Non ti so rispondere, Stefano.
Comico.
Una volta non chiedevi solo come stai e poi andavi al bagno? No, adesso si mette a fare domande esistenziali.
Invece quelli con cui non vorresti lavorare.
Eh, Stefano Rapone, prego. Continua.
Buonasera a tutte e buonasera a tutti. Benvenuti a una nuova puntata di Tintoria. Applauso. Vamonos. Qui con me un ragazzo comunque sia a dir poco piacente, Stefano Rapone. Stefano, mi parli dei tuoi calzettoni?
Sono i calzini di Pempenno.
Non serve aggiungere altro.
Pinguino.
Pinguino, si. Beh, dammi, dimmi, dammi qualsiasi altra cosa.
Il pinguino di Evangelion.
Il pinguino di Evangelion.
Il pinguino. Ehi.
Poi guardo io di Hong Kong, buh, e vabbè.
Vabbè. Carino.
Carino. Non carino quanto te. Che maglietta c'hai invece?
Sumo.
Sumo?
Sì. Ce l'ho già avuta in altre occasioni.
Ce l'hai già avuta? Sì, sì. Mi stai dando tanto stasera.
Certo. Tu che dici? Come va?
Adesso vorrei fare una puntata dove mi rispondi te. Bene.
Eh.
Finita la puntata.
È finita la puntata. Capisci adesso cosa...
La musana. Cosa si prova. Certo.
Vabbè, è carnevale.
È carnevale?
È martedì grasso oggi. Ah. È martedì grasso. È martedì grasso.
Oggi che registriamo. Questo andrà in onda.
Sì, sì. No, questo andrà in onda a Pasqua. Sì, esatto. Però è carnevale. Ti piace il carnevale? È una bella...
Sì, sì. È una bella festa carina.
Ti mascheri?
Eh, mi sono mascherato tanti anni da...
Da che ti mascheri? Da che ti mascheravi?
Da Paperino.
E com'è?
Com'è il costume da Paperino? È il capello da marinaio. Eh. La maglietta da marinaio. E basta.
Ah.
E poi...
Dove ci andavi vestito così? Scusa.
Eh, a scuola.
Ah, da bambino andavi così a scuola?
No, di recente. Andavo a scuola così con...
Vestito da... Con solo la maglietta.
Come mamma mi ha fatto, sì. Andavo a cercare i miei nipoti. Sono i miei... Sì.
Così andavi davanti alle scuole?
Sì, non ho nipoti, però era così.
Ah, certo.
Dove sono? Qui qua, qua. Mi cercavo. Tu ti mascheravi?
Sì, io da Daffy Duck.
Ah, quindi tu completamente...
Esatto, esatto. Però era perché bisognava dipingersi di nero e quindi non lo potevo fare perché sono a blackface. Però, diciamo, facevo comunque il becco arancione. Però, vabbè, quello è un travestimento mio.
È una metafora per dire qualcos'altro. Sì, sì. Certo.
Ehm... Carnevale quest'anno, tra l'altro, hai visto Greve? È successa quella cosa brutta, non so se hai seguito.
No, che è successo?
E ci stanno due tizi che si sono travestiti da noi. Un ragazzo e una ragazza.
Da noi?
Da noi, da me e da te. Travestimento perfetto, devo dire, incredibile. Se non che poi sono andati a commettere crimini. Ah, vestiti da noi. Non hai seguito? No. Sì, hanno rubato una macchina. C'è il video di me e te, che sono questi due, che rubiamo una macchina.
Ah, meno male che un alibi era davanti alle scuole. Per fortuna.
Per fortuna. C'hai un sacco di testimoni, ragazzi, non vogliono loro i testimoniare.
Sì, sì, era lui. Certo.
E poi no, ma con la macchina sono andati, sempre vestiti da noi, e hanno rapinato un tizio che si era travestito da Gianluca Gazzoli.
Ah.
Ti giuro. È stato bruttissimo. Cioè, cosa...
Forse hanno fatto bene.
No, no, no.
Assolutamente no.
E poi con i soldi che hanno preso al tizio travestito da Gianluca Gazzoli ci hanno comprato delle mazze e ci sono andati a menare due tizi, travestiti da Decore Podcast. Ah. Gonfiati di botte. Stavano là a menare e hanno detto, Madonna, ma che travestimento realistico, dici, sei fatto pure la cicatrice come Danilo. E viene fuori che era proprio Danilo, invece. Cioè, era uno travestito... Danilo era Danilo. Mi dispiace. Uno era travestito da Alessandro, l'altro era proprio Danilo. Quindi salutiamo Danilo. Non siamo stati noi. Tutti quelli che sono stati menati, ecco, sappiate che non siamo stati noi. Noi che potremmo menare nessuno. Cioè, noi in realtà possiamo menare giusto tazza di caffè, andiamo da campagna e folla.
Bum, bum, bum. Sì, che allora li meniamo.
Eh, sì, sì. Se andiamo da svergognate le prendiamo, sicuro. Sì, sì, c'è meno.
100% c'è meno. C'è meno.
E quindi, capito? Hanno fatto l'intervista, l'ho scoperto, hanno fatto l'intervista al telegiornale a quello travestito da Gazzoli.
Ah, e che ha detto?
E hanno detto, vabbè, quindi adesso come fai? Hanno portato via tutto. E lui dice, no, sì, io prima, fino a pochissimo tempo fa, sarei stato disperato perché non ero assicurato. Perché le assicurazioni io me le vivevo come questo momento di crisi, come tutti gli italiani. Le assicurazioni prima per me erano un momento di confusione, di rassegnazione, anche di frustrazione. Mi dava fastidio dover pagare per una cosa che mi sembrava di non usare mai. E quindi alla fine finivo col pagare a cuor leggero, senza confrontare le polizze. E il giornalista ha detto, beh, io le avevo solo chiesto come faceva, come mai è così appassionato. No, mi lasci finire, ha detto. E quindi poi ho scoperto Facile.it. E ho scoperto che su Facile.it posso confrontare le polizze e capire qual è l'assicurazione giusta per me. E quindi mi sono assicurato, grazie a Facile.it, la mia vita è cambiata. Quindi adesso in realtà non ho nessun tipo di problema per questa cosa che mi hanno fatto Tinti e Rapone. Perché lui pensava ancora che fossimo tu e io.
Questo ha detto il tizio.
Il fake Gazzoli ha detto che eravamo stati io e te. E poi ha detto addirittura, talmente l'ha preso all'entusiasmo, andate su Facile.it, confrontate le polizze e abbiate una vita migliore. Così ha detto. Al telegiornale.
Cioè ci ha rubato pure la cosa dello sponsor.
Eh, che lo dobbiamo di noi adesso. Invece l'ha detto lui al telegiornale. È stranissimo.
Non la menai allora.
Addirittura? Addirittura.
Anzi andiamo a menare pure noi.
E come facciamo? Ma noi a chi meniamo?
È molto facile. Per menare a questa persona basta un cric. Perfetto. E anche questa abbiamo fatto.
Ma non è certo grazie ai finti podcaster se siamo arrivati a fare tutte queste puntate.
Certo. Neanche grazie alla violenza.
Non è grazie alla violenza se siamo arrivati a fare tutte queste puntate. Deve essere grazie agli ospiti straordinari che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta. Quindi senso ulteriori indugi. Vi presento l'ospite di questa puntata, signore e signori, solo per voi, Tommaso Faoro.
Grazie.
Anche a manco.
Anche meno. Buonasera. Buonasera. Buonasera Tommaso, che bello averti qui. Ben tornato a Tintoria. È la terza volta che sei a Tintoria. La seconda dal vivo. Te l'hai fatto una volta da remoto, una volta con Guia e adesso...
Live solo. Live solo. Incredibile. Te la sentite?
Noi ce la sentiamo. Oggi con Stefano dicevamo una cosa quando preparavamo la puntata.
Dicevamo? Siamo finiti.
Chi è morto?
Non chiamare mai.
No, perché a Tintoria ci si viene due volte. Quando la carriera va su... E quando la carriera va giù.
E perché io sono venuto tre volte e non ho una carriera? Perché a un certo punto la tua carriera era stagnante, ma adesso l'ha bisso. Comunque mi muovo.
Comunque mi muovo. No, non è morto nessuno. Ti volevamo fare da un sacco di tempo e abbiamo detto, beh, quale occasione migliore di quel buco che abbiamo martedì. No, a parte tutto... No, gli amici comici quando possiamo li facciamo.
Nei buchi, certo.
Amici o nemici, certo. Colleghi anche, adesso podcaster insieme a Daniele Fabri. Parli di sì, parli di sì. Comici che consigliano cose. C, C, C, C. A una lettera di distanza da un bellissimo nome.
Da un bellissimo sogno. Da un bellissimo sogno. Certo.
Stefano, mi sa se hai preparato una domanda per te?
Sì. Vai. Come stai?
Oggi...
Malino. Malino oggi non è stata una gran giornata.
Che è successo?
Mi sono lasciato.
No.
Cazzo. Oggi. Sì. Con la mia nutrizionista. Ah. Da merda. Non andavano bene le cose. Ci siamo presi una pausa. Scusa. Ci siamo presi... Chi ha lasciato chi?
Esatto, perché se l'hai lasciata tu, ok, se t'ha lasciato lei, amare.
Allora, comunque lei non era contenta. Perché non era contenta. Cioè, nel senso, l'ho vista sollevata. Cioè, l'ho lasciata io, ma l'ho vista tanto sollevata. Nel senso, non era un caso facile.
Ok. Perché non era un caso facile.
Però non è stato facile neanche lasciare... Insomma, ci sono state lacrime, ci sono state... Insomma, non è stato un bel momento.
Ma nutrizionista su Roma, se posso usare...
Su Roma.
Ah, quindi proprio in presenza. In presenza. Eh, sì. In presenza.
Sì, è stata una roba brutta.
Ma perché la nutrizionista che fa? Ti misura pure la pressione e fa...
Allora, questa io non ho capito. Cazzo. Allora, io non so se c'è altra gente che vada a questi specialisti. Intanto io non ho capito una roba sui nutrizionisti. Questa c'ha il cazzo. Voi siete mai andati... C'ha il cazzo? C'ha il...
Non c'è niente di male, però hai usato... Certo. A alla fine.
Potrebbe essere qualunque cosa.
Ci mancherebbe altro, però mi chiedevo...
C'ha il camice. Ah. C'ha il cam... Il livello è sempre questo. Io non vi ascolto da un po'.
Sei stato tu a dire c'ha il cazzo. Ok.
No, eh... C'ha il camice. Ah. Cosa serve il camice della nutrizionista?
Cioè, di cosa ha paura di sporcarsi?
Di, di, di... Di Nutella, di... No, non... Non lo so. Io quel... Tutto ciò che... Tutto l'unto che tocco lo ingerisco. Cioè, non sono unto io. Non, non... E poi le mani addosso di base non dovrebbe mettermele. Cioè, nel senso, chiedimi cosa ho mangiato. Io ti mento. E morta lì. E via. Ti mento. Ti pago. Buona giornata. E arrivederci, sì. Questa grande illusione. No, c'ha il camice. E no, e poi fa un'altra roba. Mi mette.
Forse non è...
Ti mette il ca... No. Mi mette gli elettrodi.
Gli elettrodi.
Te lo giuro. No, no. Sul piede destro. Te lo giuro. No, io non ho capito. Infatti a me è venuto anche il sospetto. Non è che magari il medico di base mi ha raccontato che questa è una nutrizionista. È un'altra specialista per altri problemi evidenti che ho. Diciamo cranici. Questa fa delle misurazioni per cercare di capire qual è il morbo che mi affligge. E a me mi raccontano. No, tranquillo, è per la pancia. Sì, sì. Può essere anche quello.
Ti mette gli elettrodi solo sul piede destro?
No, allora mi mette gli elettrodi in varie zone del corpo. Mi metteva perché adesso il rapporto è finito. E... Mette gli el... Anche qui. Però ti perdi i colpi perché in varie parti del corpo potevi inserire.
Però pensavo poi ero troppo, capito? Cioè basta. Il ca, il cuse, poi dicevo eh. Poi diventavo... Rischiavo di diventare volgare e non vorrei mai.
No, comunque mi mette... Dove cazzo mi mette? Sì, polso, braccio. Roba esposta insomma. Ok. E poi c'è questa fissa del piede destro. Non so che cos'è. È un fetish parziale. Non lo so, non...
Ma per fare... Cioè che costa la misura del piede?
L'esame è impedenziometrico. Non so cos'è perché usa queste parole. Non so cosa vuol dire. Poi ogni volta il peso è sempre uguale. Il suo. Poi me lo misuro a casa io. Cambiano di 5 chili, 4 chili.
Io non l'ho capito.
Io le voglio bene, le rispetto e stimo. È una grande professionista. Però... Sono anche contento che sia finito. No, è... Ma quante volte sei...
Però stai bene, cioè nel senso... No, ma ho fatto un gran lavoro. Ho fatto un gran lavoro in realtà. C'è pure un bel colore, non so come dire. È febbraio e hai un bel colore. Quella è l'ipertensione.
Ah, vabbè. Sì, sì, sì.
Ognuno ha i suoi trucchetti del...
No, io ho scoperto che sono bravissimo a... No, bravissimo no. Ma una serie di cambiamenti fisici in positivo mi avvengono, mio malgrado, o per cose negative. Ti faccio un esempio. C'ho un po' di barbetta che un tempo non avevo.
Super barbetta, complimenti.
Una simpatica barbetta. Tutti... No, tutti no. Un paio di persone mi hanno detto ah, ti sta bene. Io non sapevo di averla e mi è venuta semplicemente perché ho rotto il rasoio. Sono dimagrito per un periodo, sì, in parte per la nutrizionista, ma anche principalmente per stress. Tutti mi dicono che il colorito che hai è l'ipertensione. Quindi non lo so.
Però aggiungo anche che c'hai un occhialetto niente male. C'è una montatura importante.
Certo, sono un chubby Jeffrey Dahmer, certo. Sì, sì, sì. Sempre detto.
Che è il sogno erotico di tutti noi. Tutti me, però. Che sogno erotico hai. E intanto... S.P.M. mette in tasca il suo complimento.
Ma scusa, da quanto è che sei stato con questa nutrizionista? Quanto è durata il vostro rapporto?
Poi man mano che parlo penso che questa persona esiste davvero. La rispetto, il stimo e la saluto. La salutiamo, certo.
E tanto no. Diciamo anche il nome e il cognome.
Potrebbe essere una pessima idea, professore. Da ottobre. Da ottobre. Ora siamo... Sì, sì. Questa cosa esce da giusto nel 2028. Però vabbè, sono più o meno, sì, ma non penso che sia trattatissimo, però,
neanche la settimana prossima, diciamo.
Quindi sì, sono tre o quattro mesi, insomma. Sì, quattro mesi. No, devo dire... Ha fatto un buon lavoro. All'inizio, poi c'è stata un po' di stagnazione, ma in realtà lei non fa... Cioè, nel senso... Lei mi dice cosa devo mangiare, io mangio altre cose, e poi il giorno prima, la settimana prima della visita, non mangio, così sembra.
Ah, certo, è così. Quindi è colpa tua, come stai dicendo.
Ma tutto ciò che mi ha storto nella vita mia è colpa mia. Non mi permetterei mai di raccontarvi.
E sei tu che hai deciso di interrompere il rapporto?
Sì, scherzi a parte, sì.
Perché è difficile che una professionista venga pagata di... No, no.
Infatti, disperato... L'unica donna in vita mia che mi ha supplicato di restare. Però, scherzi a parte, questa cosa è venuta dopo, vabbè, un mese turbolento dal punto di vista alimentare, ma tre, quattro giorni in particolare... Io c'ho il problema, che immagino abbiate anche voi, da comici di ben altro livello che giustamente girano il paese, eccetera. Appunto, giriamo il paese, è il paese dove meglio si mangia, è questo paese, è questo mondo, e ci sono primizie che vanno provate. Sì, sono d'accordo. Ci sono primizie che vanno provate. Io sono stato... Ho fatto un giro... Strano, sono stato a Mestre, vabbè, casa mia, Venezia, Treviso... Mantua, Milano. E adesso sono qua. Questo negli ultimi tre, quattro giorni. Ok. E ho dovuto provare primizie di tutti i posti.
Partiamo da Mestre... Allora, Mestre, Venezia...
E sento casa. C'è stata una quantità vergognosa di tramezzini coinvolti.
Ah, certo.
Comunque sono un prodotto tipico.
Buonissimi. Buonissimi. Però sottolineiamo di nuovo che qua a Roma non li sanno fare.
Qua a Roma non li sanno fare, perché quelle sono mattonelle, cioè nel senso, non è che più largo è, più buono è. No, il tramezzino vive del suo ripieno, quindi che il pane sia alto così, come sto compensato qua, me ne faccio poco. Però vi rispetto, siete una grande città. Vi rispetto e stimo, come se fosse una città normale.
Quali sono i top tre tramezzini?
Come ripieno, dici? Ma non è tanto il ripieno, perché alla fine, cioè che ne so, un tonno di cipolline, fatto, tra virgolette, alla mestrina, cioè il tramezzino sgionfo, quello con la pancia, e poi c'è tutta una tecnica per far stare il ripieno dentro al pane, sculacciandolo col coltello, è anche una roba erotica. Se tu fai lo stesso ripieno sul tramezzino romano, quello, quello ha incefalogramma piatto, e non è la stessa roba. Quindi io ti posso anche dire i ripieni, però a me piace molto il tonno di cipolline, il, non lo so, il cotto ai carciofini, però sì, il ripieno, il punto è avere una buona maionese fatta in casa, e usare il pane giusto, che deve essere un pane morbido, possibilmente ammolato col panno, si vede che vado da nutrizionista, sì, sì, vai, vai, vai. Di maionese a nastro. Io, Dio santo, spero questa donna non veda mai sta roba. Il pane e il tramezzino, come si ammolla?
Come si ammolla?
Con un panno ammolato a sua volta nel latte, che gli viene posto sopra, e poi si ammolla. Però tu non devi ammollare il pane, perché sennò viene troppo morbido, quindi fai un, capito, c'è un secondo grado di separazione tra il latte e il pane. È un'arte, è una scienza che qui non è.
Sì, a me piacciono anche quelli con la porchetta, perché anche la porchetta a treviso è diversa da la porchetta nostra.
Ma scusa, ma come hai avuto in mente di prendere un panno, immergerlo nel latte,
e poi lo metti sopra, così trattiene l'umidità dentro e li lascia morbidi. Guarda che poi quando li mangi
sono tanto più morbidi. Non so, era una critica. L'idea come viene. Come nasce.
Allora, maestri, c'è una roba che si chiama disoccupazione. C'è anche una roba che si chiama eroina. Insomma, le due cose assieme portano a queste grandi invenzioni. Quindi questo, Venezia maestre, Tramezzini, poi il compleanno di mia zia, che saluto rispetto a Stimo, siamo andati in un ristorante nel Trevisiano, menù di, mi pare, 5-6 portate, tutto a tema radicchio, che uno dice, è una verdura...
Ma il radicchio di Treviso...
Treviso è una roba che... che merita stima e rispetto.
Però... Come Roma, diciamo. Ma no, no, no, qui ero sincero, qui ero sincero. Sul radicchio dico davvero.
No, però c'è da dire una roba, è anche una scusa, nel senso, ok, radicchio, uno dice... ha quindi un menù a base di verdure. Il radicchio stava lì, ci metteva del viola, ci metteva dell'amaro ogni tanto, ogni tanto non ci metteva manco quello, però quando fai un... capito, un risotto con 8 tipi di asiago dentro, e poi c'è del radicchio, quello non è un risotto al radicchio, il radicchio fa la comparsa, cioè nel senso, è un ruolo secondario, fa colore, fa simpatia, lo carezzi, gli stringi la mano, basta, poi ti concentri sugli asiaghi, ed è a loro che dai la botta. Vabbè, comunque,
questo stai provando il monologo da fare alla nutrizionista, ti concentri sugli asiaghi, ed è a loro che devi portare rispetto.
Io una volta alla nutrizionista ho dovuto spiegare che cos'è uno stracotto di musso.
Ah, certo.
Che non c'entra con il musso, quello, insomma, l'asino.
Sì, bravo, bravo. Eh beh, sai che...
Ah, giusto, tu sei... La fidanzata veneta. Previgiano di adozione. Esatto. Sì, perché una volta il mio primo pasto libero... di... appunto, quando avevo cominciato la dieta con questa nutrizionista, è stato... non è stato un pasto, è stata una sagra. Sì, è stato un pasto. Eh. E anche il secondo in realtà. E' stato un pasto. C'è un problema con le sagre, ragazzi. Perché poi le sagre in giro per l'Italia si fanno per lo più d'estate, no? In Veneto sempre. In Veneto c'è sempre una sagra e... e quella volta sì, c'era una sagra sui Colli Uganei e tra le varie portate anche lì c'era un doppio pasticcio, porcini radicchio, il pasticcio da noi sarebbe la lasagna, bianca, e poi uno stracotto di muso con la polenta. E lei mi ha detto, ma non ha senso perché va in infighi sei giorni. E io ho detto... fai silenzio.
Sì.
Però giustamente il giorno libero fai come ti pare, non funziona così.
Sì, però in realtà no. Perché comunque c'è una cosa che si chiama deficit calorico, se lo vai a sfondare settimanalmente... Io sono credibile con sta faccia rosso di ipertensione che parlo di deficit calorico. Penso di no.
Se il settimo giorno assumi 20.000 calorie è inutile che... Sì, ma... Cioè...
Quella volta non me le ha contate ma mi ha fatto capire che più o meno eravamo lì. E... Mantova. Mantova. Mantova è stata una bella esperienza. Ho scoperto una roba pazzesca, è il luccio in salsa. Ah. Il luccio in salsa devo... Tra l'altro... voglio fare un piccolo shout out a dei colleghi vostri, i colleghi del podcast DOI. Certo, salutiamo gli amici di DOI. Rispettiamo e stimiamo perché sono stato ospite anche loro e mi hanno portato... Loro che tanto parlano male della cucina italiana però ci tengono la cucina mantovana, capito? Mi hanno portato in un signor ristorante locale, ho provato delle robe... Il luccio. Il luccio in salsa, una roba fuori dalla grazia di Dio. Ho notato che fanno dei bei piatti, sugosi, senza metterci il pomodoro, non so come dire. Quindi... Una bella cucina che rispetto a Stimo anche lei.
Ma è difficile da mangiare il luccio?
No. L'avevano spinato. L'avevano... Ok. Non ti portano un luccio e la salsa, poi fai...
No, no, no.
Lo preparano.
No, no. No, era... Tu immaginati già sfilettato... Ci fai il ristorante, sì.
Sì, io però ho un problema con le cose che sono difficili da mangiare. Tipo il pollo. Cioè se mi dai un pollo intero... Il pollo, cioè scusa...
Io ti conosco da tanti anni. Passo il testo in vai. E tu, come esempio di cosa difficile da mangiare, tu presenti il pollo.
Sembra un pollo intero.
Letteralmente la cosa più facile da mangiare. No, no.
Perché il polpetto di pollo lo tagli e te lo mangi. Un pollo intero ha tutte le ossa.
Lo tagli e te lo mangi.
No, devi scorticare tutte le ossa. Devi scambiare...
Ma è facilissimo. Poi prendi l'osso e fai...
Eh beh, che sei un barbaro, scusa. Io ho una forchetta...
Ma è facilissimo. Il pollo è tutto là. Cioè non c'è niente...
No, poi rimane tutta quella cosa. Tutte sporchi.
Quella cosa...
Ma il pollo...
Che polli... Le ossa.
Ma è normale. Ma se non ne avesse sarebbe un problema. Sarebbe un pollo disabile, nato con un grosso deficit genetico, sarebbe anche brutto accanirsi, Poiretto.
Vabbè, sarebbe anche un atto di pietà a quel punto.
Tu dici il pollo senza ossa. Tu dici... Sarebbe vegano mangiare solo animali disabili e eutanizzati. Ah! Sì, è vero. Quella è l'idea, oh.
Forse sì.
Forse sì. Pensiamoci.
Oltre il veganesimo, avere pietà di animali malati...
Sì, però poi ti ammali tu magari. No, perché... Magari, così chiudi il cerchio. Però io a mangiare animali sani mi stavo ammalando uguale, quindi forse siamo lì.
Sì, ormai è finita. Pochi anni poi dobbiamo arrenderci e diventare tutti vegani. Alla fine hanno ragione loro. Sì che io in parte lo penso. Eh, ma sì, ma certo.
E che non sono in grado. Cioè ti ho legato otto animali che ho ucciso durante questo weekend. Però... Però...
Io penso, se poi diventiamo tutti vegani tra una generazione, cioè quando i nostri figli, i nipoti vedranno Masterchef, sarebbe come vedere l'olocausto. Secondo voi.
Ni, nel senso che comunque sono animali e non persone. Questo credo sia un grosso gap.
No, certo, però se tu dici... Se tu dici che quella era... Cioè cambia il concetto di vita, non...
No, certo, non penseranno... Però penseranno... Nonno, ma te mangiavi bestie ammazzate? Dicevo sì, sì, non vedevo l'ora.
Eh...
E loro dicono, no, fai schifo. Fai schifo, certo. Oppure te adesso dicevi, nonno, ma te sulle montagne a sparare partigiani. E lui ti diceva sì, sì, non vedevo l'ora. Eh...
Eh, adesso è schifo.
Esatto, piano piano le generazioni migliorano. Non è che dobbiamo tutti fare come i nostri nonni.
Non lo siamo.
Sono sicuro di dire le mie generazioni migliorano quando la persona più giovane su questo palco è ridotta così, sì.
Però tu sei, da un punto di vista etico e morale, un esempio.
A parole tantissimo.
No, no, tu sei una persona straordinaria. Io questo l'ho sempre sospettato e più passano gli anni più ne sono convinto.
Perché non hai ancora formulato comunque con certezza.
No, beh, sono convinto al 90%, non ti conosco così tanto da essere certo che tu siano d'ora di santificazione, però beatificazione entro il 2030. Ci siamo. E Stefano, stavi dicendo prima di questo...
Che stavo dicendo? Che...
L'olocausto l'hai citato, perfetto.
L'olocausto è stato anche questa volta citato. Nei primi dieci minuti della puntata.
Quanto spesso appare l'olocausto? No, devo dire poco, pochissimo.
No, anche l'ultima volta è riuscito fuori per qualche ragione.
L'ultima volta con Neffa?
Mi sa di sì. No, con...
Per quale motivo Neffa dovrebbe citare?
No, forse con Jamie Tights. Con Jamie Tights abbiamo citato. Con qualcuno uscito fuori.
Può essere.
Sì, condannandolo chiaramente.
No, vabbè, cioè, condannandolo sempre. Vabbè, quello sempre. Condannando Jamie Tights. Sarebbe stato stranissimo se Neffa fosse venuto.
Vi dico una cosa. Ma come?
Neffa, ma come?
Tipo North McDonald, le colonne di fumo non mi risultano abbastanza alte.
Neffa, cosa dici?
C'è presente il beat che faceva North McDonald nel suo podcast con Adam Higgett? Sì, con Adam Higgett che gli dava dell'antisemite dell'Holocaust Denier. Esatto, esattamente. A chi? A Adam Higgett che era quello che faceva il podcast con North McDonald. Sì.
Sì.
Il podcast più bello della storia dei podcast, ovviamente. E Adam Higgett era quello che faceva il selezionatore dei comici al Comedy Store di Los Angeles, adesso lo fa al Comedy Mothership di Austin. Non è un comico, però faceva la spalla a North McDonald.
E chi è che dava l'antisemità?
North McDonald dava dell'antisemità ad Adam Higgett che è anche ebreo tra le altre cose. Ah, ok. E giù a ride tutti quanti. Sì, sì, sì. Una bellissima gag ricorrente.
Adesso ho sentito che lui ha il problema, che la gente lo ferma per strada e gli dà... L'antisemità. L'antisemità del l'Olocausto. Ovviamente sapendo che è una battuta, chi glielo dice? Chi in un Walmart vede questa scena da fuori non lo sa. Sì, sì, sì.
E con il comico che ha fatto la battuta che adesso ci guarda dall'assù, quindi senza neanche poter...
Quindi esatto, non si può neanche... Bellissimo. North McDonald a cui io sono molto affezionato. Certo.
Ogni tanto mi vado a rivedere i suoi video e mi scende una lacrima. Lui è l'unico comico che quando è morto ho pianto. Mi sentivo uno scemo perché... Comunque...
Ne parlavo ieri.
Era quello che più di tutti avrei voluto vedere dal vivo e poi a un certo punto è morto e ho detto vabbè, andate così.
Io penso di avere dei problemi neurologici perché... Che modo è di cominciare una frase? No! Perché ho pianto per la morte di due personaggi famosi che non conoscevo in persona in vita mia. No!
Ci pensavo ieri. Uno è North McDonald... No!
L'altro è il leone di Lernia. No!
Ora, non è normale sta roba qua. Però obiettivamente... Ma io mi ricordo dov'ero, mi ricordo cosa ho mangiato quel giorno. Cioè, mi... Abbiamo perso comunque un artista. Cioè, con tutto rispetto e stima per il dottor Pitoni, non c'è Tony Pitoni senza il leone di Lernia. Cioè, nel senso...
Bella provocazione.
Eh, capito? Capito. E la gente questo non lo sa.
Però tu potresti fare un giovane leone di Lernia in un biopic.
Eh sì, ma sono del nord. Sono troppo del nord. Cioè, doppiato forse. Doppiato. Doppiato. Come il Gabibbo.
Oppure fai come Celentano, che quando faceva Rugantino tu fai...
Guarda, non sono credibile. Cioè, non sono credibile nella vita. Poi, in particolare, a fare questa cosa, a parlare con un altro accento, quindi...
Potrebbe essere bello. Non lo so.
No, però leone di Lernia, sì.
E come mai questa passione per leone di Lernia? Da quando è nata?
Allora, in realtà io leone di Lernia lo conosco, insomma, negli anni del liceo, perché veniva chiamato sostanzialmente per essere violentissimo. Evidentemente perculato in una trasmissione radiofonica che seguivo, che era lo Zodic 105, che popolava i miei pomeriggi invece di studiare. Infatti, eccomi qui. Durante gli anni del liceo. Da lì, però, poi mi comincio a appassionare di musica demenziale di vario tipo. Da ascoltatore io non so suonare niente. Sia musica demenziale più pensata, ovviamente, di Schiantos, di Squalor, eccetera, di Eli e compagnia cantante. Però in lui... di cui mi sono innamorato particolarmente, ho visto una genuinità. Intanto non si sa una roba di leone di Lernia. Leone di Lernia ha, tra tutti questi artisti, per esempio, che ho citato, è quello che ha la discografia più grande. Perché leone di Lernia ha all'attivo una cosa come... duemila, tremila canzoni. Perché lui... Sì, ma... Le va a ascoltare e dice, vabbè, capisco perché. Non c'era tutto sto pensiero. Però intanto le faceva, capito? Lui faceva queste parodie mezze baresi, scusami, mezze pugliesi, lui era di Trani, mezze tranesi, mezze no, delle canzoni del momento. Ma dagli anni settanta, a quando è crepato... Attraversando vari generi. Quindi tu c'hai parodie del rock and roll degli anni cinquanta e parodie dell'EDM. Cioè... Tra un mene e un altro fa una roba del genere. Quindi, rispetto e stimo anche le leone di Lernia, lui davvero, come radicchio.
Beh, sono contentissimo, abbiamo aperto con questo omaggio alle leone di Lernia e contentissimo che però hai usato il termine crepato. No! Finché l'ha fatto, finché non è crepato.
Vabbè. No, no, per carità. Il senso affettuoso.
Il senso è sempre quello, non è che se avessi usato un'altra parola sarebbe cambiato qualcosa. Però mi ha fatto ridere. Ma prima stavo parlando di cibo.
Di cui ti piace parlare al punto che hai fatto un libro comico. Tu dici Tommaso Faro lo scrittore?
Tommaso Faro lo scrittore. Hai scritto un libro che si chiama Bella Senza Ananas, edito da People. People. Salutiamo.
Salutiamo i ragazzi di People.
Racconti deliri su trend alimentari. Un libro, intanto diciamolo, divertente.
Godibile.
Breve. Possiamo dire. Mi sbilancio. Dammi il libro un attimo. Ora, chi ci ascolta in audio non vedrà, ma penso che questa sia la natura del libro. Possiamo dire, è un sottobicchiere. È principalmente un sottobicchiere. Però dentro ci sono scritte robe.
Come sottobicchiere divertente. Allora, intanto ti volevo chiedere come mai ti è venuto in mente di scrivere un libro e se quando scrivi... Ogni tanto scrivi pensando questa cosa è una cosa da libro e non da stand-up o da autore. Allora, un pochettino... Perché tu sei comico e autore. Io ti identifico come comico e autore, non come scrittore.
Questo è vero. Allora, io in realtà la scrittura comica... La comicita... Il fatto che... La mia promensione di ristronzate potesse essere trasformata in un prodotto l'ho scoperta più con la scrittura, tra virgolette, da libro, comunque con gli articoli satirici. Perché io un tempo, quando andavo a liceo, insomma, non lavoravo, ma collaboravo con il giornalino d'istituto. Ed ero anche... Per qualche anno sono stato direttore studente. Perché c'era un direttore vero, che era un professore, chiaramente, e poi citava il contentino, prendeva uno scemo, che non c'aveva tanto da fare, pomeriggio, e dicevano, tu sei direttore junior. E quello ero io. Allora, posto che non aveva senso che io facevo il direttore junior e quello che facevo era solo mandare mail, che è quello che ho fatto per mesi, a un certo punto mi fanno, scusa, ma vuoi scrivere anche qualcosa? A parentesi, ero diventato direttore junior perché ero il miglior amico del rappresentante d'istituto e degli studenti, non avevo altro ruolo, altro motivo di stare lì. E praticamente decidi che ti faccio sì, dai, io faccio una rubrica satirica perché non sono degno, le robe serie facciamone scrivere agli altri, e mi ricordo che era l'anno che introdussero l'alternanza scuola-lavoro. Sì. E feci un articolo satirico su quello, perché non era ben vista da... da varie persone, ma anche da me, per come era stata introdotta, feci un articolo fasullo, un po' all'alersio, dove mi immaginavo le nuove novità introdotte dall'anno prossimo, c'era l'alternanza scuola-udinese... dove ti mandavano in prestito, c'era l'alternanza scuola-miniera, l'alternanza scuola-GF, che oggi diventa inquietantemente attuale, insomma, c'erano... mi ricordo, questo è il primo testo comico che ho scritto in vita mia, e quindi sì, ho più familiarità in realtà con la scrittura comica... da leggere, forse per questo quando la faccio sul palco fa cagare, non lo so. Però...
Questo non è vero. Non è vero, sei bravo. Però quindi, a un certo punto hai detto, mo scrivo... Ci credi? Prego. Mo scrivo... cioè adesso mi metto a scrivere una cosa a tema cibo, oppure è una serie di cose che già avevi scritto, hai detto, le metto insieme?
No, questo libro l'ho scritto apposta. Pure è arrivato Pippo Civati con una pistola a fare... Questa, questa tutta la vita... Allora, Pippo Civati, editorio di questo libro, che saluto e rispetto e stimo, come il radicchio, come la città di Roma, praticamente, allora, io ho scritto... scrivo per la rivista, di questa casa editrice, che si chiama Ossigeno, salutiamo anche i ragazzi di Ossigeno, e lì scrivo articoli satirici, grandi cazzate, però mi tengono, non mi hanno ancora cacciato. A un certo punto Civati mi fa, senti, facciamo una roba... pubblichiamo una roba a nome tuo, potremo pubblicare una raccolta delle robe che c'è scritto. ... Però mi vergognavo molto delle robe che avevo già scritto. Non che non mi vergogni di sto libro, però un po' meno, e siccome io ho sto filone che sulla stand-up è qualche anno che per lo più faccio monologhi a tema gastronomico, mi ho...
...
Il mio one-man show si chiama Il verme solitario, non è un riferimento solo alla persona mia, ma alla fame che sempre mi natanaglia, mi sono detto, prendiamo i temi, più o meno, alcuni dei temi che tratti in quello spettacolo lì, e... provo a pensare a dei raccontini... ...
Alla fine poi ho fatto un'altra cosa perché c'è molto poco della mia stand up qui però sono sei racconti che partono da trend alimentari. Un pezzo sulla pizza con l'ananas che in realtà è mezzo a favore.
È stupendo quello devo dire.
Possiamo dire buona la pizza con l'ananas.
Stefano è fan. Il pollo no però la pizza con l'ananas.
Il pollo se tagliato sì pure sulla pizza.
Non ha le ossa quindi va bene.
Sì no è difficile da aprire l'ananas forse. Quello sì.
Ho capito.
Poi una volta che è aperta te la mangi.
Tu mangi Stefano sì.
Sì sì se questa cosa è già tagliata sì. E' quello il problema. Tu te la tagli da solo come fai?
Io non metto. Io ho un grosso problema di cui ho parlato oggi con la donna che ho lasciato. Non mangio frutta. E litigo con chi cerca di farmela mangiare. Mangio molta poca purtroppo. Quindi non taglio l'ananas ma soprattutto non mangio la pizza con l'ananas. Non l'ho mai assaggiata. E in realtà il pezzo che ho scritto su questo libro sulla pizza con l'ananas nasce da quello. Cioè mi sono chiesto ma siamo sempre lì. Lì a parlare di questa pizza con l'ananas. Ma qualcuno l'ha mai vista? Cioè è così popolare. Se ne mangia così tanto anche all'estero. Esiste veramente una cosa che si sono inventate per triggerare gli italiani e farci salire la pressione? Cioè secondo me è più quello. Io qua su questo libro in un capitolo mi immagino. Faccio una parodia di un articolo uscito su un portale online di un giornale locale hawaiano. On Ruru Today. Che racconta del fenomeno terribile che affligge ai giovani il nuovo trend del momento che viene dall'Italia che ha rovinato la tradizione culinaria hawaiana che è la pizza senza ananas. Sì. E mi immagino questa reazione qua insomma scandalizzata con il Vox Populi e le interviste prestate agli hawaiani che fanno a tornassero al paese loro. Ma lo sapete da loro come fanno il bouquet? Ci mettono le olive. Sono fuori dalla grazia di Dio. E quindi questo. C'è un capitolo.
Infatti ci sono anche degli antagonisti. Sì ci sono due nemici. Li posso nominare?
Sono amici vostri?
Sono tutti amici nostri quindi li puoi nominare.
Questi sono nemici miei. Si può? C'è un capitolo. Ma adesso me li faccio tutti i nemici questi qua. C'è un capitolo contro Giorgione ragazzi.
Esatto.
C'è un capitolo contro Giorgione.
E non le mandi a dire. Gli ne dici quattro a Giorgione.
Gli ne dico quattro. Allora. Per carità. È tutto in esagerazione comica. Chi cazzo sono io? Però. Anche lì nasce tutto dal fatto che io non ho capito perché nel periodo in cui appunto tutto il mondo ti spinge a far diete, a mangiare meglio, a stare attento a quello, a fare l'intermitted fasting eccetera, l'idolo del web degli stessi che appunto fissati con le diete e con la salute sia uno che frigge il diabete nel lardo. Io. Non ho capito per quale motivo. Perché il dolore al braccio sinistro è un ingrediente delle sue ricette. Non mi parla normale starò. E quindi io mi sono immaginato. Lì ho fatto un'intervista impossibile. Sì. Vecchia tecnica, vecchia come il cucco. Un'intervista impossibile a un maiale scappato dall'allevamento di Giorgione, dall'agriturismo che racconta delle cose indecibili che avvengono là dentro, le cose indecibili che avvengono a Porchenau. E... E sì, non lo dipingo benissimo. Infatti ho un po' paura. Però ci tengo a precisare al dottor Giorgio Barchiesi in arte Giorgione. E tra l'altro prima che dicessi nome e cognome potevo giocare... No, è un altro. No, è il pittore. Esi pittore. Parlavo del... Il noto pittore. No, e... Vabbè, comunque ci tengo a precisare ovviamente nella situazione comica. Però sì, glielo dico... Abbiamo verificato... Ma lui comunque... La casa editrice ha verificato il team legal... Se il team legal ha... È colpa loro, basta. Io non c'entro niente. Non l'ho scritto io, basta. Ha scritto Civati.
Se la può prendere con Civati. Ma tanto Giorgione ha un grande senso dell'umorismo. Stacco Civati con...
E Giorgione che lo gonfia di botte. E chi sono gli altri antagonisti?
Eh, ce n'è un altro. Beh... Ma quello ha i soldi o no? No, quello quello ti rovina. Però dillo, poi lo tagliamo. Poi lo tagliamo.
Non lo tagliamo.
Il signor Tommy di nome è dell'antico vinaio di cognome. No, ragazzi...
Io mi dissocio da questa cosa.
Eh, quello ha i soldi veri. Io ho paura. Quello mi compra e poi mi fa ballare dentro una gabbia. Ricoperto di salsa al pecorino. Una roba brutta, sì, sì, sì. No, no, ho paura di quello. No, io non lo so. Quello invece... Devo dire lì un'altra roba immaginifica. Mi sono immaginato che lui, preso al delirio di onnipotenza, sempre più sedi, sempre più soldi, New York, Dubai, non gli basta più, decide di trasformare... Lui le sedi già ce le ha. Gli affiliati già ce le ha, tutti i fan, eccetera. Decide di trasformare le sedi. La catena di Peninoteche in un partito di centrodestra. E secondo me c'è il rischio che magari non mi denunci. Io preferisco la denuncia a lui che prende ispirazione da sta roba. Quindi, Tommy, querelami, buttami in gattabuia, ti prego non prenderlo come un tutorial. Perché gli ho dato anche delle idee, cavoli.
Sì, beh, lui è un attimo che ci va di... Sì, vabbè, pensa che vannacci, volevo dire, ho detto ci va di.
Fantastico.
È un attimo che vannacci quando tira su, tira su anche lui, eh.
Ma che ridere faceva quando facevano i prospetti qualche settimana fa di ecco i possibili membri del nuovo partito di civazio. C'erano i cattivi di Iatta. Corona, il Gabibbo. Sì, sì. Ma perché?
Eh, oh, questo è il paese straordinario. Si mangia bene, però poi...
Io dico sempre, viva l'Italia, si mangia bene e ci si diverte.
Esatto, non ci si annoia mai.
Certo, in seguito... Disgrazia, lo dico, sì, sì.
Ma perché non hai mai mangiato la pizza con l'ananas?
Perché non mi interessa e sono un negazionista della pizza con l'ananas in realtà. Cioè nel senso, io non la trovo un problema o uno scandalo. Uno ci mette quello che vuole sulla pizza, secondo me. Però allo stesso tempo io non sono un amante del... Frutta e formaggio sono il problema. Secondo me una marinara con l'ananas ha già più senso.
Perché dici frutta e formaggio non...
Non lo so, cioè... Senti... Però il cacio con le pere, eccetera, eccetera.
C'è anche il famoso proverbio del contadino. Ho capito, ho capito.
Però... Dici quella è l'eccezione. Aspetta, quello è un formaggio freddo a temperatura ambiente, capito? E il formaggio caldo, perdonami. E il formaggio caldo e il formaggio fuso è il problema.
Il formaggio caldo con la frutta non ti...
Sì, pensaci. Ma tu pensa alla mozzarella che fila... Con sopra sta roba caramellata. Secondo me non è il suo.
Buonissimo.
Ma tu l'hai mangiata e sei un fan?
L'ho mangiata, però... Normale.
Non ti ha dato fastidio, ma non è che sei un fan perché odi l'Italia. No, ma Stefano è un bel pervertito, eh. Ma si è visto...
Stefano si mangia da roba amara.
Sì, lui prima non ce l'ha detto. Lui non mangia il pollo. Però gli piace comunque scuogliarlo per divertirlo. Sì, quando è vivo.
No, no, lo mangio, lo mangio il pollo. Non lo mangio, non voglio scuogliare il contrario.
Ma lui deve vedere da Dominos cosa ordinava.
Madonna.
Cioè, lui è quello che si fa la pizza hamburger.
Quanto mi manca Dominos. Questa cosa che non c'è più in Italia è uno scandalo.
Un paio di volte ho ordinato da Dominos anch'io perché non ci abitavo lontanissimo. Quando ancora... L'ultimo anno di esistenza prima che...
Sto partendo da una roba gravissima.
Prima che persone di una determinata regione lo facessero saltare in aria. No, non è finita così, no?
Che Dominos...
Dominos non è andata così, con delle cariche... Ah sì?
È una battuta o è vero?
È una battuta, è una battuta. Ah, ok. Pensavo che... Persone di quella regione.
Pensavo che veramente... No, certo, quella regione è là.
Sì. Non serve aggiungere... Sono dei grandi...
Friguli.
No, ma non... Mi sbaglio, tipo... Se non mi ricordo male, in realtà, mamma ho perso l'aereo. Lui stava in fissa con la pizza e col formaggio. E mi sa che... È un matto? E mi sa che no, era un adattamento, perché mi sa che in realtà era la pizza con l'ananas. Ah, e per censura? Per censura ci hanno incannato per tutti questi anni. Ah, in Italia ci hanno proposto pizza col formaggio e invece pizza con l'ananas.
Non lo so, non è che...
Poteva essere. Pensa come cambiava la storia. Forse loro...
Ma non è altro... Tu torneresti indietro nel tempo, non per uccidere Baffino, ma per... Cambiare il copione.
Per la verità, per dire la verità agli italiani che così... Ogni Natale non sanno che stanno in realtà celebrando la pizza con l'ananas. Anche se è un viaggio solo, sì. Sì. Sì.
Ma non puoi tornare indietro, però comunque vai là a dire no, no, non doppiate.
Ma poi magari non funziona, cioè non ti ascoltano, dico ma chi è questo pazzo? Stiamo facendo i dialoghi, vai via. E tu va peggio provato.
Può essere.
E poi rimani negli anni Ottanta.
Ma perché tu pensi che andare lì a uccidere Hitler è facile? Cioè...
Io infatti non ho mai capito questa roba di tornare indietro e uccidere Hitler.
Cioè, che succede? Se non lo uccidi cambia tutta la storia. Magari è peggio. Chi lo sa.
E due. E due. Sei sicuro di sta roba che hai appena detto? E due. Hai finito, stai. Lo sai che ce n'hai due al massimo. A tre abbiamo perso il gioco.
Sì, ma adesso ti fai il trick e ti dice otto ducci, preparati.
Non puoi sapere. Ducci lo puoi dire dieci volte, però qua siamo...
Vai, tornano dei dinosauri, chi ne sa che succede?
Uccide Hitler, tornano i dinosauri. Quindi Hitler è il baluardo che ci protegge da un'invasione meno cera.
Sono punti fissi nella storia quelli che se tu li tocchi... Si crolla l'universo, capito? Chi lo sa? Può essere pure, non sappiamo.
No, sono d'accordo che probabilmente uccidere il Führer è più difficile di quanto ci piaccia pensare, perché non è che all'epoca nessuno ci stesse pensando. Che cosa possiamo fare? Convinciarlo.
No, magari che ne so, magari molte persone non si incontrano, per qualche ragione non nasce Trump.
Sai...
Quindi è peggio. Non lo so, per dire.
Sai le poste quelle davanti a Stazione Ostiense, le poste centrali, quelle a piramide che c'hanno il parco? Mi sa che quel parco là... Non vorrei dire cazzate, ma si chiamava Parco Adolf Hitler, perché quando... Fino agli anni 90. No, no, non è vero.
Perché... Stasi inaugurato.
Esatto, Stazione Ostiense. Dopo l'hanno cambiato il nome. Stazione Ostiense l'aveva fatta Mussolini per accogliere Hitler che arrivava in treno, e quindi il parco là davanti ha detto, beh, questo è Parco Adolf Hitler, e poi a un certo punto hanno detto, mi sembra di cattivo gusto, e hanno cambiato il nome. Però... Ah, non lo so adesso.
Parco Eva Braun. Esatto. Così. Vabbè. Vabbè. Parco Eva Braun è vinto.
No, vabbè, guarda, Eva Braun te la faccio passare. Il parco marito di Eva Braun.
E c'è l'emoji di un occhiolino. Ma chi l'ha fatta sta targa?
E' un'esplosione. E' un'esplosione. !
E' un'esplosione.
E' un'esplosione. E' un'esplosione.
E' un'esplosione.
E' un'esplosione.
a proposito di quando abitavi a Roma nel tuo libro
che bello che abbiamo discorso in questa maniera così liscia
ma sì, tutto normale non so quanto ancora dobbiamo spremere il parco
prego, prego
allora
Pippo Civati che salutiamo e stimiamo cita la casa dove abitavi
Madonna Santissima
ci abiti ancora?
no, no, no, grazie a Dio no, una roba brutta sì, sì, quello appunto, ho firmato un contratto per fare un libro grazie alle disgrazie della vita mia che tanto hanno affascinato l'editore, cioè solo quello lui per pietà mi ha preso in questa casa di editrice, soprattutto Memore nel fatto di aver raccontato questa roba io vivevo in questa casa quasi, quasi la proprietaria mi segue ancora mi stima, mi rispetta e io rispetto lei però era una casa un po' hardcore un po' particolare
allora, in che zona?
Prati Fiscali, baby che cos'è un prato fiscale? io lo sono sempre chiesto sull'annuncio era scritto conca d'oro, che uno dice ok siamo un po' decentrati ma c'è la metro non era conca d'oro perché comunque era 20 minuti di camminata del signore degli anelli da conca d'oro cioè non esiste conca d'oro non la vedi dal terrazzo e terrazzo non c'è, no c'era, c'era ma era piccolo vabbè, qual è il problema di questa casa? ci sono stato da solo, che comunque io sono venuto a Roma da studente, non è così scontato trovare una soluzione in cui non si è con altri 16 calabresi con tutto il rispetto che ho per la regione Calabria
certo, che stimiamo salutiamo
io ero da solo all'inizio quando mi viene presentata questa cosa dico figata fantastico entro in questa casa tra l'altro era scritto che era piena di locali più stanze, certo io ne avevo una in uso ma era una casa con due salotti che cazzo si vede una casa con due salotti problemino tutte le stanze della casa tranne la mia e tranne il cucinino non abitabile erano chiuse a chiave problema numero uno io non so che cazzo succedeva dietro quelle porte e non lo voglio sapere non so quali rapiti vivessero là dentro ho dei sospetti ma sono nomi che non faccio per rispetto nei confronti dei parenti delle vittime in più non entrava luce quindi io ho vissuto come un norvegese depresso per un anno e mezzo e non è stato bello e non è stato bello per niente vivevo in questa celletta avevo accesso al camera mia sostanzialmente era questa celletta francescana con il letto singolo con una scodella ho conosciuto me stesso era una conoscenza che preferivo non fare
ma si può dire poi questa se vuoi la tagliamo si può dire che c'erano anche dei modi per aprire queste porte
allora
se vuoi la tagliamo ok
è solo per noi no non c'erano allora anche lì io non so se me la sento di fare un nome facciamolo poi al massimo tagliamo
ok
io disperato uno dei due salotti lo volevo aprire ma per stare sereno in divano un minimo capito invece di stare lì sul letto di San Francesco e vado da un mio amico apprezzabilissimo comico e discreto più o meno ferramenta perché discreto? perché gli faccio una domanda semplicissima gli chiedo ma il famoso io ho questo problema devo aprire una porta di cui non ho una chiave il famoso passepartout la chiave che apre più porte esiste o non esiste? e infatti calcola che alla fine se ti ci metti di impegno ogni chiave un passepartout e se ne va ma che risposta è? quindi no la risposta è no non sono mai riuscito ad aprire una porta perché insomma che consiglio è? obiettivamente più chiedevo più mi rispondeva questa cosa quindi non lo so cos'è un riddle non ogni porta si può aprire se ci metti il giusto impegno ma vaffanculo aprimi sta porta che devo vedere Masterchef seduto in divano no non si poteva
è stata dura
e adesso in che zona stai adesso?
sto al Pigneto Finto al Fake Nieto e qual è il Fake Nieto? sto praticamente in mezzo a una strada no sto guarda verso Piazza Malatesta però oltre cioè non sto al Pigneto
Tor Pigneto sì
sì bravo bravo un po' di Tor Pigneto un po' di Tor Pigneto che secondo me c'è un nome simile anche per quello così è più facile fingere che stai al Pigneto e sei
sei contento cioè oramai ho tanti anni che sei a Roma ridendo e scherzando
sta settimana quindi per chi ascolta il podcast un anno fa siamo a cinque anni
! pa pa pa
pa pa pa pa
pa pa pa pa pa pa pa
Consecutivi perché anche prima c'eri stato
No sì cinque anni consecutivi Senza contare battute
Cinque anni
Sì sì cinque anni che sono tanti Non la conosco perché In realtà sono rimasto abbastanza chiuso In queste case No case brutte Però ci sono stato
Tu ti muovi con i mezzi
Io mi muovo con i mezzi Io non so se è una cosa che voglio dire Io non ho la patente
Guarda sfondi una porta aperta Perché Stefano ce l'ha e non la usa
È più grave Nei gruppi di amici Io ho un gruppo di amici Dove non vengo menato Solo perché almeno io non ce l'ho e basta Perché c'è poi quello che È nella situazione tua Che è quello che puntualmente Giustamente viene Almeno cazzo Tu potresti e non lo fai
Perché non la usi Ma perché scusa Uno dovrebbe apprezzare lo sforzo Io l'ho presa Tu non l'hai fatto Quindi sei tu che sei
No ma ho capito Nel momento del bisogno però Cioè Tu ci metti del dolo Io non posso
Anche tu Perché tu hai fatto una scelta A priori di non Sì
Se c'è un'emergenza Vabbè Se c'è un'emergenza la prendo
Chiami l'ambulanza
No no Ci sono emergenti emergenti
Che emergenza ci può essere scusa Fammi un esempio Non lo so Hai finito il fumo
Non lo so
No c'è una ragazza Stupenda che dice Ah ti prego Accompagnami a casa Voglio fare l'amore con te Però non posso guidare Tieni le chiavi Stefano i taxi non ci sono
No ci sono Come non ci sono i taxi
No in provincia In questa città spesso Non ci sono i taxi E sto avendo dei brutti flashback Mamma mia Dove l'hai preso sto aneddoto In tante città
In tante città di provincia Non ci sono i taxi Di notte
Ma qui siamo a Roma
No certo Tu sei a Roma Io vengo dalla Mestre più profonda E non funziona così
Io mi taro sulla mia città Dove c'è sempre un taxi Un Uber Qualcuno con
Mi stai facendo un shaming Perché vengo da Mestre No no
Mi parlo dei miei problemi In base a quelle che è Il mio environment Come dire
Environment
Bravo Tu da che parte stai?
Io sono dalla parte di chi fa quello che serve per vivere la propria vita E la vita dei Non devo dire nulla questa frase Io guido Io guido
Eh no ho capito ma è più grave secondo te
Poi dovremmo vivere in un mondo dove non serve guidare Però viviamo in una città in cui è necessario farlo e quindi E' necessario farlo e quindi
Sì ho capito
Dovremmo anche
Sono dalla tua parte Bravo
Perfetto Un applauso da Daniele C
Non lo so
Sono dalla tua parte Perché quelli che hanno la patente non guidano Sono degli infami Certo Tommy Potresti quasi prenderla Sta patente C'hai 50 anni
56 anni E' un bello oggetto comunque Da tenere in mente Devo anche rinnovarla Penso
Di nuovo
Ma tu la rinnovi per non usarla E' più grave
Certo
Capisci che c'è del dolo
No no ma lui è un infame
Lui proprio fa schifo su sta cosa
Ma come funziona la cosa dei punti Io non faccio
No infatti te lo dico La prossima volta Che lo dicevi a Gemmi Tights La prossima volta che me li levano Guardi Scrivere Dottore Rapone e Stefano
Ma come funziona Ma si può Ah perché diciamo che guidavi tu Giusto Si facciamo lo scambio del
Si no io posso dire No ho prestato la macchina Al mio amico Stefano Rapone Guidava lui
Io ho un alibi Ero nudo davanti a una scuola
Esatto
Quindi
Tu basta che vai Vai in quest'ora E dici scusate Quel giorno questa multa L'ho presa io i punti Li togliete a me
No ma c'hai punti Se io non faccio incidenti Era vero che poi ti danno punti in più
Si si Tu adesso c'hai più punti Di quando hai cominciato Però c'è un tetto
Quanti ce n'ho
Fai conto Se si parte con 20 Tu ce n'hai 25 Sto inventando però
Se me lo dicono posso dire Eh non mi hai fatto incidenti Lo posso dire Cioè
Lo puoi dire Si certo Poi Non so con chi ti dovresti vantare Di sta cosa Io poi Sai che io non ho mai fatto incidenti
Quando la rinnovi Ma quanti punti C'ho Ma se c'ha 25 punti Come è possibile Cioè 10 anni Non ho mai fatto incidenti
Si vede che non sei mai stato fermato Assurdo Dalle forze dell'ordine Mentre al volante Complimenti Lei ha dei punti Meravigliosi Mi faccia Ma che cruscotto ordinato È proprio Certo L'interazione è sempre questa
Certo Io Così faccio
Ma lei è semplice Scendola la macchina Le faccio una macarena addosso Perché per quanto Le offro un cappuccino
L'altro faccia da fermare Obiettivo Cioè nel senso
Sì sì perché dicono Questo Questo ci vuole fregare
Sì ma Non sto facendo Con questa faccia Non faccio shaming a nessuno Ma Non lo so Appunto esatto Alla faccia di uno Che ha qualcosa da nascondere Cioè Infatti a me
Le volte che mi hanno fermato Le volte che mi hanno tolto i punti Con la patente Tutte le volte Ero con Stefano Ovviamente
Lui sorrideva
Sì sì sì Mi hanno tolto la patente Mi hanno tolto i punti Sotto casa tua Ma perché? Col motorino Perché
Lui non stava neanche ascoltando
Dicevano che ero passato col rosso Ah è vero Dicevano così
Era giallo Era giallo
No quella è un'altra volta Che ci hanno fermato Che stavo andando C'era il McDonald Di termini E io sono passato col giallo E loro hanno detto Era rosso Comunque non so se Avete presente Blues Brothers Quando dice La luce era gialla signora Inizio di Blues Brothers E dire una cosa del genere Alle forze dell'ordine Ti fa sentire proprio stupido Cioè comunque Lui è un adulto Cioè non è che non ha visto Sei passato col rosso Io gli ho detto Era giallo E mentre lo dicevo Pensavo Eh no Era rosso Cioè Non è che non lo sa Lo sa
Era lì Era rosso
E poi una volta Vabbè questa però Non si può raccontare Ti ricordo una volta Tornando dal Dal centro Dopo uno spettacolo Che guidavo Ci hanno fermato Vabbè questa non si può raccontare No no no no
Perché? Perché?
!
Oh
Oh Oh Oh Oh Oh Oh
Oh
Oh Oh Oh
Oh
Oh
Oh
La
eravamo in tanti eravamo in tanti in macchina tutti maggiorenni tutti più o meno
coscienti tutti lucidi
però solo con te mi succede non mi fermano mai
non saprei
poi comunque da quando non mi faccio più le canne a me quando mi fermano dico buonasera non succede niente sto bene non guido ubriaco
quella è una falsa sicurezza non è solo quello il problema magari tu dici vabbè io che me ne frega sono pulito di sangue magari da sobrissimo hai investito un magladino no certo
quando investo gli immigrati poi sono un po' agitato per una settimana o due
te lo sei dimenticato perché dici ma io sono pulito col mondo
e poi dicono scusi ma cosa ha sul cofano ah ah oddio me l'ho scordato e poi proprio dico no ma infatti la sto portando a pulire perché ma questo è un cristiano quindi
ragazzi non investite i magladini però fumate prima di mettervi alla guida no non lo ascoltate che comunque
almeno stai rilassato in questa città trafficata almeno che me frega come diceva Bill X che salutiamo ti ricordi prima della puntata ti ho detto no Bill X no Bill X e invece Bill X
ma perché non hai preso la patente tu?
io ma guarda non so manco io allora io ho un problema nella vita non mi va di fare le robe ma niente cioè nel senso patologico e non
allora quell'anno lì che dovevo fare la patente non mi andava banalmente poi l'anno dopo poteva andarmi un po' di più c'avevo 47.000 esami di riparazione ah no c'avevo l'esame di maturità che dico c'avevo l'esame di maturità e e poi sempre un cazzo dopo l'altro c'era sempre una roba i primi anni poi banalmente non l'ho fatta più perché avevo trovato modo di hackerare la vita senza guidare quel modo di fare una vita misera
bello però io sono sono con te su questo
nel libro che comunque è un libro abbiamo detto non lunghissimo 100 pagine compaiono due creature antropomorfe compare un maiale antropomorfo e un pistacchio antropomorfo tre
c'è anche un avocado che non parla che però
viene descritto proprio come antropomorfo
si diciamo c'è un po' di body shaming all'avocado viene descritto come un uomo grasso con la pancia verde
mi è molto piaciuta questa cosa e comunque sei andato dritto su cibi antropomorfi si tantissimo
c'è il maiale antropomorfo
ma perché è un'immagine che che hai cioè dici beh se mi serve qualcosa rendiamo un cibo umanizziamo
non so se si è capito da tre quarti d'ora io che parlo di tramezzini ma io ho un problema con il cibo quindi si lo vedo che mi parla e mi dice delle cose però più mi insulta però mi insulta in maniera un po' kinky perché vuole stabilire un rapporto con me questo cibo non si sta bene qua dentro comunque si ! Il capitolo su pistacchio è uno di quelli che preferisco, io nel capitolo su pistacchio mi immagino questo giornalista che si chiede quanti pistacchi sono rimasti a Bronte, posto che tutti sono andati a cercare fortuna all'estero, a Milano, ad aprire dei ristopub al Pigneto. A Bronte chi cazzo c'è che fa ancora il pistacchio di professione? E lui scopre dalle pagine, dall'elenco telefonico di Bronte, le pagine verdi, scopre che ne è rimasto uno, ne è rimasto solo uno e lo va a intervistare sperando di avere un po' di informazioni storiche sulla storia di questo pistacchio, scopre un pezzo di merda. E' una brutta persona eh? Che fu malchiuso, scommette sui cavalli. Odia la cultura siciliana, detesta la tradizione del pistacchio, dice cose del tipo no guarda noi una volta ai tempi di mio padre se mettevi un pistacchio nei cornetti ti insultavano con frasi omofobe. In realtà scherzando voglio parlare insomma del fatto che molte tradizioni enogastronomiche millenarie un pochino ce le siamo inventate in tempi recenti.
Sempre salutando gli amici del podcast.
L'hanno già fatta bene e con scienza e non con me che lo faccio coi deliri. Scherzi a parte veramente ascoltate Denominazione di Origini Inventate da un Signor Podcast e leggete il libro La Cucina Italiana Non Esiste, Dottor Grandi e Dottor Soffiati. Eh però sì quello devo dire un capitolo che mi è piaciuto molto scrivere perché mi immagino questo pistacchio che è una brutta persona.
Invece tu ti sei ritirato dalla stand up comedy varie volte eppure sei in tour quindi vorrei dei dettagli su questo tuo non ritiro. No non sono in tour in realtà. Cioè hai uno spettacolo che fai.
Adesso in pausa però sì è vero ho uno spettacolo attivo che vi invito ad andare a vedere ma mi sono ritirato è vero. È la nona volta più o meno che mi ritiro e di questo sono molto contento. No io ogni tanto allora banalmente. Mmm sì. Io non sopporto molto. Allora se c'è un genere di intrattenimento al mondo che non sopporto è la stand up comedy.
Perfetto.
Tutto il resto va bene siete d'accordo? Sì sì sì basta. Ha stufato.
Ha rotto le balle sì.
Cioè uno vestito al tecnico delle caldaie in piedi che parla cioè che spettacolo è? Spettacolo un po' di lustrini un po' di pirotecnica no uno in piedi che ti dice che gli è successa una roba alla fermata del bus. Brutto. Però sono finito a farla c'è stato un periodo in cui mi davano anche dei danari per farla adesso molti meno. No. Però appunto scherzi a parte mi piace di più scrivere cose come questo libro come gli articoli satirici scrivere per altri ho scoperto una cosa che mi diverte molto e comunque trovare e matchare la. La cifra comica di un altro artista e lavorare con lui ha un testo che poi porta su porta su lui così non sembra neanche colpa mia sarebbe tutto fan cagare. Quella è una roba che mi piace di più la stand up la faccio ancora mi accorgo che avevo dei vantaggi come stand up comedian uno su tutti la gran faccia da culo. Che serve per le battute serve aiuta a chiuderle. Però mi piaceva sempre meno adesso salgo ancora comunque in parte mi diverte. Però non è esattamente il mio corpino. Quindi forse la nona è l'ultima volta che lascio la stand up perché l'ho lasciata a metà.
Ma che cosa che non ti convince nel farla.
Il fatto che.
Allora posso dare una risposta seria l'unica cosa che si è seria che dico stasera. Allora secondo me nella stand up comedy di cui scherzi a parte sono abbastanza un fan sono magari molto critico ma seguo vari comici. E da tanti anni soprattutto. Non tutte le facce non tutte le bocche non tutte le voci possono dire tutto risultando credibili risultando ascoltabili attraendoti. Io in bocca a me. Vedo solo certe cose dal punto di vista comico. Che ho già detto banalmente. Ma non le ha sentite nessuna che cazzo ti conosce ai 16 follower. Ok. Però quelle robe le ho fatte. Comunque sono allo storico e adesso mi piace di più appunto. Ragionare con altri comici sui testi loro o pensare a cose che portate sul palco. Cioè appunto i capitoli di questo libro sono dei viaggi immaginifici dove parlano in prima persona. Maiali antropomorfi giornalisti di testate che non esistono eccetera. Io Tommaso Favro in questo libro non ci sono negli articoli che scrivo spesso non sono io manco lì. Sul palco purtroppo mi vede purtroppo per il pubblico soprattutto la prima fila per la questione di odore. Mi vedono. E... E sta faccia qua può raccontare solo certe cose.
Però non è detto cioè vuole raccontare cose due più... Personali diciamo. Cioè quel... O anche ragionamenti che non riguardano tema che riguardano boh la società.
Non ti è mai capitato di vedere un collega... Facciamo finta i colleghi americani così sembra sembra... Vabbè gli americani o meno e dire ma questo qua questa faccia mi vuole insegnare la vita.
No però tu pensi ai comici americani che hanno fatto... Però che hanno fatto un sacco di spettacoli non è che ti sembra strano che facciano che dicano quelle cose.
Ma quando cominciano a diventare filosofi di solito cambiano look, cambiano la stance per dirla con cioè...
Se cambiano proprio loro è un conto però se rimangono più o meno... Cioè se tu parlavamo prima abbiamo visto Louis C.K. Sì. Cioè lui per esempio da sempre è cambiato pure come stile ma è comunque rimasto fedele a se stesso. Se prendi George Carlin... George Carlin uguale cioè è cambiato anche lui.
Beh George Carlin è cambiato di un bel po'.
Sì sì sì però...
George Carlin fece uno switch, il George Carlin non famoso, il George Carlin meno famoso era... Non dico Gallagher che spaccava le angurie però era un comico molto più vecchio stile. Sì sì sì. Molto più scherzoso, molto più leggero e per cominciare a parlare di massimi sistemi, per cominciare a fare satire in un certo modo ha fatto un cambio di look, un cambio di linguaggio scenico. E io non me la sento di fare quella roba là perché...
Ma non è che devi cambiare...
Io non salgo col giro collo, col maglione a collo alto, non succede. Però poi... Perché non ho un collo.
Certo. No dico proprio che puoi comunque parlare di tanti temi anche se non sono quelli con cui hai cominciato ma puoi trovare sempre il tuo umorismo per raccontare altre cose.
Come gli dico che non mi va?
No no no, se non ti va io capisco, cioè non mi convince questa motivazione, se non ti va è un'altra motivazione.
Capisco... No sai cosa, mettiamola così, io sono come pubblico, e in questo sbaglio, severissimo. Cioè, guardo tanta roba ma tantissima roba non mi piace. E per la questione di coerenza interna mia mi dico, tu non puoi fare quello che critica, appunto, prima parlavamo del podcast che ho con Daniele Fabri, che saluto rispetto e stimo, comici che consigliano cose, in cui parliamo forse una volta un po' di più, ma lo facciamo ancora, di comicità, di spettacoli, eccetera, e magari ci permettiamo di criticare nomi giganteschi della stand-up comedy, che cazzo sono io per dire, ah, quello è diventato troppo serioso, quello si mette a trattare certi temi, si mette a dare lezioni di vita, a fare il filosofo, e non dovrebbe, e poi salgo sul palco e io faccio la stessa cosa davanti a dodici persone a Francavilla Fontana. Non è credibile.
Sì, quello capisco.
Coerenza con me stesso. È una persona con cui non ha senso essere coerenti, però...
Comunque spero che invece ti ritirerai altre dieci, quindici volte, perché così continuerai a fare stand-up, secondo me. A me fai molto ridere sul palco. Secondo te il Covid, la tragedia per l'umanità, per te in particolar modo, nel senso che... Mi ha fuso il cervello. E poi, quando abbiamo fatto battute, tu avevi ventidue anni, è arrivata Rai 2, ci ha messo tutti in seconda serata, a prendere... Cinque sere alla settimana, e tu sedevi alla destra di Riccardo Rossi, eri... Cioè, nel senso...
Era una ragazza immagine di battute, si può dire.
Però Riccardo Rossi, quando c'era da fare qualcosa, andava da te... Insomma, eri... E schiacciava. E hai ventidue anni, avevi iniziato a fare stand-up da poco, e stavi là, volto riconoscibile nella seconda serata di Rai 2, per quei tre mesi, quelli che sono stati. E quindi sembrava un po' che ci fosse una sorta di rampa di lancio. Poi... Rampa di lancio e portava a chissà dove. E poi... Covid, si smette di lavorare, non si fa una seconda stagione di battute, non ci si può esibire. Hai avuto la sensazione che il Covid abbia troncato?
È finita. Io per tre... Per un buon tre anni da quel momento, comunque ho continuato a fare qualcosina, però nella mia testa mi dicevo, questo, vabbè, è un palliativo per restare con un mignolo, però si comincia un altro percorso, tant'è che in quel periodo lì, io... Ma questa non è una battuta. Io ho cominciato a tendere... Intanto lo studiavo ancora. Poi ho cominciato a tendere in un'altra direzione, che era quella... Io mi sono cominciato a occupare di true crime, cronaca nera e morti ammazzati. Ma è vera sta storia? Che è la mia grande passione?
E...
Parlarne, non farli, però... Con questi occhiali... Può confondere, però... Io appunto studiavo comunicazione e giornalismo all'università e... Comunque, appunto, la televisione mi interessava più per il dietro le quinte che per il fare la ragazza immagine e la vellina di Riccardo Rossi, però comunque lì ho potuto toccarla con mano, vederla di persona. Quindi, insomma, ho fatto le due cose. Ho scritto una tesi di laurea sulla storia della cronaca nera nella televisione italiana. Mi ero strappassionato. Ho lavorato in alcuni programmi che si occupavano di cronaca nera e mi sono detto, buon, basta, vado alla mia vita e andrò a cercare il DNA di Andrea Sempio. E così non è stato. L'han trovato da soli. Sono contento per loro. Meno per Andrea Sempio. Però sì, comunque sì, scarsa parte c'è stata questa sensazione e poi man mano, appunto, restando... Guarda, è andata così. Il mio ritorno, secondo me... Nel mondo della comicità. Io stavo in una videoproduzione dove mi occupavo, appunto, stavo lavorando in un programma di cronaca nera. La stessa videoproduzione fa, guarda, dovrebbe arrivare a fare un suo programma Francesco De Carlo. Che io conoscevo, grande comico che rispettiamo, salutiamo tutti. Arriva... Ci serve uno schiavo di Boris, di redazione, uno schiavo degli schiavi degli schiavi degli autori. Ci sei, ci saresti. Io ho detto, guarda, l'alternativa è tornare a Concador ad avere degli attacchi di panico. Quello che volete. Resto lì. No, scherzi, a parte, Francesco mi ha voluto dare una mano nel programma e da lì ho cominciato a lavoricchiare come un po' di più. Già avevo fatto qualcosina, ma lì mi pianta un po' più. Più stabile a lavoricchiare come autore comico anche nella televisione. Da lì ho ripreso anche con la stand-up comedy e quindi c'è stata sta roba qua.
Ma infatti pure come autore, poi alla fine, adesso quando abbiamo fatto In & Out, tu eri solo autore, però poi alla fine ti abbiamo tirato dentro il 90% delle cose che abbiamo fatto anche come attore e tutti gli sketch.
Grazie al mio grande superpotere che la faccia da culo.
Se tu sei anche, se possiamo dirlo, sei l'ultimo Asfi Duncan della storia.
Questa cosa è assurda.
Vuoi raccontare questa comandata? È incredibile.
Allora, praticamente a battute, grande programma. È successo che veniva come... A battute veniva come ospite fisso il grande Gianfranco D'Angelo, grande comico di Drive-In, che ai tempi di battute, posto che Drive-In è un programma degli anni Ottanta, siamo nel 2019, diciamo che non aveva 24 anni. Decide di portare come numero quello che era il suo numero storico di Drive-In, che era l'esibizione del cane Asfi Duncan. Per chi non lo conoscesse, cosa faceva? Lui prendeva questo cocker spaniel, abilissimo a stare perfettamente immobile, e prometteva che questo cane avrebbe fatto delle cose incredibili, dei salti, dei volteggi. Lui era l'amministratore, interpretava l'amministratore di Asfi Duncan, Armando. Diceva As, As, Asfi Duncan. E questo cane stava fermo, non faceva nulla. E gli chiedono, gli autori, il dottor Benincasa, che salutiamo, gli chiede di portare Asfi Duncan, però... Un po' per ragioni produttive, un po' per situazionismo, si decide di non usare un cane. Un cane. Ora, dove può finire sto aneddoto se non nell'umiliazione di un uomo? Grazie. Che voleva solo fare del sano umorismo. Della buona satira. E invece no, invece fui cane, e non me ne pento, cazzo. Perché io, in quella puntata, il signor Gianfranco D'Angelo, vestito da Armando, batte le mani, fa As, Asfi Duncan, a fianco di un podio, e da quel podio esco io. Grazie a Dio non vestito da cane, ma ho dovuto combattere per non essere vestito da cane. Grazie a Dio io in giacca e cravata che mi poggio così, su questo podio. E resto immobile per tutto il tempo in cui quest'uomo a fianco a me, gigante della comicità, però delira, non ho capito nulla di quello che stesse dicendo. E poi alla fine mi fa bravo! E io torno giù. Oh, io complimenti non ne ho ricevuti tantissimi in carriera mia, non ho mai ricevuto, da tutti voi membri del cast, mai ricevuto complimenti come quella sera. Oh, ma quanto stai fermo bene! Cosa vuol dire? Però è vero, eh,
eri una statua. E poi adesso D'Angelo ci guarda dall'assù, quindi insomma...
L'ho portato bene. Beh, vabbè, comunque diciamo anche gli anni che aveva...
C'è anche la biologia, certo, la biologia fa il suo. Tocca a tutti, ma non è che a furia di fare a sfida anche anzitutto diventa immortale, sarebbe strano il contrario. Poi anche sul set di battute c'è anche gente che è stata male. Hai saputo di Pirata?
Ah, Pirata che ci guarda dalla sua... Eh, Pirata adesso, sì, sì, sì. Si gira mordendo un sondino, sì, sì. Esatto. Questo è un insedio. Perché l'hai fatto? Non lo so, scusa. Un insedio grosso. No, scusa, scusa.
Pirata è una persona
che sta benissimo, che salutiamo. Sì, sì, sì,
che appena si è sentito male una volta e quindi poi da allora facciamo...
Hai saputo di Pirata,
questo poi lo dobbiamo tagliare perché non serve.
L'ho visto a... Sta benissimo, sta benissimo.
Ad Ascoli Piceno scrive le battute, è un grande, gli dobbiamo tutto. E Stefano...
No, stavi dicendo come sull'autore, cioè sul fatto di essere autore, no?
No, sì, come va... Sì, bravo. Come va essere autore perché poi stare da quell'altro lato della cosa a scrivere per altri e lavorare in televisione che comunque la televisione italiana che salutiamo, stimiamo, dobbiamo tutto, non è neanche l'apparato più facile da approcciare.
Allora, io devo dire questo, io ho capito che forse la mia vera natura è quella dell'autore per un motivo molto semplice perché l'autore in Italia cioè almeno in Italia, almeno nella televisione italiana, uno dice all'autore sarà quello che scrive i testi, scrive le battute che non è esattamente il mio forte far ridere, l'avrete capito stasera. Però, cosa fa l'autore in Italia? Non fa questo, l'autore in Italia fa scalette, tantissimi brainstorming, suggestioni, pause, caffè, bellissime. Grazie. ! Però, secondo me, puoi trovare il modo per farlo giusto. E poi ti manda questa mail alla mezzanotte e mezza e si lamenta se alle dieci non hai trovato il modo giusto. E io sta roba lo so fare. Quindi voglio arrivare al punto in cui posso fare questo e pagarmi l'affitto in quel modo. No, scherzi a parte. Un po' di verità in questo che ho appena detto c'è, nel senso che l'autore non scrive e basta nella macchina di un programma televisivo si occupa appunto della struttura, eccetera. Quella cosa mi affascina molto. Ovviamente sono junior, junior, junior perché non solo sono giovane ma... Ho cominciato da poco a fare questa cosa perché prima facevo il comico puro, tre virgolette, e quindi sto ancora imparando. Tutti i progetti in cui sono sono l'ultima ruota del carro. Però, cioè, per quanto scrivere un testo comico mi piace ancora da matti, ma in funzione della televisione mi piace più appunto l'idea di rendere fattibile uno sketch, pensare a una scaletta, pensare al posizionamento di un momento, di un elemento di formato all'interno di una puntata, cioè... Sembrano cazzate, però un programma televisivo che è composto da più parti non vive solo della forza del singolo momento ma anche come vai a concertare le cose tra di loro. A me questo aspetto del lavoro d'autore mi piace molto e poi ovviamente anche i testi comici che dovrebbero essere il mio forte.
E c'è qualche... personaggio televisivo per cui vorresti lavorare?
Vediamo,
vediamo, vediamo, vediamo... Il Gabibbo... E lo rendo... E lo rendo una stand-up comedian. Bello, bello, bello.
Come si fa a rendere il Gabibbo una stand-up comedian? Mi devi dare, vabbè, il microfono?
Intanto stand-up comedian di destra.
Vabbè.
E quello sarebbe strano il contrario. Sì, sì, però di quelli che in Italia non ci sono ancora, capito? Di quelli che ci sono solo in America. Tipo Nick Di Paolo,
diciamo.
Sì, tipo Nick Di Paolo, bravissimo.
Ok.
Sì, sì, sì, sì. Cioè, comunque tecnicamente bravo, ti fa delle belle battute, ma non diresti ai tuoi amici di colore che lo segui. Sì, certo.
Una cosa del genere, sì, sì, sì. Una cosa del genere.
No, scherzi a parte, comici, persone con cui vorrei lavorare, eh, ma non c'ho... C'è una vera domanda che dovrete tagliare.
No, no, magari qualcuno ti ascolta adesso e dice ah, vedi, questo, questo Favro
lo posso chiamare qui. No, allora, in parte l'imbarazzo è dovuto al fatto che davvero non so come risponderti, però se ti devo dare una risposta paracula, io ho lavorato con persone talmente randomiche, talmente diverse tra loro, e mi sono trovato bene a lavorare con persone diverse tra loro, che non ti dico qualsiasi cosa va bene, ma mi piacciono le sfide. Cioè, io ho lavorato molto con Nuzio Di Biase, che è un'azienda che sono molto lontani da quello che facevo io sul palco, faccio io sul palco. Ho lavorato con tanti stand-up comedian, ho lavorato di recente con dei comici dialettali veneti, quella è stata una grande esperienza. Quindi, va bene tutto in realtà. Non ti so rispondere. Stefano, una volta non chiedevi solo come stai e poi andavi al bagno? No, adesso si mette a fare domande esistenziali.
Invece, quelli con cui non vorresti lavorare.
Eh, Stefano Rappone, prego, continui. No, non lo so. Questa è una domanda che mi mandi in galera. Sì, no, questa ti consiglio, questa è la domanda che non devi rispondere. Ripeto, era meglio, vabbè.
E prendi una posizione di Netanyahu, che ne so. Perché per Stefano
è un comico. Non ti dico e tre, però, ci siamo quasi.
Ci siamo vicini, è vero, è l'altro.
Esatto,
fa il giro,
fa il giro se fai quella cosa là. Senti, e... Tu una volta eri un ragazzo con la passione del cinema, ti piaceva andare al festival del cinema.
Ma non sai sta cosa?
Io, perché ti studio.
Ma so,
ce lo saremo detti durante battute. No, perché in effetti
Stiamo tutto il giorno, tutti i giorni insieme, ci saremo detti tante cose, dopo un po'. E ancora, ancora ti guardi film?
Allora, ehm... Ni. Ho passato un periodo lungo della mia vita in cui ero contento di aver divorziato dal cinema, perché io non solo ero appassionato di cinema, io facevo parte di un... Io avevo una brutta malattia, ero un... un cinefilo. Che uno dice ah che bello, è un appassionato. No, sono delle persone di merda. E... di... molti. Poi in realtà ovviamente ci sono... grandi persone che si occupano... che hanno veramente una passione vera per il cinema, però è anche un po'... Mettiamola così, i cinefili stanno al... ai registi, a chi fa cinema davvero, come... Le quarti giurate... stanno alle forze dell'ordine. Non hai passato il concorso. Fai sta roba qua e non solo non sei capace, sei anche un po' rancoroso, ti parte il colpo facile, c'hai la rabbia. Non... E io ero quella roba lì. Poi ho riconsignato il... il distintivo, la pistola, il taser e... e non so che altro e... adesso sono un uomo migliore. Pensate, questo è l'uomo migliore, pensate come ero prima. No, non mi scherziamo, non mi piaceva troppo l'ambiente, che è un ambiente che se la canta e se la suona dei wannabe critici cinematografici, ecco. Però sì, scrivevo per una rivista online, mi occupavo di cinema, andavo ai festival, come dicevi, andavo alla mostra del cinema ogni anno, alla mostra di Venezia, andavo a Locarno,
come un uomo migliore. E... Perché uno dice Locarno con sto tono, come sono detto, andavo a... a Locarno, insomma. Però andavo a Locarno e... sì, facevo un po' di festival da inviato. Senti, un sacco di film con queste recensioni non le leggeva nessuno, però...
...
...
! ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
...
... ...
...
... ... è piccolina però da lì mi sono recuperato un po' di uscite recenti o non di cose che mi ero perso e sto man mano
sai che Mubi Italia non ha voluto il grande caldo che è il film che avevo fatto allora mi rimangio tutto
meglio scivati meglio radicchio
film perfetto per un mese su Mubi è proprio il suo
come l'hanno motivato?
non mi ricordo la motivazione non era per le bestemmie le bestemmie sono fatte apposta per Mubi nel senso su Mubi ci possono stare
infatti che vuol dire Mubi? Madonna?
Madonna, Ulcera Balordo Balordo quindi sono parole separate
e poi
Yippee no no
come funziona? tu mandi il file?
no, no, ho fatto parlare ho chiesto alla mia agente chiedi se vogliono
non hai cercato di caricarlo a carattere? no, no, no hanno rifiutato
per carità, ognuno fa la sua selezione ma secondo me era proprio quello detto questo, salutiamo Mubi li pago anche io per vedere i loro film e quindi Stefano mi sa che c'ha una rubrica da sottoporre
che ti stai a vedere adesso serie serie serie
Grazie.
Che mi sto a vedere adesso? Allora io ho un grosso problema adesso. Con il wrestling ragazzi. Con il wrestling? Con il wrestling. Io ho un grosso problema con il wrestling. E stai a guardare il wrestling? Io sto a ruota di wrestling, come diciamo a mestre.
E vai. E scusa, io non so niente, come sta il wrestling adesso?
Benissimo.
Si è ritirato John Cena?
Si è ritirato John Cena, sì.
Alla buon'ora perché stava a fare la fine di D'Angelo nel senso che dopo un po'...
Sì, è vero, tra un po' faceva sia a sfida anche inzoppicando anche lui, è vero. Però, no, guarda, in realtà io ho capito questo, perché io con il wrestling ho avuto questo rapporto qui. Lo seguivo da, chiaramente è piccolissimo, da ragazzino fino alle medie. L'ho abbandonato totalmente, lo riscoperto. L'ho riscoperto tre anni fa circa. Tra l'altro, anche qui, rarissima cosa seria che dico, per un momento non felicissimo, un po' di depressioncina diciamo. E giusto per svagarmi, per non stare a fissare il muro, insomma, ho cominciato per puro caso a seguire, per seguirne roba. Mi ero messo a seguire, era estate, non c'era manco la serie A. Comincio a seguire il wrestling e da lì mi appassiono, che c'è tutto l'anno, questi lavorano come schiavi, è un eroe incredibile. O mi sono recuperato tanta roba vecchia, perché mi sono un po' informato, perché io conoscevo gli anni in cui seguivo io. Però è una roba, intanto che c'è letteralmente dall'ottocento, poi ho avuto delle evoluzioni. Però il concetto di un match predeterminato tra due lottatori che fanno qualcosa che si ispira vagamente alla lotta libera, alla lotta greco-romana, davanti a un pubblico, si fa nelle state fair, che sono le... le sagre americane, letteralmente da fino all'ottocento.
Ma quindi scusate, è sempre stato predeterminato dall'inizio?
Il wrestling, quello che gli americani chiamano pro-wrestling, quella roba sì. Quella roba sì, poi adesso sto facendo magari una mezza gaff, perché non sono uno storico della materia, perché non so cosa avviene prima tra quello e la luce libre messicana. Però comunque, per quanto riguarda il pro-wrestling americano, sì. Poi va distinto dal... appunto, da quello che viene chiamato amateur wrestling, che è... quelli che si lottano con le tutti, quelli che fanno la lotta con le tutine, che è quello sporco che si fa anche alle Olimpiadi, che è quello a origini antichissime, che risalgono dall'antica Grecia. Però il match predeterminato è una roba che si fa dal... veramente da fino all'ottocento.
Ma quando eravamo piccoli noi però c'era un po' la cosa...
che... cioè quando lo guardavi da bambino...
Non sai se è vero o finto. Non sapevi se era vero o finto. E magari all'epoca non serviva a scrivere è tutto finto. Invece forse adesso i bambini lo sanno che è finto.
Allora, adesso lo dicono in maniera più esplicita e lo dicono... Più o meno dagli anni 90. Perché negli anni 90 cosa è successo? Negli anni 90 la federazione più grossa, la WWE, che molti conoscono, che all'epoca si chiamava WWF, cambiò il nome per colpa del WWF, ha vinto quel panda di merda, pensa? La WWE fu WWF, finì al centro di uno scandalo legato all'uso e alla distribuzione di steroidi. Perché pensate ragazzi, qualcuno là dentro usava degli steroidi. E qual era il problema? Che veniva presentata appunto, c'era molta mystique, c'era molto mistero rispetto al fatto che si trattasse di vere competizioni o meno. E quindi il punto qual è? Che se quello è... Una federazione sportiva con i suoi tesserati che si sfidano e c'è un premio alla fine, c'è chi vince, c'è chi perde, non può esserci un uso sistemico di sostanze dopanti e di steroidi. Però se invece lo presenti come uno sport, come un sport entertainment, dicono gli americani, come uno show con degli elementi fisici in mezzo, allora certo, magari non è comunque il caso di sfondarsi, di anabolizzarsi, ma è un'esperienza che non è una cosa che si può fare.
E quindi è un punto che è molto importante. Però ci può stare, insomma, non si è obbligato a inserire un controllo. Infatti ho fatto un processo a riguardo e da allora lo ammettono più apertamente. Poi per rispetto nei confronti della storia, della disciplina, si cerca di mantenere sempre quello che in gergo si chiama K-fabe, che sarebbe la sospensione di incredulità. E quindi di far finta di trattarlo come si tratta Babbo Natale dopo, non lo so, 7-8 anni. Lo so, ma faccio finta di no perché mi piacciono i regali.
È vero che quando lo guardi non sai chi vincerà. Sai che loro lo sanno e poi però non sai chi o come vincerà. Tra l'altro lo sai che qua fanno wrestling.
Lo so benissimo, ci vedo spesso. I ragazzi di Break Pro Wrestling che salutiamo, che sono degli amici.
Con Sandro Canori MC.
Con Sandro Canori MC, sì, sì. È bello questo che ci sia il wrestling nostrano. C'è, ma ci sono tante federazioni. Solo a Roma ce ne sono tre. Devo lasciarne tre e forse sto arrotondando per difetto, non so, sto facendo una gaff.
E giocavi anche al videogioco?
No, quello no, quello no. Però c'è stato un periodo in cui col mio conquilino ci giocavamo l'anno scorso. Sì, sì, sì.
Allora hai recuperato adesso, cioè da ragazzo, no?
Sì, adesso che ho 49 anni.
E da uomo, sì.
Adesso che ho l'ipertensione giocare, sì.
E quindi ti guardi il wrestling di oggi.
Ma non costa, cioè non è pay per view? Non funziona. Cioè che comunque io ragiono ancora come quando ero adolescente. È pay per view, quindi è impossibile guardarlo, perché non avendo io neanche un euro. Allora. Adesso immagino, semplicemente fai clic, clic.
Allora, in realtà, no. Beh, bellissimo. Quando ero ragazzino io c'era la famosa finestra in chiaro, potevi vederlo su Sky, ma non tutti erano Sky, e c'era la finestra in chiaro su Italia 1, in cui la telecronaca, la facevano, a cui voglio un bene dell'anima, la facevano Ciccio Valenti con Cristian Recalcati. Cristian Recalcati, grandissimo telecronista calcistico e di altri sport, grande interista sfegattato, e anche abbastanza appassionato di wrestling. Ciccio Valenti l'ha messo poi successivamente. Di wrestling non sapeva una sega, ma... Un pochino si intuiva anche, perché i wrestler non avevano nomi, glieli dava lui, le mosse non avevano nomi, erano tutti sberloni, quindi non si capiva assolutamente nulla, però ci si divertiva molto, obiettivamente. Quindi c'era questa cosa, però era difficile un po' seguire. Da quando seguo io, insomma, da quando l'ho recuperato io in questi ultimi anni, no, seguo invece su Discovery, Discovery Plus fa questo servizio, però adesso si sposteranno su Netflix dal primo aprile. Ah, vedi? Sì, questa è la WWE. Poi, ripeto, come dicevamo prima, io seguo, cerco di andare dal vivo.
Quando vengono in Italia, adesso fanno le tournee, ci vai?
Sono stato, è un motivo per cui ho dei problemi economici, Daniele.
Perché costa... Chiaramente gli americani vengono a fare finta di combattere e ti chiedono tutti i tuoi soldi.
Beh, io l'ho detto... C'è un messaggio che ho mandato a mia madre un giorno, mamma, mi mandi i soldi per l'Italo? Perché il mese scorso sono stato stupido, sono andato a vedere dei signori in mutande che si menano per finta e non li ho. Quindi se mi vuoi al tuo compleanno, devi fare sto sacrificio.
Ma tipo quanto... Quanto costa?
Ma dov'è che l'hanno fatto? A Bologna? L'anno scorso sono andato a Bologna, sì, all'Unipol. E how much? Allora, non te lo dico, però ti dico questo. L'anno scorso ho visitato...
Diciamo, meno di una Smart, ma più di...
Allora, quest'anno pare debbano tornare in Italia con un evento che pare possa venire a costare dalle quattro cifre in su. Sì.
Ah, minchia.
È grave.
Il prezzo minimo è mille?
Pare. Si parla di questa cosa qua, magari no, però girano ste voci che mi spaventano, infatti non mi vedranno. Se mi vedranno dico che sono tecnico delle luci. Però... Io ti dico solo questo, non ti dico le cifre giuste, ma l'anno scorso sono andato all'Unipol Arena due volte. Per i radiohead, che comunque non costano come uno spettacolo di Stefano Rapone, costano qualcosina di più e...
Scusa.
Non è da una teta. Poi non tantissimo di più. Sì, sì, perché comunque c'è una sproporzione anche lì.
Comunque, già la passa e tutto il resto, se vuoi vedere Rapone è qualcosa dei scucci.
Certo. Giustamente. Non è mica Tommaso Fauro, ma... Costavano un quarto. Esattamente un quarto.
I radiohead costavano un quarto del wrestling.
Sì. Sì. Per vedere...
E quanto dura l'evento? Almeno tanto.
Almeno tanto, però io comunque, e questa è una cosa che dico solo per i pochi appassionati, io comunque ho speso tot piotte per vedere Zelina Vega contro Piper Niven, che con tutto il rispetto, ma per quale motivo? Tu direi chi sono queste persone? Non lo sai tu, ma non lo sanno molti appassionati.
Ma perché non vengono i nomi di cartello in Italia?
No, vengono anche, però voglio dire, dipende da cosa stai dando importanza, loro girano delle puntate di uno show televisivo.
Sì.
Dipende a che punto sono in quel momento del racconto e se è un momento un po' di stallo, ti becchi un momento un po' di stallo.
E quanto costa una birra dentro durante il wrestling? Sai che non ci ho fatto caso.
Non mi ricordo, perché ero in quella... Sai quando vai a fare una roba, magari quando fai fare una vacanza, che sai già che hai speso e dici sono ridicolo se mi metto a contare l'eurino. Sì, sì, sì.
Ormai sono già rovinato.
Cioè... Giusto, giustissimo. Let's roll with it.
Cioè non ne ho la minima idea. Però così facendo spendi 300 euro in più comunque.
Sì, sì, certo. È stupido come ragionamento, ma è un ragionamento che ho adottato.
Ma a proposito di uomini di spettacolo... Straordinario. Ti lascio con Stefano,
vado a starnutire di là,
che sono altri 15 in canna. Uomini di spettacolo in mutande. Tu l'hai mai incontrato Berlusconi?
Fammi ci pensare. No, purtroppo non l'ho avuto più. Cioè, hai questa domanda, cioè nel senso hai dei vice Berlusconi, dei vice vice? Eh, chi è?
Chi c'è? Qual è il contatto più vicino a Berlusconi che hai? Tocchicciato.
Quell'incontrato era un incontrato biblico?
Come vuoi, come vuoi. Conosciuto, sì, sì.
Non lo so. A chi era legato Berlusconi?
Rubi ruba cuori.
Non ho avuto il piacere. Infatti sono in libertà. Non ti so dire. Tanta gente in televisione. Sto pensando un po' di Voltimedia, ma Mediaset non mi voglio.
Eh, ma infatti tu non hai fatto molto a Mediaset.
No, a Mediaset no. Manco Signorini mi ha cagato. Ragazzi, non mi vuole nessuno. Pono senza Mezzucci. Ti spiace che Signorini non mi abbia ammolestato.
Potete tenerla. Poteva nascere qualcosa. Qualche collaborazione. Lo faresti un grande fratello? Come autore, come autore.
Come autore, sì. Beh, non lo so. È divertentissimo. Perché quello è giocare a fare Dio. È stupendo. Cioè, è l'autore di Truman Show praticamente. Io ho conosciuto autori di reality ed è il lavoro più bello e più sadico del mondo.
Che ti hanno detto?
No, è...
Quello che si può dire.
Sì, tra l'altro non voglio dire i reality, perché stiamo parlando del grande fratello in uno specifico, però è... delle robe assurde, cioè... con... Sì, no, anche non può... No, tante cose non si possono dire perché sono iperspecifiche e perché si capisce di che reality stai parlando.
Vabbè, cerca di girarci intorno. Ah, siamo su un'isola, dici noi. Cioè, in questo senso...
Sì, però le so per interposta persona, però... Mettiamola così. Qui avete avuto ospite, ed è un capolavoro della storia dei podcast, secondo me, il grande Massimo Ceccherini, che racconta... Certo. Un aneddoto stupendo su... su di... dei famosi, spiegando che, secondo lui, c'era un lavoro di... tortura attiva nei confronti dei concorrenti, con lo scopo di farli stare male, farli piangere in diretta.
E...
E giunge voce per interposta persona che le cose stavano esattamente così. E che, ancora una volta, signor Ceccherini, non si inventa un cazzo. Certo. Ciò che Ceccherini dice è la Bibbia. Ciao, Daniele. Uè, sono tornato che Ceccherini è il profeta. Esattamente.
Non potrei che essere più d'accordo.
E sei tornato durante l'ennesima parte da tagliare.
No.
Perché da tagliare? No, no, no.
Scusate, segnalo solo. Ho lasciato la tenda... è quella là che si è spiccata, se posso usare questo termine abruzzese, visto che è anche Stefano che poi rimane a scusate. Perché da tagliare?
No, no, niente. Non c'è niente di...
Che cos'è? Che questo Berlusconi non lo conosce.
No, no, invece...
No, invece lo conosce.
No, non ho avuto più... No, no, purtroppo.
Stefano, ho un'ultima rubrica da fare, se tu mi devi aver messo. Questa rubrica non la facciamo molto spesso, ma qual è il tuo dittatore estero? Preferito. Bella questa.
Mi piace che le avete aggiornate comunque negli anni.
No, no, perché devono arrivare da noi spontaneamente.
Vabbè, sti tempi è anche facile, dai. Bye. Sti tempi purtroppo... Non voglio sbagliare il nome, nel caso la rifaccio. Fujimori? Sì. È stato soppiantato a Maduro, ragazzi.
Maduro? Eh, sì. Ah, vedi.
Tutta la vita. Però Fujimori è la risposta che io ti diedi la prima volta che me l'hai chiesto. Che ricordiamo, dittatore di origini giapponesi...
Detto El Cino.
Detto El Cino. Peruviano, giusto? Sì. Che tu pensa... Morto da relativamente poco. Sì, da un paio d'anni. Tu pensa, non solo stai in un paese che è un regime dittatoriale, ma in più... Quindi privato di alcune libertà, eccetera, ma in più il colpevole di questa cosa qua... È uno di seconda generazione, quindi... Sì, sei un rivoluzionario, ma sei anche razzista. Cioè, sono strani... Cioè, è una situazione strana. Di solito il rivoluzionario è un po' progressista, capito? Invece no. Tu dici...
È uno di seconda generazione che si chiama Alberto.
Sì, anche un dittatore di nome Alberto non è normale. Alberto è un amico di tuo papà. Sì, simpatico, simpatico.
Che lui le canne ancora se le fa.
Sì, sì. È quello che portava i... Che ne so, i cd contraffatti. Sì, sì.
Perché era bravo a usare i mule. Quello è Alberto. Sì, sì, sì. Non è uno che chiude i giornali, Alberto.
Però abbiamo avuto Franco alla fine.
Sì, è vero. Franco invece è un amico del nonno che fa il vino da solo. Sì. E una volta uno ne ha bevuto troppo e è diventato cieco, è vero.
Sì, sì, sì. Che ha sparato a diversi cinghiali una volta anche a una persona. Sì, sì. E continua a dire, non l'ho fatto apposta. Sì.
Sì, sì. Questo è il nostro re, se non sbaglio.
Eh?
Non è il nostro re questo che ha fatto questo.
Il nostro re. Tante persone hanno sparato per sbaglio. Anche il nostro re, sì.
Sì, vero. Ha ucciso. Quale re? Vabbè, io so, da monarchico lo chiamo ancora. Ah, quello. Quello. Sì, è successa questa, sì.
Io sapevo di Dick Cheney, no? Anche lui.
Eppure Dick Cheney ha sparato. E lui, il nostro re.
Parlavo di lui.
Se vai a caccia con le persone ogni tanto...
No, ma io su Dick Cheney sapevo una storia fantastica. Dick Cheney sparò a un suo amico quando lui era vicepresidente degli Stati Uniti. Sparò, era una battuta di caccia. Sparò per sbaglio a un suo amico. In faccia. L'amico... È sopravvissuto, ma... Uscito dall'ospedale, con metà faccia tumefatta, la prima cosa che ha detto alla stampa, per far capire che persona doveva essere Dick Cheney, è stata, io chiedo scusa al mio amico Dick Cheney. Per il casino che gli ho procurato, mettendomi dove non dovevo mettermi. Non sono incazzato perché non posso più mangiare cibi solidi per il resto della mia vita, no. Scusami che ero lì mentre mi hai sparato in un occhio, cazzo. E questo è Dick Cheney.
E questo è Dick Cheney.
Che forse è il mio dittatore estero preferito. Che forse è il mio dittatore estero preferito, lo so.
Mi sembra che l'omaggio a Dick Cheney sia il modo migliore per chiudere la puntata, quindi vi chiedo un altro applauso per Tommaso Fauno.
Troppo buoni, troppo buoni.
Se vi va fatelo anche a Stefano Rapone.
Bene Tinti.
A Sienta, a The Comedy Club. Fate un applauso a voi che siete venuti in tantissimi anche questa sera e un altro applauso all'ospite di questa puntata. Grazie infinite. Ciao a tutte, ciao a tutti. Ci vediamo alla prossima puntata. Ciao. Ciao.