ho scelto di fare una pasta al ragù di salsiccia, perché è uno dei pochi piatti che so cucinare. Credo di avere soddisfatto tutti, perché mi hanno detto tutti bravo.
Qui c'era anche altra gente.
Sto scrollando, c'è una Crudele. Non mi sto facendo i cazzi miei, volevo vedere il format. Evidentemente non basto, Daniele. Vediamo la Champions. E poi dopo ho fatto un'altra intervista per un giornale celebre, di quelli celebri. Quale giornale?
Il giornale proprio.
Non il giornale, ma Repubblica. E poi sono andato a riposarmi in hotel ed eccoci qua. Ed eccoci qua.
Il ragù di salsiccia bianco?
Il ragù di salsiccia vuole un po' di rosso.
Ah, ma un po' di rosso, un po' di concentrato di pomodoro o proprio un po' di...
Di passata, di passata, di passata. Almeno io faccio con la passata. No, certo. Adesso con il rosmarino. Sì. Non è così scontato.
No, no, no.
La dici la ricetta.
Sto a scontare, sì. Possiamo sapere la ricetta. Così spoileriamo, anzi facciamo un teaser per la nostra sorella Cantarano.
E si batte una cipolla. La si abbatte. Si taglia. La si taglia. Stefano è poco romantico sul cipolla. Si taglia la cipolla. La si mette a soffriggere. Poi ci cacci dentro la salsiccia. Una volta che, diciamo, la carne è cotta, anche la cipolla è dorata. Una sfumatina. Una volta sfumato il vino, si va diretti al passaggio dopo, cioè metterci un po' di passata. Sì. Quella bolognese, secondo me, vuole... Il ragù bolognese è una cosa. Il ragù di salsiccia è un altro. Vuole poco pomodoro. Io ne ho messo tantissimo perché mi è caduto. E' scappato, vabbè. E' scappato. La si lascia un po' andare, una mezz'ora. La lasci pensare, come dicono i nostri farelli. La lasci pensare un attimo, gli lasci fare il friccichio, come si dice, quando fa plop. Quando il pomodoro fa plop, plop, plop, plop. Le bollicine morbide. Lo lasci pia. A fuoco basso, gli metti un rosmarinetto, la lasci andare lì. Nel frattempo la pasta va. Arrivati a cottura della pasta, si unisce sugo e pasta e si mette sopra un bel topping di parmigiano. Così, abbiamo quel sapore tutto emiliano. Tutto emiliano.
Tutto emiliano.
Non so perché mi viene da guardare Stefano quando dico questa cosa.
Perché io non so nulla di questa cosa. Stefano non è un grande cuoco.
E com'è venuta?
Ci puoi?
Mi hanno detto tutti bravissimo, però mi sembrava di essere in quel lato del tavolo in cui ti devono dire bravo per forza. Ah, ok.
Ma gli altri sono esperti di cucina o sono persone comuni come noi?
Non mi sembravano particolarmente esperti, devo dirti. Ah, quindi vabbè. Non particolarmente. E mi hanno detto tutti bravissimo. La cottura, devo dirti? Ah. Non l'ho sbagliata. Cioè, sono rimasto un po' indietro. Fatta giusta, scrocchiarella al dente.
Bello.
Mi sono dilettato in questa attività, che è cucinare.
Tu quindi lo fai spesso, quindi sai cucinare bene.
Ma sì, sai che io cucino abbastanza spesso. Non mi piace sovraordinare.
Cioè, ordinare cose...
Troppo. Ordinare troppo. Perché comunque siamo figli di questa cultura del gloving, del... No, non si dice taglio, cut, del... No, no, possiamo dire tutti i bordering.
Sì, sì, sì.
Però ne ho detto uno. Just Eating. Just Eating, dell'Uber Eating, del Delivering. Sì, sì. Un tempo c'era Sgnam a Bologna. C'è mai stato a Roma Sgnam? No, Sgnam no. Sgnam spaccava.
Sempre... Sì, Just Eat, una cosa così.
E poi a Bologna si sono inventati il delivery della pizza, no? Pizza Bo. Pizza Bo era.
Comprato da Just Eat. Sì, sì, sì. C'era solo Pizza Bo ai tempi.
C'era già il...
Just Eat, comunque, il servizio di delivery c'era già a Bologna. Ma essendo una città, comunque, guarda in avanti. Queste cose le facevamo senza dovere, ecco, essere governati dagli americani.
C'eravamo noi, dagli nostri.
Sono contento che siamo partiti con un messaggio...
Anti-americano, certo.
Anti-americano, nei primi minuti. Però, sì, sì, sottoscriviamolo. Poi vediamo anche se lo tagliamo o no. Tra sei ore decidiamo... Sì, scopriamo tra pochissimi. Decidiamo che tipo di puntata fare. Sì, sì.
Diciamo... Dobbiamo proprio aspettare le ultime e vediamo.
Sì, sì, sì. Domani mattina ci svegliamo, guardiamo le notizie e facciamo un taggetto.
E che altro sai cucinare oltre questo piatto buono che ci hai descritto?
Grazie per avermelo chiesto. Mi diletto, so fare bene il risotto, lo zafferano con la salsiccia. Sempre salsiccia. Certo. La pasta ai fagioli con la salsiccia. Anche, anche.
Certo.
Poco altro. Da bambino sapevo fare la torta al cioccolato.
E come mai hai smesso di saperlo?
Perché devi continuare a farla. Se no la ricetta piano piano se ne va dalla tua testa. Devi andare a recuperarla. Non è come andare in bicicletta la torta al cioccolato. Non te lo so dire, fino in fondo, però sì, probabilmente no. Ok.
Però la salsiccia è elemento fondante della tua dieta.
Noi bolognesi amiamo il porco. Sì, sì, sì. Viviamo a ram. Come dire alcuni. Certo. Viviamo nel haram.
Sì, è vero.
Bello. Bello e buono. E faccio anche un'ottima pasta al pomodoro.
Semplice, ma dolce, di fino. Quando viene l'amico vegetariano, tu dici, vabbè, tolgo la salsiccia. O musulmano. O musulmano.
Esatto.
E diciamo, là puoi fare la salsiccia a parte da aggiungere dopo ad uso parmigiano.
Mi è venuto in mente, proprio pensando all'amico musulmano, che ho detto, no, bro, per te faccio anche la pasta al pomodoro. La pasta al pomodoro. E questa è l'integrazione.
Altro messaggio agli americani. Ding! Ding! Non abbiamo paura di cucinare pasta al pomodoro.
Lo di certo. Ma invece da consumatore a dolci, come sei messo?
Devo dirti che non sono un fan del dolce. Probabilmente, comunque, li assaggio tutti. Sono un banalissimo consumatore di tiramisù.
Vabbè, il più buono che c'è. Il più buono di dolci. Italiano anche, in questo caso.
Sai dove è nato il tiramisù? Attenzione. Tu lo sai? Io lo so, però tu cosa sai? Voi lo sapete?
Io so che è nato a Treviso. Sì, io lo devo dire perché la mia ragazza è appunto di provincia di Treviso, però a me piace dire che è friulano solo per litigare con quelli di Treviso. Però no, è nato a Treviso, è nato a Treviso.
Bene. Quindi la tua ragazza è di Treviso?
Provincia di Treviso.
Anche la mia mamma.
Vedi, perfetto. Era destino che ci trovassimo qua. Sì. Bella. Ti piace Treviso? A me piace Treviso.
Non sono mai stato a Treviso città, sono stato solo nel paese natale di mia madre. Che posso sapere qual è a questo punto? Fontanelle. Fontanelle, ok. Non è il tuo.
No, Montebelluna è quello.
Fontanelle o Futtanelle?
No, con la N, con la N.
Con la N, ah, ok. Futtanelle. Il nome è curioso. Fortunatamente no.
No. No, no, no, no. Saluto alla famiglia Dan. Certo. Mei parenti.
Salutiamo.
Li porto nel cuore. E anche rappresenting Fontanelle fino a Tintoria. Fino alla death, come dicevano. Sì, come dicono tutti a Fontanelle. Fontanelle fino alla death. Fino alla death. Parlano così.
Sì, sì, sì.
Senti, adesso ho un po' di curiosità. Tu ti inizia il tour tra poco, il 5 maggio, se non sbaglio. Cioè ti inizia. Sei in tour, vai in tour e il 5 maggio ti iniziano le date più grosse. Sei a Roma il, voglio dire, il 17 maggio.
No, no, no. Il 12 maggio. Il 12 maggio all'Atlantico. Sta a fare un casino. Con i numeri, con i numeri.
12 maggio all'Atlantico. È il tour, mi sembra, correggimi se sbaglio, più grosso della, cioè proprio a livello di venue, di pubblico, della carriera. Sì. E come te lo prepari? Cioè un tour così, con questo tipo di aspettative, con questo tipo di pubblico, con questo tipo di venues?
Con grossa ansia, devo dirti. Ho un po' il terrore. Questo tour.
Ma i live, cioè come te li vivi in generale?
Ti piace? Ma in realtà è la cosa più figa che ci sia. Proprio per questo ho un po' paura di, cioè voglio arrivarci preparatissimo. Sì. Non ho ancora iniziato a prepararmi.
Vabbè, c'è tempo.
Per questo ho il terrore, diciamo, che si risolve così.
Perché ci si deve fare in maniera diversa, tu dici, per posti più grossi.
Beh, no, però per, magari, devo fare otto date in quindici giorni, quindi è più che la grossezza del posto, che poco cambia, è più il mantenersi per quindici giorni. La fatica. Per presenti, attivi. Io sono un vizioso, quindi dovrò mollare tutti i miei vizi tra poco.
Che vizi hai? Oltre alla salsiccia. Mi pare un grosso problema di salsiccia.
E sono un fumatore. Sono un fumatore. Quindi dovrò abbandonare il fumo per un po', perché comunque il fumo e la voce sono strettamente nemici.
Certo.
Sono grossi, acerrimi nemici. Sono un po' come Cristiano Ronaldo e Messi. Sì. Chi è?
Quale?
Chi è Cristiano Ronaldo e chi è Messi? Ho detto a lui apposta. Chi è chi? Non è importante chi sia. Però sono antagonisti, quindi dovrò abbandonarlo un attimo. Magari riprenderlo, magari no. Però insomma per fare queste date sono un po' teso. Sono in preparazione della scaletta. Siccome abbiamo appena fatto un piccolo tour adesso, cinque mesi fa, quattro mesi fa, e non abbiamo musica effettivamente nuova, eccezion fatta per il brano di Sanremo che abbiamo portato a Sanremo, c'è da riscrivere il concerto per rendere nuova l'esperienza a chi l'ha già vissuta.
Beh, questo è bello perché dici, non è gente nuova, sono anche gli stessi che tornano.
Ci sarà anche gente nuova, ma suppongo anche che i pochi che c'erano, o comunque quelli che c'erano, vogliano vedere qualcosa di qualcos'altro. Quindi almeno un'aggiunta, almeno qualcosa in più.
Ma da cantante ti poni il problema? Perché da comici noi diciamo sempre, ah per i cantanti è più facile perché la gente vuole risentire i pezzi. Quindi se li fai risentire...
La battuta muore, è difficile presentare la stessa battuta più volte, poi ha lo stesso pubblico, è un disastro. La fortuna della musica è che volendo puoi andare in giro per anni con la stessa. Anzi, a un certo punto diventa un delirio. Diventa una trappola. Sì, diventa tutto un guardare indietro. Magari uno invece sogna di... Non ancora il mio caso, per fortuna.
Per fortuna.
Fortuna vuole che sono ancora in corsa. Però diciamo che comunque c'è una sorta di possibile ripetitività. Comunque puoi essere ripetitivo. Dici se fai la stessa scaletta, la stessa performance. Ho fatto lo stesso spettacolo, le stesse canzoni nello stesso ordine. Magari dare qualcosa di differente può essere significativo, ecco. Certo. Ma adesso sono preoccupato, sono delle risposte... No, no, no. Sono preoccupato.
No, no, sono curioso. A me il lato live dei performer mi interessa un sacco. L'ansia di cui parlavi poc'anzi, prima di stare sul palco, che penso sia inevitabile, ce l'hai sempre avuta, ce l'avevi indipendentemente dalla grandezza del locale e come la...
Anzi, meno persone ci sono, più teso sono. Ok, sì. Non so come ve la viviate voi. Però a me è capitato di cantare anche davanti a una persona. Sì. E quello è stato sicuramente il concerto più indimenticabile della mia vita sotto quell'aspetto.
Chi era questa persona speciale?
Me la ricordo, era una bravissima ragazza che ha ballato tutto il tempo, perché aveva spazio di ballare infinito. C'era lei, immagina, di qua davanti c'era... Sei tu e basta. Chiaramente balli, almeno sei larga, ti muovi. Sì. Secondo me lei se l'è goduto, comunque. Cioè se l'è dall'altra parte, secondo me, dici che bello, c'era un concerto con... C'ero solo io, me lo sono visto tutto per me. È bello.
Ma in che condizione era? Perché c'era una sola persona?
Eravamo in Sardegna, in un paese dell'introterra. Effettivamente non c'era solo una persona. C'era anche una mandria di signori a 60 metri che guardavano tutti abbastanza interdetti. E loro non ballavano. Loro non ballavano, ma loro non si muovevano. La percezione era che fossero parte della piazza loro, già da tempo. Quindi effettivamente poi c'era un cristiano. E lì sei teso, lì stai col Pepe perché dici mo' devo farmi mezz'ora qua davanti, un'ora qua davanti con un cristiano o un musulmano.
Certo.
O una persona, insomma. Una volta che il posto è pieno, come può essere oggi o comunque può essere, spero, il prossimo tour sicuramente quella parte lì se ne va. C'è solo da rendere conto al tuo pubblico ma se c'è, siamo già a metà dell'opera. No, non mi sembri che...
No, no, no. Hai detto sì, va. No, no, sono convinti di... Guarda, per quel che vi ho pure, quando facevo gli spettacoli davanti a 12 persone dicevo, ok, devo proprio fare lo spettacolo. Se ce ne stanno già 100, poi... c'è un disco, un'interazione diversa.
Vabbè, poi per la stand-up è ancora più... C'è ancora più importante che ci sia più di due persone. Sì, sì. A questo punto non puoi prendere in giro sempre lo stesso o comunque tirare in mezzo. Sì, certo.
Ti devi alleare. Una volta che hai parlato con quello... Però, no, pure grande che hai deciso, cioè una sola persona ha detto comunque mi esibisco perché potevi anche dire vabbè, ma non vale la pena.
Guarda, prima di me c'era un ragazzo che apriva
che è salito e sceso.
Un cazzato nero a ragion veduta. Un cazzato nero.
Eh, ma io qua, ne ho un canto.
Proprio perché lui si è andato e ho detto io non posso invece, devo star l'alto. Ho fatto tutti i brani, ho cantato. Comunque sono formative questa esperienza.
Ti ha dato un feedback a questa persona alla fine?
No, io sono fuggito. Devo dire che io sono proprio scappato.
Non voglio più vedere questa piazza. Pensa se quella che aveva ballato alla fine ti diceva oh, non mi è piaciuto per niente. Ma come sei rimasto, hai ballato? Sì, sì, volevo, ci tenevo a dirti, non mi è piaciuto. E invece i sardi dietro, bellissimo.
E poi c'erano anche dei bambini
che giocavano a palla.
I bambini giocavano a calcio. Per fortuna. Per fortuna.
Perché in Italia c'è bisogno di quello
per andare mondiali.
Servono dei bimbi sardi che giocano a pallone.
Le riforme che vogliamo.
Esatto, esatto. Quattro bambini che... Assolutamente. Invece di ascoltare la musica. E invece prima, prima, prima, prima, scusa, rimango ancora sui live. Sì. Quando hai iniziato, qual era la tua scena di riferimento? Se c'era una scena di riferimento.
Scena...
Di locali, di posti dove andavi, di posti dove andavi a sentire.
Ok, certo, certo. Stavo pensando agli artisti di riferimento, la scena musicale.
Anche, anche.
E io ho cominciato facendo le discoteche, facendo DJ set. Quindi, base, canzone, microfono, e tiradritti. A Bologna, nel Bolognese. Le prime nel Bolognese, sì. Le prime nel Bolognese. Io ho cominciato facendo freestyle, ancora prima. Organizzavo le battle, principalmente. Organizzavo, ne ho organizzate due, ho partecipato ad altre tre. C'evo schifo, ho mollato. L'ho perso sempre. Al primo turno, sempre. Non era proprio la mia. Andavo in tiltio. Quando ce l'aveva a fare freestyle, non riuscivo a reggere...
Non ti venivano le...
C'erivello si bloccava. Non mi venivano le... E insultare. Cioè, dovessimo insultarci io e te, davanti a un pubblico, ci vuole... Certo. Ci vuole pancia. E non ero buono, quindi ho mollato, sono... Ho iniziato a registrarmi. Poi facevamo i live a scuola, facevamo le cose così. Siamo passati prima da quello, poi alle prime discoteche in zona e mi ricordo che la prima data che ho fatto fuori Bologna è stata nella famosa erba.
Quella della famosa... Nella famosa erba... Certo. Di... Di... Certo. Rosa e Olindo. Certo, certo. Che salutiamo.
Grandi assidui ascoltatori.
Prossimi ospedi.
Finalmente.
Finalmente. E... Appunto... Mi ricordo di questa data d'erba, anche lì... Mi ricordo era andato tutto vestito di bianco, con un gelataro. E... Anche lì dieci cristiani. E... O. E O. Certo. Certo. Piano piano ho iniziato a girare un po' le... Principalmente poi il nord, sono arrivato anche al centro, al sud, facendo le discoteche. da un certo punto in poi ho deciso di voler fare anche un altro tipo di musica, che si prestasse anche ad avere una band sul palco, qualcosa di più organico, di più suonato, live. E quindi sono andato, diciamo, sono passato dal lato scuro della musica, che è quella live. Quella suonata. Sì.
Ma scusa, in discoteca, che pubblico c'è quando vai a fare la discoteca e sei un esordientissimo, quindi?
c'è una grossa minoranza che è lì per te, quei due, quei soliti, c'è una minoranza che è per te e il resto, diciamo, è gente che è lì per bere, giustamente,
per divertirsi. Tutti sardi.
E quindi tendono a guardarsi spesso molto attorno, ad essere poco concentrati su di te e su quello che sta accadendo, perché sono lì per loro stessi. Giustamente tu vai in discoteca per godertela ed essere anche nel tuo... Non lo so, ho la percezione che la gente vada in discoteca per farsi notare. Sì. Quindi è molto difficile che vada lì per cantare le canzoni di qualcuno e o assistere a una sorta di spettacolo. Quindi la roba è molto concreta. confusa e devi proprio... devi farti notare, ecco. Devi fare il casino. Devi proprio tirarli un po' dentro alla vocalist. Un po', no? Cercare di coinvolgere il pubblico proprio quelli che farebbero altro. Devi trovare il gancio. Tipo che dici...
Che dici...
Oh!
Fatemi un casino! Vabbè, dai. Dai!
Fate un cazzo di casino!
Sì! Magari fare casino è una cosa che una persona che è lì per se stessa sono lì sono qui per fare casino sono qui per divertirmi per godermela.
E infatti, scusa ti sembra che avendo iniziato in questi ambienti qua da giovanissimo essendo più strettamente rapper all'epoca e avendo poi fatto la transizione verso una musica suonata, diversa e anche inizi a suonare un po' se non sono strettamente legati al rap ti sembra di aver dovuto cambiare un po' anche immagine? Perché il rapper si porta dietro anche un'estetica un'immagine che è più non so se definirla aggressiva più da rapper e quindi magari io immagino che 18enne rapper è una cosa già 23enne meno rap 25enne meno rapper è un'altra
un processo molto naturale nel senso che smetti di essere incazzato nero sei sempre meno incazzato più cresci o almeno è quello che è successo a me e quindi io può essere e l'incazzo spesso con l'ego ego incazzatura cioè io sono incazzato perché il mio ego non è libero di esprimersi o comunque sono incazzato col pianeta sono incazzato con chi non mi capisce sono incazzato nero e quindi porto la mia rabbia e piano piano forse mi sono un po' ammorbidito io e la musica è venuta dietro penso che sia sempre figlia comunque di in generale la creatività sia sempre figlia di qualcosa che è molto personale e poi più è personale meglio è in un certo senso e quindi è venuta in maniera molto naturale sicuramente la mia immagine ciò che percepivo di me stesso è proprio cambiato probabilmente e di conseguenza anche la mia musica però in maniera molto inconscia naturale io ascoltavo solo il rap come se ci fosse un'unica unica possibilità nella mia non avevo altre chance e poi piano piano ho iniziato proprio a volermi sentire rappresentato anche come ascoltatore come utente anche da altro e quindi proprio secondo me viene da dentro come dire non voglio più fare quello che facevate prima ma voi comunque voi Satiriasi lo facevate?
no mai
andavate a vederlo?
sì sì
e cosa facevate ai tempi di Satiriasi?
niente ancora cominciavamo lì in quel periodo verso la fine di Satiriasi è cominciata il nostro inizio
voi sapete cos'è Satiriasi? qualcuno un sacco di no pochi sì qualcuno vabbè
bello era una bella una bella trovata
una grande invenzione
Satiriasi
quindi non lo so anche voi avete avuto immagino io mi appoggio a voi vai vai siete cambiati anche voi
ma no noi siamo siamo cresciuti cioè siamo nati già essendo la seconda ondata c'avevamo forse meno necessità di fare quello che hanno fatto loro perché loro erano più incazzati perché c'era solo il cabaret quando siamo arrivati già c'erano un po' loro già un po' si conosceva un po' di più la stand up e quindi noi siamo stati
sì loro diciamo dovevano essere più di rottura sì mentre noi già cioè ci siamo infilati in quella rottura dicendo ok noi facciamo questo che è diverso da quello che era mainstream all'epoca però sapendo che si poteva fare anche se era minuscolo quindi c'era meno bisogno di essere contro diciamo
sì poi c'era tutto da costruire comunque perché non c'era ancora niente però era un po' diverso
vabbè
speravo vi dicessi no ma tu quando è stato il momento in cui ti hai deciso di fare cioè ti ricordi questo questa come la vogliamo cambiare maturazione non lo so questo cambio
maturazione ma c'è stata una fase in cui mi sono sentito meno rappresentato dal rap proprio meno vicino a quel viaggio d'ego che secondo me è il rap che è molto incentrato su se stessi e su volere emancipare la propria persona in qualche modo e gridare il proprio nome mi sembra molto incentrato su quello ma non saprei dirti sai compi 25 anni cresce
sì sì sì
non te ne accorgi è molto labile come momento ho proprio iniziato a ricevere altro ad emozionarmi io con altro e a cercare un altro tipo di di relazione con la musica come ascoltatore secondo me viene proprio dalle tue necessità da consumatore poi dici cazzo ma io non ce la faccio più a a produrre anche se produrre è una brutta parola e anche consumare è una brutta parola però non ce la faccio più a fare questa roba qua non mi non ci sto più dentro con tutti i piedi ho bisogno di altro ho bisogno di di spaziare di allargarmi molto legato al crescere boh ci sta ci sta penso di sì è giusto penso di sì
ma è il tuo nome quindi 13 Pietro eri già 13 Pietro in questa fase cioè quando è che hai sì
io divento 13 Pietro a 19 anni tipo subito quindi
praticamente subito dopo 18 anni al 19
ci sono
però sì
subito subito nel senso che io prima facevo rap e facevo queste gare di freestyle contest e pubblicavamo musica nella nostra crew sotto il nome di Mastro P
ma che
c'è qualcuno che ride bellissimo Mastro P era un bellissimo non vi capisco perché c'era Master P di Miami se non sbaglio che era primo rapper poi un produttore discografico e mi piaceva perché io mi chiamo PM Pietro Morandi Mastro P piaceva questa cosa
posso dire è un gran nome Mastro P funziona?
non funziona c'è anche Mastro G che è quello che ha fatto c'era anche un Mastro P di Bari
c'era anche Mastro P di Bari Mastro G
non è quello che fa di Bari il mio omonimo che una volta mi scrisse yo rispetto Mastro P Bologna Bari connessione
c'era un mio omonimo e lì hai cambiato l'ho scoperto
ma scusa quindi cioè lui non era arrabbiato che ci avessero era contento
no io grande Mastro P Bolo Bari non mi ricordo se fosse di Andrea Bari però non è il problema
che poi potessero confondervi cioè lui era solo esaltato che c'era un altro
comunque era era prima poco prima che il rap diventasse davvero una cosa grossa grossa poco poco prima non che io rappavo quando nessuno c'era già gue c'era già tutti però non era ancora arrivata la wave trap spera e basta quella gente che comunque ha reso il rap una cosa veramente significativa proprio anche a livello di mercato cioè ha ingrandito il bacino quindi non c'era secondo me la competizione e il bisogno l'avidità non c'era ancora perché non c'era niente da prendere
ok
cioè fare 10.000 visualizzazioni voleva dire fare un successo locale cioè mi ricordo che ci fu un rapper che fece un milione di visualizzazioni ed era era molto grossa era molto oltre quindi non essendoci probabilmente una ragione economica non c'era neanche la la avidità grande bro anche tu ti chiami come beh ma che bello
era più così tu gli hai risposto rispetto fratello
rispetto per rispetto siamo insieme siamo insieme in sta merda siamo noi
e te ridi così e fino a fa sai che si è continuato lui
era già grande mi ricordo che lui aveva barba baffi e tutto cioè stava era già nella sua fase adulta adesso quel rapper è che cozzalone
esatto
quindi non probabilmente era una mollata una certa che aveva da fare le sue cose e a parte lui
chi erano gli altri cantanti artisti della scena appunto diciamo prima la scena quelli che diciamo sono venuti su con te chi è venuto su con me si se c'è qualcuno perché magari poi invece sei stato solitario i miei amici
se parli dei miei amici proprio del local hanno mollato tutti hanno tutti mollato infatti io sono tornato da loro ancora come Mastro P e io ho detto no ragazzi io adesso ho deciso basta non voglio avere nessun tipo di retropensiero rimpianto nella vita io voglio fare sta roba basta abbiamo mollato tutti piano piano io invece voglio continuare datemi un nome d'arte voglio che ci siate anche voi con me voglio chiamarmi Pietro e voi e un mio amico arriva e fa chiamati 13 Pietro perché ne eravamo in 13 nel paese nel gruppo di paese eravamo 13 quindi è stato un modo per portarmi dietro loro invece se mi vuoi chiedere chi erano i rapper che andavano si anche
poi voglio tornare a cavallo
tra la scena romana di Jamie Tights chi c'era Jamie Tights anche Mad Men stava stava a Roma c'era il Coez che comunque ancora mezzo rappava ma stava già passando a fare una cosa più cantautorale quindi Broken Speakers c'erano c'era Cor Veleno c'era Gente De Borgata c'era il Costa quella gente lì salutiamo a Roma a Milano c'era già Guè c'era già Marra c'erano già loro a Bologna Inocchi imperava ormai sono passati più di dieci anni c'è già una generazione fa c'era Salmo c'era Salmo che andava fortissimo Nitro Salmo tutta la crew di Macete conosci? conosco conosco mi sposto posto di là quindi sì era quella fase lì nel 2000 mi ricordo 15 fine 15-16 iniziò ad uscire Sfera inizieranno ad uscire quelli che oggi sono i super rapper che tutti conosciamo Tedua Sfera Ercomi Ernia quindi io diciamo avevo questi riferimenti qua sì
e invece sul nome avevamo una curiosità intanto 13 poi ci avrete fatto caso come gli apostoli più Gesù 12 più 1 12
più Cristo
ok sì
e poi in teoria dicevo prima quando saremo a Giuda subentra un altro un certo punto c'è un cambio non mi ricordo chi è però
ma sono evangeli apocrifi però questa cosa forse pure
quindi c'è una sostituzione Giuda fuori perché hanno detto Giuda con tutto il bene bro e Giuda poi che ha fatto? mi rivolgo a te perché io sai che sul cristianesimo
sono un po' si è impiccato ma si è impiccato Giuda si è impiccato
grande gesto stoico
sì impiccarsi dicevo
togliersi la vita per pentimento togliersi la vita
sì è una bella poi è rimasto purello è rimasto se perdonano tutti tranne il povero Giuda non va bene no non sei d'accordo
cioè Barabba è stato perdonato in butto di morte allora ti penti sì mi pento vai paradiso invece lui no e Giuda invece
era Barabba era un altro
no era Barabba
no Barabba è quello che viene liberato al posto di Gesù
ah è l'altro quello che si pente non è Barabba è uno dei ladroni un ladrone
e chissà che fine ha fatto dovrebbero fare i sequel Barabba poi che ha fatto libero così magari si è comportato benissimo
ha fatto una vita bella
una vita straordinaria adesso Barabba è che cozzalone
quell'uomo era
Mastro B ma noi abbiamo posso dire quest'altra cosa abbiamo anche sentito letto che tu facevi anche degli degli scherzi particolari nella tua sì ce ne puoi raccontare qualcuno particolarmente ben riuscito
quando mi finsi morto con la mia ex sì ve l'ha detta quella sono sicuro che ve l'abbiamo ve l'ha detta
sì abbiamo scandagliato il web c'era questa informazione
il web ve l'ha detta infatti sì ho diverse cioè come è andata niente no
è un rapporto messaggistica perché la ragazza è di Roma sì quindi ci sentiva via messaggio alle 10 mi si spacca il telefono fino alle 6 7 di sera del giorno dopo non era stato riparato non abbiamo avuto modo di comunicare quindi quando mi torna il telefono in mano vedo un po' di messaggi delle chiamate perse ho deciso di immedesimarmi in mia madre ho scritto un messaggio senza prompt senza AI ancora ai tempi certo e tra l'altro io con la mia ex ragazza ero fidanzato da fidanzato non ero ancora fidanzato forse era proprio un primo mese di due mesi che ci conoscevamo
questa era una prova da cui tu sottoponi tutte le ragazze
mi finsi morto riusci benissimo lo scherzo lei ci credette e dopo un po' di ore l'ho chiamata ho detto no no guarda in realtà sono vivo ma scusa aspetta abbiamo diverse domande
sì infatti lei come hai reagito cioè tu hai studiato il mio figlio è morto hai scritto
ho provato a recuperare il messaggio poco tempo fa qualche non è stato backuppato quindi non ho più il messaggio preciso se no l'avrei tirato fuori te l'avrei letto
e lei come hai risposto
lei ok lei non ricordo precisamente come hai risposto
scusate quindi è andato avanti tante ore però questa cosa
un paio d'ore diciamo che io non ho risposto al messaggio dalle 10 di sera fino alle 6 di 10 di sera dell'11 fino alle 6 di sera del 12
poi dopo
io scrivo questo messaggio alle 9 decido di o alle 8 magari anche alle 7 ho fatto durare lo scherzo finché finché mandava a me
sostanzialmente e quando hai chiamato come è stata la reazione quando hai detto che era uno scherzo
meglio del previsto in verità meglio del previsto cioè siamo stati insieme altri 6 anni ok vabbè dai ma quindi è una tattica
che funziona un bel consiglio è un bel consiglio che stai dando questo
sì perché crea subito un legame forte no? sì sì un legame
d'odio
di dolore comunque odio e amore essendo speculari essendo sono vicinissimi iceberg l'uno dell'altro cioè uno sotto l'altro sopra insomma
e quante volte ti è stata rinfacciata questa cosa?
no non abbastanza lei si finse qualche mese dopo si finse minorenne fece un mega scherzo con un documento falso tutto e me la fece pagare nella maniera giusta anzi posso dire è lì che mi sono innamorato certo se tu mi rispondi con la stessa arma
ah no se tu mi sei minorenne
io non posso chiamarti sì no infatti lei si finse minorenne io ci rimasi un attimo io avevo 21 anni 20 anni lei finse di averne 14 per un attimo
e come come te l'ha detto?
eravamo al TC fuori da un ristorante disse guarda ti devo dire sta roba era abbastanza tempo per poter esserci dimenticati e anche avere ok portato come si dice le scorie del vecchio scherzo non se ne erano andate
qui vuol dire che vi eravate incontrati da 11 anni cioè questa era l'implicazione no
no però tre mesi dopo ah tre mesi dopo
sempre qui a 13-14 anni ok sì comunque età del consenso
esatto
ricordiamo vittoria podcast
di informazione 14 anni età del consenso a meno che non ci sia una posizione di potere
cioè come hai reagito tu?
eh feci un passo indietro e dici che cavolo nonostante comunque io effettivamente non posso negare di essere stato preso da questa storia però fermiamola subito
ah ok
poco dopo lei non l'ha fatto durare ore l'ha fatto durare due minuti
ah ok ok è stata una cosa
però comunque mi ha risposto certo lì eravamo 0 a 0 o 1 a 1 insomma si è ricominciato da lì secondo me è stato il miglior modo per farmela pagare
bellissima storia d'amore bellissima devo dire da raccontare ai nipoti vi sei lasciati se no ai nipoti era bello raccontare
si può comunque raccontare si può comunque raccontare
e altri scherzi questo è il più grande sì ne ha fatti altri simili
sai che non mi non mi vengono in mente così su due piedi questo è proprio il più eclatante è l'unico che ho tenuto no questo comunque è bello mi soddisfa molto ma in verità non è che fossi lo scherzone il super cazzolaro mi è venuta proprio spontanea quella sì sì non è che abbiamo fatto tanti altri scherzi
però una volta pure qua informandoci diciamo su internet ci hanno detto che per aiutare un amico nel primo appuntamento tu e un altro amico avete fatto tutta un'operazione
epico epico
ce la puoi raccontare
siamo andati vestiti da come si chiamano quelli che autista con la berretta ci siamo presentati all'appuntamento di questo nostro amico lui con la ragazza siamo arrivati tre in tre cioè lui più altri due noi siamo arrivati nei posti davanti poi abbiamo fatto gli autisti abbiamo cercato di rendere simpatica la situazione occhiale da sole vestiti di nero eravamo vestiti di autisti con il berretto quello d'autista un po' un po' novecentesco
però macchina
normale macchina era una polo ah vabbè credo la mia vecchia polo sì
quella era una gag dichiarata quella era una gag
dichiarata con il sorriso dal minuto zero no no quello fu molto bello però quindi
li abbiamo accompagnati poi effettivamente
li abbiamo accompagnati non li abbiamo aspettati ma siamo andati a riprenderli ah gli autisti abbiamo fatto
ok
era un modo secondo me per per creare se non per il ghiaccio da subito abbiamo aiutato l'amico
quindi se volevano appartarsi c'è stavate voi che facevate il tifo comunque
stavamo lì di fianco abbiamo oregliato e guardato no no no ci siamo allontanati
ah ok meno male
no sì fu divertente però una cosa più semplice questa è più più simpatica più da amico vero questa dai sostieni sostieni tuo fratello aiutali in questo modo
e ha funzionato cioè nel senso poi no
no no comunque l'appuntamento in sé secondo me è stato un gran colpo e anche lei non dimenticherà nessuno dimenticherà dei quattro però devo dirti mi ricordo che questa storia era non insomma non si portò avanti no però lì comunque le nostre responsabilità
sì sono finite sul primo appuntamento non è che poi tu puoi aprire la porta ma poi la strada la devi percorrere certo assolutamente e a che punto a che punto hai pensato se l'hai pensato ok per fare questa roba per fare la musica forse Bologna non va bene vado a Milano
mai ok non l'ho mai pensato sono andato a Milano in covid perché c'era casa libera della mia ex la famiglia è di Roma però stavano a Milano ma ho saputo che a Roma il covid lo facevano meglio se lo si poteva di più cioè in che senso si poteva e non lo so sono scesi tutti a Roma
ah beh perché in Lombardia forse aveva preso più era più tosto chissà
forse c'era Bergamo sì era più tosto su quindi la famiglia scende a Roma e la casa si svuota
e poi a Milano però ci sei
e a Milano ci sono rimasto perché io sono un bradipo cioè è molto difficile che tu mi tolga dal posto in cui sono poi è come se diventasse una sfida diventare un local hero a me piace tantissimo crearmi una comunità attorno il tipo adesso sono qua qui c'è un bar c'è un ristorante c'è un supermercato è un chiosco io devo diventare fratello di tutti questi dobbiamo creare subito un rapporto un legame quindi probabilmente stare lì nella via non potevo starci due giorni dovevo starci del tempo
per creare sudalizio e a una certa sono rimasto e sei riuscito a creare questo assolutamente
assolutamente
io tutti i miei amici della via
c'è un chiosco a Milano dove se passi ti fanno oh Pietro eccoti a Milano effettivamente
ho detto chiosco
infatti mi chiedevo a quale chiosco avessi in mente no no chiosco non c'è a Milano
c'è ci sono ma non ci sono non nella mia via c'è il mio bar c'è il supermercatino il ristorante
però abbiamo letto un'intervista mi pare su Billboard in cui dicevi che Milano l'hai anche sofferta molto per colpa tua non per colpa di Milano perché l'hai approcciata in un modo che forse non era quello giusto in che modo l'hai approcciata e come ti ha come ti ha fatto male oppure non bene Milano
io ho questa teoria che Milano è rovinata non è una mia teoria io lo vedo come un fatto la città di Milano è rovinata da tutti gli emigrati che vengono a Milano sanno che quella non è casa loro sanno che quello è il posto in cui realizzare i propri sogni e tornarsene a casa e quindi è come come sapere che quel posto può rimanere sporco perché tanto non sarà il tuo e quindi viene un po' sputtanata secondo me da tutti quelli che sono come me emigrati lì e l'ho vissuta un po' con questa con questo approccio qua nel tipo ah sta città di merda me ne andrò subito e questo secondo me non te la fa vivere bene non ti fa avere rispetto del luogo e di conseguenza di te stesso una volta che ho conosciuto un po' di gente di Milano dei vari quartieri e ho capito che Milano è esattamente come Bologna è esattamente come tutte le città d'Italia è un paesino che vive di quei gossip di quelle storie di quartiere di quelle robe semplici da città italiana ho iniziato ad avere un altro approccio nei confronti della città è che prima conoscevo solo i pugliesi o i romani o i bolognesi o i veneti gente che è lì per sfruttare il luogo e poi sa che eh mona casa mia è più bella eh no quell'approccio lì di dire tornerò a casa mia e lì avrò rispetto del luogo perché quello è il luogo che mi appartiene secondo me è un po' sputtanata da chi ci va sapendo che se ne può andare invece non è così Milano è una città italiana come tutte le altre
sì non è male a me pure piace Milano ma scusa questo non è anche il destino tanto di Bologna ti volevo anche chiedere questo infatti cioè Bologna è proprio la città universitaria d'Italia e c'è il mito che i fuorisede che sono cento milioni si fanno miliardi di amici ma non fanno mai amicizia con i bolognesi da bolognese tu facevi amicizia con i fuorisede non ho mai
visto un fuorisede beh allora
mai visto abbi pazienza
non c'è altro non con questi occhi non con questi due nel senso che non hai proprio mai contatto col fuorisede da bolognese e quindi sembra che non esistano nonostante magari frequenti lo stesso bar o comunque la stessa via perché Bologna non è che sia poi così tanto grande eppure non cioè proprio come se fosse a compartimenti stagni la città divisa in due chi è di Bologna vive con i bolognesi e chi è fuorisede vive con i fuorisede quindi molto difficile poi ho fatto tre esami di università a Bologna e lì ho conosciuto qualche fuorisede
e devo dirti
ci sta ok va bene tutto ok facciamo non è la stessa non è la stessa cosa secondo me
infatti cos'è che ti li rende cioè perché non si crea questo contatto secondo te tra bolognesi perché qual è il motivo per cui non ci si mescola
a me sembra che non ci sia apparente reale motivo è proprio come noi fantasmi per loro e loro fantasmi per noi io non è che non voglio
conoscere i fuorisede sì sì
mi viene difficile è strano è proprio a cerchi e sai non me lo sono mai chiesto devo togliermi la giacca
questo è il podcast dove si può togliere la giacca fa più caldo di quanto uno non pensi vedi uno dice vado a tintoria e fare a fresco
no signore sai che non non so dirtelo non so dirtelo ma è proprio divisa in due la città chissà chi lo sa forse non escono dagli studentati forse non lo so
forse vi riconoscete in qualche modo e vi evitate
e ci evitiamo
ci stiamo lontani Stefano tu quando hai fatto l'università a Roma
sì
frequentavi fuorisede eh sì sì sì sì
tu no
no però io ero già mezzo fuorisede cioè comunque sono arrivato qua che non cioè dall'Aquila poi i miei stavano qua però ero comunque mezzo fuorisede poi io non frequentavo proprio l'università quindi era complicato conoscere ho conosciuto sei persone la prima settimana e poi sono rimaste quelle sei per tutto quindi era pure difficile
no ma io boh sarà che facevo studi orientali quindi ero abituato a conoscere culture diverse
della mia
quindi boh sarà quello però sì
Stefano prego
che faccio faccio la voglio inaugurare quella rubrica
ah vai
vorrei inaugurare questa rubrica nuova e che diciamo parte da me e da Nere nel senso io sono figlio di una famiglia di conservatori di centro diciamo così invece Daniele è figlio di una famiglia di progressisti di sinistra diciamo quindi abbiamo siamo stati cresciuti in maniera diversa io potevo guardare io ero figlio del consumismo mangiavo tutte le merendine del mondo guardavo tutta la tv del mondo invece Daniele viveva come un recluso possiamo dire lui
no televisione non merendine
che mangiavi le carote
mangiavo le carote
capito
però infatti lui ha gli occhiali io ci vedo benissimo questo diciamolo
io ho i capelli
quella è la televisione se non guardi la televisione perdi i capelli quindi bisogna fare carote e televisione
carote e tv e tv quindi spaccarsi gli occhi ma recuperare con le carote esatto
quindi diciamo tu in che range ti poni cioè più verso questo lato o verso quel lato come educazione
ma mi percepisco molto nel mezzo
ti proibivano cose però non puoi vedere questa cosa io non
non potevo giocare ad assassin's creed
ah perché c'erano gli assassini
quando mio padre vide la parola assassin sul televisore
cos'è sta roba no ti hai detto no ma è storico persia
si studia salamanca
salamanca no
assassin's creed 1 se non sbaglio è tutto in persia era in persia l'unico che ho
provato a giocare
insomma sono durato poco appena mio padre l'ha visto ha scritto assassin però comunque potevo giocare alla playstation con dei limiti con dei limiti molto specifici
di tempo di tempo tipo quanto
secondo me non potevo superare l'ora al giorno vedi è un po' una via di mezzo tra non potere giocare e poter fare quello che si vuole
quando io e mio fratello eravamo bambini che era proprio una cosa che ogni tanto ancora diciamo ai miei quando eravamo proprio piccoli col super nintendo noi potevamo giocare esattamente un'ora al mese
madonna mia
ogni primo giorno del mese noi potevamo giocare al super nintendo per un'ora mezz'ora lui mezz'ora io
clic la sinistra vedi
poi mio fratello per un periodo ha fatto il programmatore di videogiochi cioè non ha funzionato benissimo quella cosa però
forse ha funzionato
non funzionato
troppo bene ha creato proprio lui poi dopo un po' alle medie
però all'inizio un'ora al mese un'ora al mese
è quasi peggio di non poter giocare mai
tosta finire super mario un'ora al mese
mezz'ora lui mezz'ora io è lunga come fai a giocare un'ora al mese è lunga sì sì
voglio un'ora e mezza però al giorno il limite era l'asco capito e invece tipo cibo cose così cioè tipo tu che merendine ti mangiavi
le gocciole
biscotti
merendine
sì
non sai che non sono forse sono io
che non ho dato problemi
su tutto questo aspetto nel senso che io non sono uno che andava a cercare le schifezze e quindi nessuno mi ha mai tirato indietro ma tu non puoi
ma lui però non ti sei sentito
assassin il tema era assassin
e cos'è
non andava bene
non l'hai recuperato neanche adesso che sei adulto oppure anche tu c'hai un po' di timore adesso
ho perso quello sprint quell'interesse quel viaggio lì
adesso ne hanno fatti 40 di Assassin's Creed
sono tantissimi diventati poi sarà tutto la stessa cosa
ormai non lo so pure io non l'ho perso di vista però chi si ammazzerà
mi ricordo che l'uno era in medio oriente il due era in Italia
capito pure in Italia ci stanno i nostri antenati
papà quelle monterigioni guardavo i miei nipoti che giocavano invece i miei nipoti giocavano a tutto
loro si perché
è un po' rosicavo che loro potessero giocare a tutto
io no
però ti dà anche la giusta garra la giusta voglia di comprarti la Playstation
certo direi ora faccio come voglio io non ti sei sentito limitato
sì sì no guarda è una bella no non mi sentivo limitato sì sentivo limitato ma e ho capito e ho capito avevano ragioni miei
ah
cioè gli davo le loro ragioni ho dato molto rispetto ai miei genitori ma come figure di crescita della crescita quello che dicevano loro era legge quindi sì il limite ma non è nemmeno il limite la legge è così che vuole il codice
certo e quindi facevi anche cioè facevi anche cose cioè non virtuali ma locali cioè come si dice analogiche cioè giocavi a palla facevi queste cose di una volta
giocavo molto a pallone e andavo a fumare nel bosco tantissimo già da piccolo
e quello andava bene comunque basta che c'era un assassino
basta che perché non ci sia scritto assassin sul muro certo e poi puoi assassinarti tu puoi autosabotarti
quello
no no no ovviamente era tutto di nascosto e scusa non è giusto che sia
posso attaccarci allora a una rubrica e adesso ancora vado a fumare nel bosco che rapporto hai se ce l'hai con la marijuana quando hai visto fumare intendevi erba o intendevi sigarette
no e le sigarette da più piccolino e poi e poi e poi ho un meraviglioso rapporto con con la shish oh che bello vedi col fumo bellissimo
e noti una correlazione tra uso della cannabis o comunque tra l'assunzione del THC e la creatività
penso che sia tutto un falso storico non credo a questa cosa qua non ci credo sicuramente alterare la propria persona può darti un altro punto di vista sulle cose ma non a lungo termine quindi sai presa una volta presa singolarmente e cos'è
sì
no non hanno capito no non non penso che ci sia una connessione diretta onestamente
non ti capita mai di scrivere dopo aver fumato
sì mi capita ma non penso che sia non siano che siano connesse le cose ok secondo me la creatività è connesse esclusivamente o comunque principalmente con il con l'uscire dalla zona di comfort e sperimentare cose nuove dello mettere la tua mente secondo me in condizione di vedere qualcosa di nuovo di diverso e non stagnare nella solita nella tua routine probabilmente il più grande nemico della creatività è la routine o almeno quello che ho sperimentato su di me quindi magari anche assumere una sostanza quella volta lì può anche essere quella cosa diversa però non non nell'uso certo dici se quello diventa routine la routine non ha nulla a che vedere con la creatività secondo me
sì quando il THC diventa una cosa a cui si è abituato
si ripete un po' troppo comunque queste rubriche sono stupende questa è la più la più longeva sì sì
no vai
vai prima tu forse c'hai quella l'avevo io
vai te
tu sei diciamo appunto hai un genitore famoso sì diciamo genitore uno essere famoso possiamo dire questa cosa qui immagino a casa tua avrei avuto cioè conosciuto tante persone anche quando eri piccolo avrei avuto tante persone che sono venute da te oppure in qualche modo in questa tra queste persone no non è mai venuto Berlusco
comunque io appartengo alla scuola Tinti e non alla la scuola Rapone
cioè
è la mia famiglia comunque è fortemente progressista e bolognese radicata
nella nella
nelle storie di sinistra quindi no no Berlusconi no ma una volta c'è stato Celentano a casa mia
ah che comunque
è vicino ad Arco
resta
e e non ho potuto pranzare con i miei genitori ma hanno tu mangi in camera no no ho stretto la mano ad Adriano Celentano certo
no che comunque è benissimo che tra l'altro viene ospite al podcast tra due settimane se non sbaglio
sarebbe bello
sarebbe bellissimo
e a me chi altro ti è capitato di questo anche di sinistra se vuoi
anche di sinistra Stefano ci rimane un po' male però puoi dire pure qualcuno
e anche di sinistra no beh conosciuto varie varie figure della sinistra e della destra ricordo bene di avere conosciuto Belen
ah
quella la ricordo in maniera lampante
lei al di sopra di destra e sinistra
lei oltre lei comunque è argentina se non sbaglio quindi progressista dai si tende a sperare sia di di di di
di
di di
di fino adesso è il paese più progressista si si si sono tutti quello quello
l'argentina fino a ieri purtroppo e fu un bellissimo ricordo fu un bel ricordo si di quelli stonanti
quanti anni quanti anni avevi quando hai conosciuto Belen eh dodici condici con l'età è tosta
formativo mio padre condusse Sanremo insieme a Belen e quindi venne Belen a casa fu speciale
e lei aveva detto va in camera tua
e ora no no e e altri
e altri anche però tutti diciamo che non vale la pena raccontare dopo Belen dopo Belen
Celentano Belen Celentano Belen vabbè è una buona doppietta sì sì
no no no devo dirti che mi ho rimossi gli altri no non ero Paolo Belli bello grande Paolo Belli lo ricordo sì no beh sicuramente ho avuto un rapporto precoce con tutto il mondo di Belen di Celentano
ma infatti posso chiederti allora essere figlio di Gianni Morandi è stata più un'opportunità o più una rottura di palle facendo questo facendo il lavoro che fai
beh senza dubbi un'opportunità senza dubbi alcuni nel senso che anche solo ricevere un gusto e una dei racconti sapere sapere la storia di qualcun altro così da vicino sicuramente è già di per sé un privilegio c'è anche la componente magari rottura di palle però anche sti cazzi c'è bisogna anche accettare che se volevo se non volevo la bicicletta certo non pedalavo invece io ho deciso di fare un lavoro che è strettamente legato anche a quello della mia famiglia quindi è ovvio che ti porti dietro una sorta di paragone che non può reggere in piedi o comunque quella costante rimanda a una storia che non è la tua e magari può essere ridondante però ragazzi quando sento dire da qualcuno il peso di ma voglio sentire anche il privilegio di però cioè non solo il peso di poi spesso è un titolo spesso ci fottono i giornalisti perché ne fanno un titolo e sembra quasi che tu hai detto solo
certo
mio padre mi ha fatto soffrire è un titolo se leggi l'intervista c'è tutta la magari c'è la verità se vai a fondo nelle cose poi si scopre il tutto è sicuramente più un'opportunità secondo me comunque anche solo per quello che ti ho detto io poi ho sempre i miei hanno scoperto che facevo musica quando sono diventato virale su internet quindi non li ho mai coinvolti in tutto ciò perché mi sarebbe piaciuto e mi piace distanziarmi in una maniera sana non non non dare i etto insomma però farmi i cavoli miei farmi il mio percorso ma è comunque innegabile che ci sono tante opportunità e occasioni quindi se uno le vuole sfruttare
e in questo senso com'è stato poi a Sanremo cantare insieme cioè mettere un po'
un punto su questa cosa no quella è stata una svolta per me è stata una un comunque è una grossa figura che ti anticipa cioè Gianni Morandi viene spesso è bello è bello ombroso sì quindi io magari quella cosa lì l'ho subita l'ho sofferta e e quindi una volta che ho avuto l'opportunità l'opportunità di arrivare su quel palco credo e spero con le mie forze sai che c'è questo è il momento per esorcizzare completamente quelle che sono le mie ombre ma come tutti i figli hanno nei confronti di un padre secondo me o comunque chi ha la fortuna di avere un padre anche una figura di riferimento c'è anche da edipicamente ucciderla e sconfiggerla e dire basta questa cosa io l'ho superata per me cantare con mio babbo è stato è stato questo comunque vado per dire va bene volete questo questo vado per dire posso fare anche questo ed essere pari rispetto a mio padre in questo per me è stata sicuramente la più bella cosa che ho fatto nella mia vita perché comunque cantare con proprio padre o comunque fare capito quello che è la tua passione fare di quello che è la tua passione un lavoro e condividerla con la tua famiglia è una roba importante bella
sì anche un momento in cui appunto è lui a essere ospite tuo cioè nel senso sei tu il cantante in gara e lui è quello che viene a fare la cosa è pure è pure un bel un bel momento mi ha sembrato visto da fuori e a parte quel momento Sanremo come te lo sei vissuto perché noi vivendolo da fuori da vicino come persone che stancano i cantanti in gara la vediamo come una cosa che per i cantanti sembra faticosissima per te com'è stato?
sì è molto dispendioso cioè effettivamente è bello sbatti fare quella settimana lì perché sei e sotto pressione per quello che è effettivamente quello che porti cioè la musica cioè tu dovresti preparare la tua vocalità e la tua performance al massimo perché il momento in cui canti lo vede potenzialmente un grosso spettro del paese di tutto sei esposto quindi sostanzialmente bisognerebbe mettere grande luce sulla musica e anche sulla preparazione musicale ma dalle nove del mattino alle nove di sera invece vai in giro a promuoverla e a parlare tra l'altro a sputtanarti la voce tra l'altro quindi è molto intenso è faticoso io sono sempre della filosofia hai voluto la bicicletta mo pedala cioè io sapeva cosa se andando incontro avrei potuto anche dire no io non presento il mio brano a Sanremo sapevo so che la macchina del del del sistema musicale vuole che tu promuova al massimo la tua musica e che tu ti spenda per questo quindi l'ho accettato l'ho accettato ogni tanto c'erano dei momenti in cui volevo spararmi però penso che sia più che normale e bisogna superarli non ci si può di certo lamentare
poi noi sappiamo no no è una risposta corretta sappiamo corretta o meno non lo so che a te piace ogni tanto andare al casino però quest'anno a Sanremo sul panno verde non te ci avevo mai visto
non mi hanno portato
non mi hanno portato no no no
voi avete frequentato?
noi abbiamo io ho vinto tu?
ma che cazzo vuoi? ognuno ha fatto il suo percorso cioè l'importante è che ci siamo divertiti io non mi sono divertito
è proprio il motto dell'importante è partecipare
comunque io sto a posto abbiamo parlato di Bologna abbiamo parlato di Milano tu sei andato anche a Londra
io ho vissuto un anno a Pimmelico si chiama la zona Vauxhall
e come è andata quanti anni avevi cosa facevi come ti è sembrata Londra?
mi ero appena diplomato con un diploma classico a Londra non combini nulla ma forse anche con un diploma meccanico in generale del diploma del liceo quindi sono andato a lavorare come ho fatto un po' di ne ho svolto un paio però principalmente ho lavorato in alimentari italiano perché una certa ero lì da solo ho detto devo trovarmi devo trovarmi qualcuno che mi riempa il cuore ho lavorato in un daily italiano
per
quel frangente lì l'ho fatto nove mesi mi sono trovato malissimo a Londra mi sono trovato molto male forse perché non ho scavallato la fase di adattamento e la città comunque è molto ostile a chi a chi ci va senza senza darle nulla cioè se tu vai lì a lavorare la città ti prende dalle nove di mattina fino alle nove di sera e poi ti butta in un bar la città eh lo va la città e ti fa ti fa un po' vivere in questo ciclo di di di insoddisfazione che però appunto insomma capita a tanti
quindi non è che
siamo insomma non l'ho vissuta bene
però hai retto un anno che comunque a 19 anni non sta scritto da nessuna parte che tu debba restare in un posto cioè ti sei fatto tutto
sì sì mi sono fatto il mio anno a lavorare cercando di mettere da parte dei soldi ma non ho messo da parte un centesimo sono tornato a casa e ho capito che studiare è un grande privilegio oltre che una può diventare anche una una buona responsabilità ma è soprattutto prima di tutto un grande privilegio quindi mi sono iscritto all'università e contemporaneamente la cosa del rapper è diventata una cosa seria e quindi ho mollato l'università perfetto percorso oggi una quantità di insegnamenti
ragazzi una puntata positiva però in realtà sì è una puntata positiva
in questo sì dai perché ho avuto la fortuna di fare della mia passione un lavoro e quindi assolutamente in questo c'è un tanto positivo diciamo che io a Londra ho vissuto molto male in tutti i sensi però mi ha dato grande stimolo a volere fare musica in italiano e quindi tornare in Italia e cercare di farlo qui per bene davvero
però lì musica non hai provato
io lì andavo in studio con dei ragazzi bella Aldo bella Ziz bella Regaz non vi vedo da tanti anni posso salutarli posso salutare mia madre ciao mamma ciao in realtà anche con loro facevamo musica però nessuno ci capiva perché parlavamo l'italiano esatto e andavamo in studi di inglesi insomma non parlanti italiano quindi non c'era un grosso feedback che non c'era un grosso spiraglio per la musica in italiano lì e io pensando in italiano perché poi secondo me una lingua la devi pensare pensando in italiano ho capito che dovevo tornare dovevo tornare in Italia se avessi voluto fare musica in italiano
e non avevi scavallato il momento in cui invece pensavi in inglese non l'hai fatto quella
mezzi e mezzi mezzi e mezzi avessi fatto un altro avessi fatto un altro almeno anno un altro comunque un po' di tempo lì probabilmente ci sarei arrivato
a pensare in inglese
ma la mia urgenza di voler fare musica in italiano era maggiore rispetto a
quindi niente
anche perché lì non mi sembrava che ci fosse grande interesse per il rap in italiano continuo a dire questa cosa comprensibilmente anche però sì effettivamente non c'era grosso sbocco e quindi quindi sono tornato ho deciso di tornare
io ho una curiosità legata a un tuo siamo quasi in chiusura legata a un tuo testo I'm going bananas bevendo succo dananas e gin succo dananas e gin è una cosa che bevi e che si beve o era un'esigenza
metrica di allitterazione secondo me viene cita alla lontana un grande brano di Snoop Dogg che è Gin & Juice certo salutiamo Snoop Dogg che viene
a Tintoria a settembre alla voltata 304
ho sentito anch'io perché gli devo portare le cose qua
certo qualcuno deve pur farlo
cito Snoop Dogg e lì bananas fanno un bel gioco di alliterazioni
va bene
però forse una volta ho bevuto il gin col succo niente di speciale si ok va bene
perché tutte le volte lo sento penso magari a Bologna c'è un giro di succo dananas e gin che si chiama
c'era un giro di uno che faceva vodka e succo allace buonissimo vodka e succo allace delle bottiglie d'acqua di vetro sorgiva che evidentemente lui aveva magari ce l'aveva il padre e questo andava in giro smerciava
che è l'evoluzione dello screwdriver però invece che con il succo allace con l'ace
con l'ace quindi hai la sensazione
ti faccia bene sei in serata e dici questo mi dispiace
hai la sensazione di star bevendo il succo allace e poi sei ubriaco e poi sei men che non si dica sei ubriaco
non ci sono effetti negativi quindi dici in bocca al lupo a tutti certo giocate responsabilmente assolutamente la cosa più importante è la responsabilità Stefano
chiede l'ultima sì un'ultima cosa no tu anche in una canzone che si chiama ricca e morti sì quindi volevo chiederti che ti stai a vedere in questo periodo cioè che guardi serie cartoni stai in fissa con queste cose
ho provato a guardare una serie animata Netflix nuova ma non mi ha preso no guarda ho passato l'anno scorso a adulare e contemplare i soprano
bellissimo
pure che me la sovvisa l'anno scorso
bellissimo è stato un'esperienza un'esperienza perfetta consiglio sì sì
serie molto più bella del mondo possiamo dirlo
e quindi sì probabilmente la serie è numero uno ha battuto anche quella che era la mia serie preferita di quel comunque mondo lì che è Better Call Saul sì io ho trovato molto più figa di Breaking Bad
forse sì
meno che Fanger
sì sì
ma come arrivi alla quarta e alla quinta stagione secondo me e si vede che loro l'hanno fatta dopo Breaking Bad scrivendo un po' come gli pareva cioè facendo proprio quello che gli piaceva forse ancora di più che con Walter White e poi dopo Soprano ho detto vabbè allora bisogna riprendersi quella stagione lì Lost The Wire perché comunque le serie culto degli anni 2000 tu non l'hai vissuto
perché eri giustamente eri piccolo eri più giovane infatti
sì è del 99 la prima stagione di Soprano
io no no dico anche Lost Lost in realtà
l'avevo già vista ma l'ho recuperata Lost l'avevo vista e come è stato
a rivedere perché io Lost ho visto mi sa le prime tre stagioni poi mi sono fermato come è rivederlo da adulto
meno divampante meno mi ha attaccato di meno alla televisione ma forse perché avevo appena vissi Soprano
no ma anche se no è perché Lost andava visto mentre era cioè mentre veniva fatto in quegli anni perché non sapevi come andava a fare
andava visto su Rai 2 quando usciva no no
l'avevo visto anche in inglese scaricato però no nel senso legalmente
certo certo certo certo certo famoso modo che si scaricava legalmente nel 2005 vabbè
ormai è andato in prescrizione no poi era figo perché la cosa era il mistero che tu diciamo questa serie innovativa non si sa che successe ma anche loro sapevano quello che invece adesso che si sa più o meno c'è meno mistero perché dice vabbè comunque è conclusa sappiamo che c'è una conclusione
vero vero però comunque perché loro l'hanno scritta in corso è una di quelle serie scritte settimana per settimana proprio da
non so se settimana
molto probabile
magari stagione per stagione non lo so però si vedeva chiaramente che non sapevano dove stessero andando a parare a un certo punto
però hanno veramente ha dei colpi interessanti si si
ha rivoluzionato tutto
devo dirti i soprano invece vent'anni dopo sono ancora spaziali pure The Wire anche The Wire mi è piaciuto molto però sono ancora sono ancora fermo non mi sono fermato alla terza stagione quindi perché The Wire ogni stagione
cambia tantissimo
i personaggi sono quelli
ma cambia cambia tutto quanto cambia pure la sigla cioè la stessa canzone però con con un stile diverso bella The Wire veditela se capita
hanno regalato un pupazzo di Tony Soprano bellissimo ah si grazie dove?
non ha
no no è arrivato l'ha stampato il stampante 3D però questo ragazzo l'ha colorato però in maniera realistica è bellissimo
che sta facendo
Tony Soprano? lui che sta saluto così con il sigaro tranquillo
e personaggio preferito di Soprano?
Silvio Dante
siamo in due Silvio Dante integerrimo che non ha mai sbagliato niente Silvio
no infatti come tutti Silvio
e come tutti Dante
esatto
solo i Silvio
come tutti Silvio lui è spettacolare fortissimo mi faceva troppo ridere che poi lui è un cantante già chitarrista
lui è della band di Bruce Pristing
non sbaglio lui anzi
è prima musicista prima musicista Steven Van Zandt prima chitarrista non so se bassista o chitarrista non mi ricordo
e poi per caso personaggio iconico lui se vai a vedere che cosa ha fatto
non ha tantissima storia cinematografica ha fatto poche robe
ha fatto quello e ha fatto come si chiama la serie ambientata tipo in Norvegia dove va sempre
dove lui è protagonista
si e fa sempre il mafioso che viene rilocato in non mi ricordo il nome adesso di questa non l'ho visto è il nome della città vabbè proprio non mi viene in mente
quindi lui cioè lui suonava con Springsteen ho capito bene lui suonava con Springsteen pensa te
Springsteen non Springsteen Springsteen comunque Bruce diciamo quello là Bruce certo The Boss Bruce The Gotham si si proprio lui e il tuo personaggio per vedere dei soprano?
Chris Moltisanti
ci sta però il suo si sta ci sta
perché perché sì
perché è totale ha questa ambizione anche creativa interessante
lui forse è il mio preferito
a te ti piace Gohan in Dragon Ball lui è effettivamente lui è Gohan è un po' il Gohan sì un po' Gohan
bene
anche Poli figo però
Poli per me anche Corrado Corrado Junior Uncle Junior certo
sono tutti fighi
sì
non ci sono anche quelli che all'inizio partono un po' scrauti che secondo me sono i figli poi pure i figli hanno un bel un bel largo
io di Meadow sono fan
fan per non dire innamorato innamoratissimo sai che adesso l'attrice che faceva Meadow e l'attore che faceva hanno un podcast insieme tutti i giorni tutte le settimane hanno un podcast insieme li salutiamo c'hanno un podcast insieme
ma non si sobrano
su quello che gli pare parlano di tutto e di più raccontano dell'epoca perché poi lui ha una vita lui essendo stato teen star ha avuto un periodo di droga tremendo per cui tipo a 19 anni ha deciso io smetto con la cocaina perché aveva fatto troppo e però ha scoperto l'MDMA e si è detto beh questa non è cocaina e quindi poi ha avuto un periodo del MDMA molto divertente poi gli americani quando raccontano raccontano
tra l'altro lui dice di avere fatto tantissime stagioni sotto effetto
sì lui stava male
sempre fattissimo
come si suol dire stava male
stava male stava male davvero
e questo forse è il messaggio con cui con cui andiamo chiudere la puntata lui si drogava e stava male
lui sì
noi
noi per fortuna è vero io so che anche Tinti stava male è acquittato la mollata sì ho mollato l'erba perché stavo male
questo è l'altro messaggio se la droga vi fa male smettete come se fosse facile capito a San Padrignano questo dicevano
beh ragazzi
se vi fa male se vi fa male smettete è anche ora finché fa ridere si continua quando basta basta
si vede che non ti stai divertendo più basta
non ride più nessuno e forse su questo messaggio vi chiedo un altro applauso per 13 Pietro grazie rega se vi fa fatelo anche a Stefano Raponi fate un applauso a Asienda a The Comedy Club fate un applauso a voi che siete veramente tantissimi questa sera e quindi un altro applauso all'ospite di questa puntata grazie rega ciao a tutti ciao a tutti ci vediamo alla prossima puntata ciao
Ciao.