Immagino Gianni Minacqua e Mohamed Ali. Mohamed, come stai? Ho una domanda per te. E cosa hai fatto?
Sarebbe un sogno.
Buonasera a tutti e buonasera a tutti. Benvenuti a una nuova puntata di Tintoria. Applauso. Vamos. Qui con me Stefano Rapone, un ragazzo molto carino con la felpa che fa pandan col calzettone. Quando sei così so che devo allacciare la cintura.
Esatto, con i pedalini. Come va? Bene dai, sempre un po' di stanchezza però ormai si va così. Tu?
Bene bene, sono contento. Io invece riesco anche a ritagliarmi dei momenti di tempo libero. Sto giocando anche a dei videogiochi nuovi che di solito non faccio mai.
Ah, che stai facendo?
Ho finito uno.
Che stai giocando?
Ho finito Super Mario, quello nuovo.
Qual è quello nuovo?
Cioè quello nuovo, hanno fatto un Super Mario iper realistico, l'ho finito oggi, difficile, bello, strano, perché comunque realistico.
Che succede?
Eh vabbè, alla fine, vabbè, Mario salva la principessa e la principessa dice ah grazie Mario, insomma adesso ti do un bacio e Mario dice no no no e le presenta la fattura da pagare perché sai che Mario fa l'idraulico. Certo. E dice no, mi devi pagare. E lei dice ma come non ti do un bacio? E lui dice no, ma io faccio l'idraulico nella vita, non è che mi puoi pagare con un bacio. E quindi le dà sta fattura e lei dice scusa ma in questa fattura mi ci hai messo, vabbè, il lavoro idraulico, vabbè, le tartarughe morte, i tubi intasati, ma mi ci hai messo pure il gas e la corrente elettrica, ma perché? E lui dice eh ho capito, io per salvarti mi sono dovuto allacciare il gas e la corrente elettrica e lei dice ma è carissimo e dice ho capito, il castello è il tuo, io mi sono allacciato e tu mi devi rimborsare, ti ho salvato, ho capito. E lei fa tipo ho capito ma perché costa? E lui dice ma perché costa così tanto? E Mario fa eh ma se non lo sai tu perché costa così tanto, il castello è il tuo. E lei fa eh ho capito ma è altissimo, poi non ci capisco niente di queste cose. E lui fa ma perché scusa, chi è il tuo fornitore? E lei dice ma che ne so, che ne so, io non ci capisco niente di queste cose, fascia trioraria, fascia bioraria, io sono una cliente confusa, confusa. E Mario fa vabbè scusa ma perché non vai su facile.it? E la principessa fa ah facile.it, di cosa si tratta? E lui dice ma non conosci facile.it? E ci credo che paghi così tanto, con facile.it tu puoi caricare sul sito direttamente la tua bolletta o il pdf della tua bolletta e facile.it ti dice se con un altro fornitore pagheresti di meno e quanto pagheresti di meno e dal sito puoi già cambiare direttamente fornitore liberandoti così di un sacco di burocrazia, è stupendo. E la principessa fa ah ma è facilissimo e Mario fa no è facile.it. E lei fa vabbè adesso non fare se battute. E lui fa vabbè principessa dove eravamo rimasti adesso? Per quel bacio e lei dice esci subito da qua.
Beh è un gioco bellissimo.
È uno strano finale, aspetto il sequel.
È un gioco bellissimo, effettivamente è una contestazione fondamentalmente però bello e l'ho già scaricato.
Come l'hai scaricato? Non sta su tante piattaforme, come hai fatto a scaricarlo?
Eh no l'ho scaricato perché per giocare a questo gioco basta la Switch.
Molto bene.
Bene.
E anche questa sera ce l'abbiamo fatta. Beh ma non è certo grazie ai draghi che rapiscono le principesse se siamo arrivati a fare, tutte queste puntate.
Non è grazie ai Goomba.
Non è grazie ai Goomba se abbiamo fatto tutte queste puntate. Deve essere grazie agli ospiti straordinari che abbiamo la fortuna di invitare ogni volta, quindi senza ulteriori indugi vi presento l'ospite di questa sera. Signore e signori, solo per voi, Neffa. Buonasera.
Grazie di avermi qui, è un grande piacere.
Grazie a te di essere venuto a Tintoria. Stefano mi stasera anche preparato una bella domanda.
Sì. Come stai? Ma chi sarai?
Quella era come mai. Era simile però effettivamente.
Però come stai?
Domanda interessante. Io sono uno di quei tipi che se gli fai una domanda così potrebbe andare da… è come Proust la Madeleine. Come stai? Posso partire da come stai? E finire da come sto. Però diciamo che sto abbastanza bene, sono in una fase della vita in cui ho capito che tutte le cose che aspetti per tutta la vita, io penso che molti di noi aspettino cose per tutta la vita, ecco quando hai la faccia come la mia dici se aspetti ancora sei scemo, quindi
sono in questa fase che non aspetto più niente, se non vari tipi di ecatombe, però quelli sono, diciamo fanno parte del mestiere.
Non aspetto più, quindi guardo verso la vita più di prima.
Penso che sia una cosa normale.
È anche una bella risoluzione. Di solito i vecchi intellettuali ad un certo punto rimbambiscono e cercano Dio, io ancora Dio non l'ho cercato, penso che non si sia neanche del tutto perso, quindi non c'è bisogno che io lo cerchi.
Lui sa dov'è.
Lui sa dov'è.
Lui sa, almeno quello, se Dio non sa dov'è siamo nei vari. O lei.
Lui o lei.
Io prendo la birra.
Vai, vai, vai, prendi la birra. Prego, prego. Stefano nel frattempo mi sa c'aveva anche un'altra domanda in canna.
Sì, che hai fatto oggi?
Allora innanzitutto vengo da una notte insonne.
Mi dispiace.
Ho visto che anche l'altra volta quando è venuto il mio amico Fabri qua veniva da una notte insonne. Io purtroppo non per motivi così eccessi come i suoi che vi aveva visto, io perché il letto era scomodo.
Ah.
Quindi sono sicuro che il tipo di spirito tu mi puoi capire insomma. Certo. E quindi sono partito da una mattina difficile perché già per me la mattina è difficile. Io ho due persone, minimo. Quello della mattina, quello della sera. Io dico sempre sbirro buono, sbirro cattivo, poi c'è sbirro mix che è quello più o meno delle due del pomeriggio. Infatti alle due del pomeriggio più o meno è quando io sono più creativo. Mi metto al computer. Sono equidistante dal mio personaggio del mattino e quello della sera. Quello del mattino è incazzato ma volitivo. Stamattina non aveva dormito quindi giravano tantissimo. E non riusciva a volere troppo. Quindi ha detto come l'affrontiamo oggi? Un passo alla volta. Scusa, alle due è il momento più creativo dopo pranzo? Sì perché all'inizio tanti mila anni fa lavoravo la notte. Adesso la notte preferisco, faccio sempre tardi, però la notte preferisco le visioni della notte. Penso che la notte sia sempre stato un tempo di visione.
Quando vedi tutto il misticismo del medioevo, il medioevo era la notte. Perché di giorno non succedeva mai una mazza. Erano sempre loro, erano quattro di loro, non succedeva niente. Tutti arrivavano l'anzichenecco. Mentre invece la notte è sempre stato il momento delle visioni, delle streghe. Quindi io credo molto, per me che faccio il creativo, ho la fortuna di poter avere l'orologio spostato, credo molto nel tempo delle visioni che è la notte. E di giorno per me è il tempo delle ragioni. Tutto quello che tu magari... Mi ricordo che per esempio... Normalmente scrivo, scrivo, improvviso molto di notte e di giorno è il momento in cui poi mi metto là tecnicamente, righello. E faccio... Perché mi piace produrmi, mi piace arrangiare. Alla fine ho fatto sempre tutto io. Sbagliando, ovviamente.
E... No vabbè, perché questa cosa... Con l'abbiocco post-prandiale tu adesso dici... Vado.
Ti voglio dire una cosa sull'abbiocco. Una volta ho conquistato una donna con questa... Non sto scherzando.
Ah, beh, allora...
Ti voglio dire questa cosa qua che... Quando c'è stato il Covid, io arrivavo come tutti, avevo dunque il 20, passato i 50, stavo un po' attento alla pancia, no? Oggi mangio questo, domani mangio... A pranzo il carboidrato, la sera la proteina, così. Quando è arrivato il Covid ho detto, ma sai che ti dico? Mi sono rotto... Mi mangio due etti di pasta ogni giorno che Dio manda sulla terra. E non ho ancora smesso.
E non sono abbioccato neanche dopo. Ma questo è il più bello dei superpotenti. E non ho smesso un filo di grassa.
Adesso... E non ho neanche... Pensa che sono andato a fare le analisi e il colesterolo stava bene.
Incredibile.
Meglio di quando facevo il brabone. Questa...
Ma questo mi interessa. Quindi... Che pasta... Che pasta ti mangi?
Vogliello... Salutiamo gli amici di Vogliello. Però diciamo che... Cioè, esatto, sì, sì, sì, sì, assolutamente. E altre. Però diciamo che ovviamente non... Non è che stiamo parlando di... Non è che straspingo sui... Sui condimenti.
Eh, infatti, che...
Sono un semplice io. Io mangio per nutrimento.
E quindi in bianco?
Sugo, un sugo di pomodoro. Non c'è bisogno di... Come si dice a Roma, di anafregna. Vado così.
Eh... Ma tipo c'è quegli sughi pronti... Cioè... No.
No. Già mai. No, no, no, no, no. No, no, no, no. Attenzione.
Allora.
Io sono cresciuto in una famiglia dove il cibo è... È ed era amore. Quindi per me... Se mi tratto male con il cibo, è...
Allora si è ammessi proprio male. Vuol dire che in quel periodo mi sto proprio schifando. Cioè buttare un... Un sugo nella padella. Non ci metto manco l'olio. Cioè si fa da solo, eh. E poi... E viene bene, eh.
Ah, quindi fai...
Onestamente. Io prima... Anni fa ci mettevo cipolla, olio, tutte ste robe.
No, no, no, no.
Adesso sono uno che va alla cosa semplice. Tolgo le sovrastrutture.
E... Stefano, avevi anche una terza domanda, ti ricordi?
No.
No, che normalmente... Questa era la tua prima. Esatto, questa è la mia prima.
Cazzo, me la devo togliere.
Adesso ne hai altre due.
No, perché ti ricordi, avevamo la prima domanda e la seconda domanda e poi normalmente a noi ci piace partire dall'inizio, ma in realtà ti volevamo chiedere... Dalla fine, esatto. Visto che il 5 novembre hai fatto il concerto al Forum, com'è andata? Tutti ce n'hanno parlato bene. Era a Milano, noi non ci siamo potuti essere, ma ce n'hanno parlato amici e colleghi. È stata un'esperienza pazzesca, eh.
Allora... Difficile, perché... I miei mal di pancia... I miei mal di pancia avevano sempre un indirizzo precisissimo. Pensa che io ho inventato un modo di dire, in quel periodo che si chiamava sentirsi come un 6 novembre, che voleva dire proprio quando tu non hai più una preoccupazione della vita, no? Però, in quel periodo ho avuto un grande motivatore, Kobe Bryant. Sì. Sì? Kobe Bryant ha detto che per ottenere uno sforzo, per ottenere un risultato senza precedenti ci vuole uno sforzo senza precedenti. Quindi, prima cosa, io ho provato completamente a rieducare la mia voce, perché proprio mi era entrata dentro. Il mio insegnante, non posso dire di canto, lo chiamo meccanico di voce, perché non è proprio un insegnante di canto, è proprio uno che viene qua e si... come un motore, lo raccontavo prima. Mi ha detto che nella vita, a un certo punto, si cambia voce e moltissimi cantanti smettono al primo cambio di voce. Io ne avrò avuti 27. L'ultimo era proprio peso, post-Covid. Avevo appena fatto il mio disco napoletano, che per me è stata musicalmente un'esperienza... ma non musicalmente è poco, è un'esperienza umana misteriosa da quanto era bella. Poi il Covid mi ha mandato a male, così. E quindi poi non cantavo più, eccetera. Quindi prima cosa, lezioni di canto. Ed è figo, cioè tutti i giorni... è figo. Tutti i giorni tu ti metti là e dici... cioè io oggi non... io oggi, nel momento in cui ho detto adesso mi faccio una canna così, ho detto no, perché poi mi si rovina la voce, adesso faccio gli esercizi. Fare questa roba qua, capito, è una cosa che ti fa sentire che hai fatto qualcosa di concreto per te stesso. Io lavoro con le cose invisibili, quindi per me, se tu mi dici... mettiti davanti al computer 14 ore che facciamo sta cosa, io mi devi portare da mangiare a alimentarmi con una cannuccia, se sto in una certa fase non ti vedo neanche. Ah sì, tre ore dopo salto fuori, mangiamo? Non lo so, c'è una cosa fredda lì. Però invece l'impegno vero io non ce l'avevo mai avuto. Cioè io ero uno che... cantava così, sigarette la mattina, bum bum, mettevo giù la sigaretta, poi un bel giorno scopri che la voce non funziona tanto bene e capisci che esiste una cosa che si chiama l'allenamento. Poi tu vedi il tipo all'Olimpiade, cioè, che è il più grande,
il più figo dell'universo, non fa altro che allenarsi dalla mattina alla sera un paio di cose e te le dici. Diciamo che io amo di più la parte creativa della musica e cantare per me non era mai stato uno sforzo. È diventato invece uno sforzo ritrovarla, però è fighissimo perché ti giuro, cioè io sono il tipo che magari a un certo punto un giorno sento una canzone e penso, porca miseria, era veramente bello quando io potevo cantare questa canzone, a me piaceva quando la cantavo. Adesso non la so più cantare. Invece adesso posso cantare tutte le robe, magari non viene bene, ma mi sembra che venga bene, quindi questa roba della voce è andata alla grande. Questa è stata la prima parte. Ti voglio raccontare una cosa che fa molto ridere. Appunto, io sono uno che, mi ricordo quando ho fatto Sanremo nel 2016, lì si è trattata di, la gente dice sempre posto giusto al momento giusto, no, posto sbagliato al momento sbagliatissimo, cioè nel senso, lì proprio è stata una serie di scelte e di cose, tutte sbagliate e io sognavo, mi dicevano, che nel sonno dicevo, scusate non ho la voce, io facevo questi sogni qua, e prima di questo forum ho fatto, ho cantato un po' in giro, mi sono accorto incredibilmente che sta voce funzionava, perché io facevo solo, ghi ghe gha go go go gha ghe ghi,
dicevano, ma quando è che cantiamo, no?
Mi me mammo mumu, bababababababababa, non sai se sai cantare o no. Poi improvvisamente sono andato in giro a cantare, mi usciva sta voce così, no? E allora mi sono sentito così, no? Mi sono sentito tranquillo, e pensa te, le settimane prima del forum i miei sogni erano, ah devo andare sul palco e non trovo le scarpe, cazzo erano qui le scarpe, dove sono le scarpe? Oppure, qual è la scaletta? Non so la scaletta. Cioè il mio subconscio non poteva rompere più le palle sul fatto che non cantavo, perché sapeva che cantavo, quindi non mi nascondeva le scarpe, mi faceva questi scherzi qua. Però vabbè, averne di queste ansie, e alla fine poi, ultima cosa, da quando io ho ripreso, a cantare, nel senso, io dico a fare il campionato, perché una cosa fondamentale va detta, la dico io, ma penso che vaga per tantissimi creativi, c'è un sacco di gente che non vive se non fa quello che ama. Io alla fine ho avuto prima la mia solitudine, e poi l'ho trasformata nella mia fantasia, la mia fantasia mi ha fatto conoscere la musica, la musica mi ha dato tutto, no? E molte volte durante la mia carriera,
prima ho parlato con una tipa che faceva sempre così, lo faceva in un modo stilosissimo,
io non sono bravo a fare così, comunque varie volte nella mia carriera, quando c'è stato da, quando mi sono accorto che qualche cosa stava andando troppo storto, avevo paura sempre di perdere questo rapporto di amore che la musica mi dà, prima ancora che io la dia a lei, cioè la musica mi ha sempre riempito la vita, io ho sempre rinunciato a tutto il resto, non mi importava, ah c'è da fare la tournée, no, non me ne frega niente, c'è da essere questa cosa, no, non sono questa cosa, io devo fare quello che mi piace, e vivo con le conseguenze anche per quanto riguarda poi se faccio lo stadio, se faccio il mini club, capito?
E infatti poi su questo, vabbè, prego, prego, perché poi volevo chiedere anche…
No, figurati, ti voglio dire semplicemente, le faccio lunghissime, che io non smetto mai di fare la musica, cioè io se smetto di fare la musica, chi mi conosce dice tu morirai facendo la musica, io pago io per fare la musica, mentre invece non è detto che io… per me ci sono due binari, la tua creatività e il tuo artigianato, e poi decidi se fai il pane e poi lo porti al mercatino, e allora da lì parte tutto un altro binario. Molto spesso la gente non vede più un artista e dice
ma che fine ha fatto?
Probabilmente è uno che o non gli hanno dato possibilità o non c'ha avuto voglia di stare sul binario, io per fortuna amo tantissimo fare la musica, quindi la faccio tutti i giorni.
E questo intendevi quindi per fare il campionato è quando fai la musica e poi decidi di portarla al mercatino del pane?
Sì, perché purtroppo non ci puoi fare niente, questo succede in tutti i lavori, anche se non te lo dicono, però il nostro poi è un lavoro di percezione. Quando tu torni a fare il campionato, la prima cosa che succede si deve mettere un prezzo sul tuo cartellino, io ho il terrore di un prezzo sul mio cartellino, capito? Perché? Non ho mai saputo quale fosse, non ho mai trovato un prezzo che mi comprasse e quindi non ho mai saputo quale fosse il prezzo che mi vendesse, però questo lo stabilisce il mercato e io non sono mai uno che è andato troppo incontro al mercato, però due anni fa ho deciso che volevo tornare a fare un po' di campionato, perché tempo prima, io ho appena passati 50 anni, io sono così, una volta ero in Sicilia a 12 anni, sul motorino con un tipo, il tipo fa, e io avevo paura, perché ero un bambino rincoglionito, avevo paura del motorino, a 12 anni, ok, questo qui invece era un siciliano selvatico, fa adesso faccio la curva piegata, ha detto no, la curva piegata no, cioè io ho paurissima, sai cosa ho fatto io? Per evitare la paura che mi faceva avere questo tipo, mi sono buttato giù dal motorino, capito? Mi sono scartafasciato tutto, però se tu dici che mi vuoi fare male, io mi taglio, fammi male un po', quindi quando ho appena visto un po' di vecchiaio, ho detto ah si, tu mi vuoi fare morire a me,
io sono morto,
mi sono auto ucciso, e andavo in giro, facevo degli esperimenti alla Nanni Loi,
mettevo la brioche nel cappuccino, no non è vero,
andavo in giro a dire alle persone con cui chiacchieravo, magari anche a gente che avevo incontrato, dove bevevo la centrifuga nel centro commerciale, le commesse della centrifuga, e dicevo ma sai cosa?
Questo succedeva tipo verso il 2018,
sai cosa io ho smesso, sono a posto, guarda non va bene così, volevo sentire che rumore faceva prima dentro di me, e poi che faccia faceva, io non ho visto uno che ha detto no ti prego,
ci abbiamo bisogno, stai qui, e alla fine,
alla decima volta che l'ho detto, ho detto vabbè basta, allora vuol dire proprio così, e quindi poi che ridere, c'era questo mio amico, lui veniva a casa, e ci ammazzavamo di cannoni mentre io facevo la musica,
anche quella è una professione comunque,
vabbè io per Vasco Rossi ci avrei fatto tutta la carriera, molto meno impegnativo che andare sul palco, e allora gli dicevo ogni tanto, mi voltavo verso di lui, per dirlo a me stesso, gli dicevo sai che qui stiamo giusto imbrogliando un po' il tema, come per dire questa musica io la faccio, ma non è che c'è il binario del campionato,
la faccio perché sti cazzi,
e così facendo facendo, poi mi esplosa sta roba del disco napoletano, che già mi ha portato di nuovo fuori, e un contratto per un disco, e poi da lì, c'è stata questa storia delle basi coi buchi, io verso il 21-22, facevo un sacco di basi, dicevo questa qui la do a Carmelo, questa la do a Francesco, questa la do a Antonella, poi dico dei nomi da libro di lezioni di italiano per gli inglesi,
certo certo, ogni riferimento a persone realmente, eccetera eccetera,
e alla fine queste basi non andavano mai a nessuno, allora guarda un buco un giorno, guarda un buco una volta, per citare Totò, io quando vedo un buco mi ci infilo, e qui a un certo punto ho cominciato a buttare strofe, c'era questa cosa del rap, e chiaramente questa cosa del rap era anche un po', anche per il campionato era interessante, neghiamolo, perché se tu dici Neffa torna con un disco Mazzurka, ah minchia, non vedevo l'ora di essere altrove, e invece Neffa torna col disco di rap, chiaramente è una cosa che mi ha anche dato una platea più grande.
Certo, e adesso che hai fatto il forum, che comunque è concerto tuo con quelle dimensioni, adesso che invece vai in tour a marzo, come, cioè questo tour come lo approcci? Tour tuo, 100% tuo, che comunque così, insomma, non lo fai molto spesso.
Sai come, come, no, no assolutamente, anzi io non faccio un tour da, non faccio un tour da 12 anni, ma io sono uno dei tempi lenti eh. Giusto. E niente, porto comunque, è ovvio, cioè, allora il club ha una cosa interessante, che a differenza di un concetto come il forum, tu al forum ovviamente, secondo me, se sei con 12.000 persone davanti, io vorrei vedere uno che con 12.000 persone davanti dice, quasi quasi chi faccio, quel pezzo che nessuno conosce, ma a me piace tantone, così stanno tutti là, tutti le 12.000 che ti guardano, nel club ti puoi permettere un pochino più, una cosa un po' più come questa, cioè tu nel club hai un club, hai un contatto diretto, molto di più, e mi sento di fare un po' più, un'esplorazione, diciamo musicale un po' più profonda, però quello che faccio, io sono alla fine un centralinista, c'ho una cinquantina di spinotti, quelli sono, quindi arrivo, faccio quello che faccio, faccio un po' di cose vecchie, un po' di cose nuove, faccio un trucchetto col coniglietto del cap, no, sarebbe,
guarda,
voglio far, io, io adesso, anche quei, ecco, prima parlavamo dietro, e vi ho raccontato che, da quando sono tornato, da quando sei partì, da quando sono tornato, non ho più l'ansia, del palco, questa cosa, in realtà, mi permette di vivere veramente, la dimensione del concerto, come non l'ho mai vissuta prima, io prima, ero sempre, sempre in sbattimento, prima mi sono sempre considerato uno, che, innanzitutto, io in generale, mi sono sempre considerato uno, da, che mi trovo bene, quando io sono,
non ci sono troppi dislivelli, no, tipo, il palco del Maracanã, Maracanã,
120 mila, no, invece, mi piace la dimensione, no, quindi, anche per questo, nel club, mi trovo meglio, e, non so, avevo preso una deriva, no,
era sul non avere più l'ansia, mi interessava, perché era, sì, sull'ansia, era,
sull'ansia,
bravo,
l'ansia, quindi, è successo, che, due anni fa, ho deciso, che, tornavo, guarda, ci vorrebbe, un tintoria, e un franchising di tintorie, per dirvi, solamente, della mia epifania, di quando ho detto, torno, però, comunque, sono tornato, alla prima cosa, che è successa, J-AX, mi ha telefonato, a Berlino, mi ha preso, in un momento, con la guardia bassa, zio, tanto lo so, che non vieni, vieni al mio forum, a cantare, l'8 ottobre, no, il 9 ottobre, doveva essere, del, 23, no, 24, sì, e io, che ho detto, sì, vengo, che ho detto, no, troppe volte, e quindi, non potevo dire, di nuovo, di no, ho detto, vengo, poi ho detto,
minchia, no,
cosa ho fatto, perché, a un certo punto, insomma, comunque, vado a sto forum, nel frattempo, invece, mi sentivo uno in pace, un po', col palcoscenico, e tutto, vado a sto forum, dico, adesso, mi arriverà, quella cosa, la pancia, che palle, però, poi, vai sul palco, diventa tutta energia, così, non la sentivo mai, non la sentivo mai, a un certo punto, sono sulle scalette, per salire, non ce l'avevo, e ho scoperto, che non ce l'ho più, e ho scoperto, che non averla, in realtà, prima, mi raccontavo, questa favola, che era anche vera, avevo questa cosa, la pancia, poi, metti il primo piede, sul palco, e diventa tutta energia, no, adesso, se uno come me, mi racconta questo, non lo perde, invece, da quando io non sento più, questa ansia, vivo, tre volte più pienamente, quello che sto facendo, che ho davanti, tutto, mi sento veramente, nel posto giusto, quindi, voglio dire, che, non sono venuto qua, per pettinare, dei cicciobelli, i concerti, spaccheranno.
Oh,
bellissimo. No, c'è una, domanda. Per quanto,
pettinare, dei cicciobelli, è comunque, è un'attività, assolutamente,
nessun animale, è stato maltrattato, mentre pettinavamo, un cicciobello.
Ma secondo te, come,
a meno che il pettine, non fosse di tartaruga. Giusto.
Certo. Com'è successo, che, cioè, come hai fatto, a sbloccare questa, questa assenza, di ansia, cioè, che è successo? Non lo so,
non lo so, è un mistero. Probabilmente, il fatto di essere nato, morto, rinato, in qualche modo, dentro me stesso, fatto sta, che, vi dicevo prima, nel 90, ho fatto un tour, con Negazione, il mio gruppo punk, in America. Si. E una volta, eravamo, in un posto, tipo, in North Carolina, ed era un posto, da film,
in America, tutto è da film,
però questo posto, in assoluto, era una specie di, corridoio lungo, tutto tavoli da biliardo, sai quelli classici, che sembra di vedere, Tom Cruise, con Paul Newman, nel film, no? Quella cosa, quella roba la. E il pomeriggio, sono arrivati, i fan, i punk, di questo posto, da noi, e ci hanno detto, ragazzi, ci dovete scusare, ma, noi, abbiamo boicottato, questo posto, quindi, noi, stasera, non veniamo. E così, la sera, eravamo solo noi, ma quando dico solo noi, veramente, c'era Clarissa, al bar, quell'altro, li, alla porta, e nessuno dentro. E io, prima di andare sul palco, ho avuto l'ansia, la volevo ridere, dico, ma sei scemo, cioè, è come se, c'hai l'ansia, per andare in sala prove, no? Oddio,
c'ho l'ansia, perché adesso proviamo la cosa.
Non c'era nessuno, e avevo lo stesso l'ansia, quindi, mi sorprende moltissimo, non averla adesso, presumo che, abbia a che fare, con diventare un vecchio, rimbambito, cioè, cosa devo dire?
Ma, abbiamo delle domande, sul famigerato, tour negli Stati Uniti, e sul periodo punk, perché io, pensavo, periodo punk, italiano, bellissimo, ma poi si va in America, e lì si spacca, che pubblico c'era, nel tour americano?
Mi fai, mi fai sorridere, perché anche io, ho detto, in America, wow, adesso vado in America, sento il rap, no, no, no, nel 90, l'America era ancora segregata, se tu volevi le Reebok, dovevi andare al centro sociale, nel quartiere nero, se tu volevi dischi di rap, dovevi andare nel quartiere nero,
dovevi andare in ogni città, sentivi questa roba, più tribale,
però in giro, in giro per l'America, c'erano sempre cinque stazioni radio, come da noi, Isoradio, no? avevano proprio quel tipo di verve, anche, e c'era, il jazz, il country, la classica, il soul, sciacquato, che è proprio l'ultima cosa nera, che aveva visto, forse era un paio di slip, Calvin Klein, cioè nel senso, proprio sciacquatissimo, e non poteva essere troppo nero, perché altrimenti, figuriamoci, in mezzo al, al reggiatore, al Minnesota, e poi, classic rock, ovviamente classic rock, e noi, siamo andati in tour, con un gruppo, che aveva fatto già, 27 mila tour, in America, e nessuno li andava più a vedere, figurati, i, i DOA, si chiamano, DOA, Dead On Arrival, e i fan dei DOA, in realtà, erano i, i punk, della prima onda, americani, che seguivano gli inglesi, quindi comunque, gente con la cresta, noi non c'entravamo niente, e, e,
la cosa più, e quindi arrivavamo a questi concerti, c'erano sempre 20, 30 persone, però ero un ministro del trova da dormire, cioè, io ho trovato da dormire a più gente in America, che una, che una Salvation Army, praticamente, la storia andava così, concerto, poi arrivava qualche punk da me, che per sbaglio, aveva sbagliato serata, era venuto lì, veniva da me e dice, c'era un hitter di domande, che era sempre le stesse, com'è la scena in Italia?
Eh, la scena in Italia,
sai, eh,
la scena in Italia,
spaga,
però anche un po', la scena in Italia, comunque, la scena in Italia, sì, poi diceva, da quanto siete in tour? Due settimane, quanto ancora in tour? Altre due settimane, senti, hai un posto da dormire? Era così la roba, cioè, la terza domanda, hai un posto da dormire? E lì, in America, vabbè, posso scrivere un libro solo su quel tour, una sera ho dormito in un materasso ad acqua, a casa di giovani punk ricchi, coi genitori partiti, che ci mandavano la super market, a comprare l'alcol, la sera dopo ho dormito,
a terra, con un furetto, che cercava di mordermi i piedi, io mi costruisco una parete di libri,
ad Atlanta, in mezzo a una cucina, domani, spesso, il calendario di innegazione, veniva fatto da Stevie Wonder, quindi tutte le volte dicevo, cioè, scusate, ma se oggi siamo nel sud della Germania, domani che minchia ci facciamo ad Hamburgo? Tutte le volte capitavi nell'unico albergo figo, decidevi, beccavi, magari beccavi, non so, amici, ecco, decidevi di andare, partivi per un super bender, tutti i bar, così, ubriacarsi, arrivavi alle 7 di mattina in albergo, non facevi in tempo a stelle, ti dovevi partire per andare dall'altra parte della Germania, in America lo stesso, quindi io, ad Atlanta, che cerco di dormire col furetto che mi muore, dico, porca, domani altre, ho 10 ore di furgone, in più, pranzi contingentati, tu mi parli del pubblico, ma io ti parlo di queste robe qua, poi, non so, sono stato in un posto, io ho visto che esistono veramente i tipi che parlano, you know, the only problem here is the nigg... cioè, io sono stato a suonare in un posto a Philadelphia, che si chiama Taverna Firenze, e il tipo sembrava proprio uscito da Spike Lee, mi ha detto proprio, the only problem here, con due B, the only problem here is the nigg... ho detto, ok, ammazza. E,
cioè, su quel periodo, ecco, in realtà...
per me il problema era lui, quindi, a quel punto là, avevo paurona,
ma altre, no, beh, altre situazioni buffe o pericolose anche che sono successe in quella situazione.
Pericolose no, però ti voglio raccontare una cosa buffa, vera, ma inspiegabile, cioè, inraccontabile, anche perché poi ho scoperto che la mia memoria, c'ha dei buconi, mi ricordo una cosa, no, tu non hai detto quello, tu eri quello che stava di là. Comunque, vabbè, una volta, devi sapere che, io ho fatto due tour senza albergo, i tour senza albergo li puoi fare solo sotto, secondo me, a meno che tu non abbia il DNA, che cavolo ne so, di Brad Pitt, c'era una volta a Hollywood, li puoi fare due o tre volte, entro una certa età, perché dopo muori.
Sì. Ma senza albergo vuol dire che tu vai a suonare che non sai dove dormi la sera.
E non sai dove dormirai. Io ho fatto 35 concerti in America così, che non sapevo dove dormire. Ti rendi conto che oggi la gente parla della mindfulness, no?
Mettiti lì a scrollare Instagram, vedi dove dormi stanotte.
Ah,
la tipa ha perso 20 chili, e se non sai dove dormire, invece no, ti devi sbattere. Detto questo, ho fatto un secondo tour, che non era veramente senza albergo, ma era un po' come lo fosse, perché per dire, era un tour di rap, il gruppo rap del Leon Cavallo, si chiamavano prima Lionel's Posse, poi hanno cambiato nome in piombo a tempo, loro, come tanti gruppi rap a quell'epoca, non avevano questo repertorio super vasto, quindi, si cominciava, gli italiani erano più avanti di altri posti, quando noi andavamo in Germania a cantare rap, i tedeschi ci guardavano così. In pochi anni poi avevano 18 milioni di fans in più, però, noi gliel'abbiamo fatto vedere, noi altri, Paparichi è andato lì a fare i ragamaffini, 9-9 posti, tutta questa gente andava.
Vabbè,
se ci vorrebbero altri 7 franchising, solo per descriverti sto tour. Comunque ti dico solo questa cosa qua, che noi arrivavamo nel posto, dov'è che dormiamo? Ah, guarda, quello coi capelli a giaguaro, ah,
a posto,
stiamo, andiamo bene. Anche lì, furetto che mi saltava così, io dormivo su una poltrona. Però, perché ti ho detto questa roba qua del tour senza albergo?
Perché Stefano chiedeva curiosità del tour, adesso ho una curiosità. No,
cose buffe,
cose buffe. Ah, aspetta,
fammi finire, ti prego. No, ma è su questo. Sono il dottor Di Vago. Una sera, andiamo a dormire da questo coi capelli leopardati verdi e neri. Questo qui abitava, in un posto, era inverno in Germania. Avete mai visto Miseri non deve morire? Sai che tu guidi per ore in mezzo agli alberi con la neve, no? Questa roba qua, però di notte. Alle due di notte, con questo qua, che era il tipo più a posto che avevamo visto quella sera.
E c'aveva tipo i pantaloni leopardati, il capello leopardato.
Io ho detto stasera, secondo me non c'è il materassa d'acqua.
E arriviamo in questa casa, allora,
voi dovete sapere che era il 92, per la prima volta io ho visto, avete presente che, eh avete presente che negli anni 90, ad un certo punto sono venuti fuori quei ciabattoni ridicoli enormi, che tu ti mettevi le pantofole, però erano tipo di enormi di peluche, non so se hai presente, a zampe di drago. Io sono arrivato in sta casa, dove erano tutti, c'è gente,
non avevano la faccia. Si.
Non so come spiegare. Hai presente in Shining, quando lei comincia a correre giù dalle scale, vede tutti sti personaggi improbabili, ah, lovely party, il tipo col sangue che gli... Era un po' così, una scena un po' così, una casa con ste scale, io vedo prima di tutto questo punk con i ciabattoni, arrivo in cucina, c'è un tipo seduto, mi fa, do you want to buy an eye? Vuoi comprarti un occhio? Io faccio, non ho fatto in tempo a rispondere, questo si infila le dita nell'occhio, tira fuori l'occhio, me lo mette sul tavolo, mi guarda con sto buco, e ride. Dopodiché ci siamo scurati due casse di birra, dopodiché io ero seduto esattamente come adesso, e dopo due ore e mezza che ero seduto, e garantisco che ero seduto su una sedia, sento muovere, era un tipo sotto, ero seduto, eravamo seduti su un tipo, e questa era la casa del tipo con i capelli leopardati
e il furetto nella gabbia,
che durante la notte saltava, veramente così, verso la, verso sta gabbia, che era così da me, e io su una poltrona così, cercando di dormire, e sono uno che non dorme facilmente, non ho mai dormito tutti gli anni 90.
Compresa anche, stanotte, ma quindi due furetti in due tour diversi, uno ad Atlanta e un a Germania.
Furetto americano in giro per casa, furetto tedesco molto arrabbiato socialmente anche.
Certo.
Che scatta nella notte senza una particolare ragione, così all'improvviso viene da scattare verso sta rete, ogni volta che tu prendi un posto, lo senti.
Ma scusa, quindi questi tour funzionavano, e tu suonavi, e come si stabiliva dopo andare a dormire? Cioè c'era sempre uno con i capelli particolari.
Tu mi fai sorridere, tu mi fai sorridere, intanto ti voglio dire, una cosa su questo tour che non è quello che tu vuoi sapere, ti racconto solo questa cosa. È la birra, non bevo mai.
Vai, vai.
Il mio amico e collega Papa Ricky, aveva appena fatto un tour in Germania, era tornato, camminava sulle acque da quanto era stato bene. Aveva fatto il tour in Germania con i 9-9 poste, mi aveva detto, non sai che figata, a Berlino abbiamo fatto la spaghettata per 50 persone, una festa continua. E io ho detto, sai il piombo a tempo mi ha chiesto, vai, vai, vai, vai. Allora, dovete sapere che in un pezzo il piombo a tempo avevano detto figlio di puttana. Ora, nel 92, quando la gente non aveva un'idea di questa roba, noi sapevamo già che esisteva la rete, e tutti dicevano la rete, non aveva ancora un nome, era la rete, lo sapeva il Cern e Steepunk, praticamente. Però, questa cosa è bastata per far sì che succedesse questa cosa qua.
Io parto per il tour, cosa succede?
Le femministe del Leoncavallo fanno un comunicato che inviano, erano tutti i centri sociali dove noi andavamo a suonare, che inviano ogni centro sociale dicendo, guardate che stanno arrivando dei sessisti di merda, cioè questi qui non dovete fare... Noi al primo concerto siamo arrivati e abbiamo trovato tutti che ci guardavano così. Dove cazzo hai la spaghettata? Ho detto io sì. E alla fine ho scoperto che ogni cazzo di concerto noi dovevamo arrivare lì e fare una riunione per dire, non ti dico poi, non ti dico poi, anche per un ragazzo un po' giovane, l'idea dell'accoppiamento. Cioè tu arrivi in un posto, tutte queste dicono, sei un sessista, non hai speranze. Ero disperato, perché non... Scusate, perché a 30... avevo, scusami, nel 92, perdonami, avevo 25 anni, in tour.
Che cosa vuoi fare?
Adesso quando vado in tour, io vado in alberghetto,
riso in bianco, pollo,
e va bene. Però a 25 anni...
E come ne siete usciti da questo? Da questa cosa, cioè che tutti vi consideravano sessisti, cioè che...
Che è andato così fino alla fine. E ti voglio raccontare una, che è una delle più belle. Dopo tutto sto tour, io non ne potevo più, puoi capire. Dopo tutto sto tour, arriviamo tipo alla penultima data, a un certo punto siamo in un posto, credo già a sud della Germania, se non Svizzera. No, a sud della Germania. Io sono sul palco e vedo uno, tutto allampanato, con gli occhiali, che mi guarda così.
Mi guarda male tutto il tempo. Dico, no,
minchia, questo è un altro a cui devo spiegare. We are ok, we are not sexist. Perché poi la storia era questa, no? We are cool guys. Così. E questo qua mi guarda male per mezz'ora, poi alla fine sale sul palco, dico, ecco, ma mi tocca criticare con questo. Questo tira fuori una cassetta, ma proprio sai come ti immagini i tedeschi, un po' alla vecchia? Cassette! Mi dà la cassetta, si chiamava MC Muller. E voleva darmi solo la cassetta di MC Muller, per quello mi guardava male.
E com'era MC Muller? Per sentire la cassetta.
Come può essere la cassetta di MC Muller? Come sono... Com'è il Bockwurst di nonna Adelina?
Eh, no, certo. Ma magari ti ha cambiato la vita. Ma...
I tedeschi erano più indietro, figurati com'era MC Muller. A me già bastava che non volessero fatti sul femminismo, le tipe, perché...
Ma hai parlato dei centri sociali che per tantissimi anni sono stati proprio la casa del rap in Italia e anche in Europa. Adesso i centri sociali in Italia li stanno chiudendo tutti, cioè questo governo li chiude tutti.
Vabbè, innanzitutto sia ben chiaro che ovviamente c'è, voglio dire, noi... I posti dove stavo io hanno comunque affrontato le tematiche sul femminismo e le battaglie molto prima di altri posti, quindi ci stava che le tipe fossero imprenditori, però lì si arrivava un po' alla caccia alle streghe perché tu dici figlio di puttana, adesso non è che questo fa di te un sessista. Ok, detto questo, io ho visto questa cosa di Leoncavallo a Milano,
no?
Recentemente. Sì.
È stata fantastica, eclatante,
perché sono andati a chiudere lì d'estate,
sai così, sono tutti al mare,
chiudiamoli, sgomberiamo. Io ho detto questo, che come dice l'uomo ragno, con grande potere viene grande responsabilità. Se tu sei una nazione che vuole fare la figa, devi comunque, cioè, devi comunque mettere in preventivo che ci devono essere spazi per l'arte e per la cultura che non sono allineati, che non sono sempre il prodottino, stai fermo qui in linea, hai staccato il bigliettino, quant'è? 1 euro e 30, ecco qua. Cioè, io trovo ridicolo che ancora adesso si debbano, in una società così moderna, ancora queste cose qua si debbano sostenere. Poi, voglio anche dire che non si è mai parlato di gente che va a togliere alloggi a gente che ne ha bisogno, si è sempre parlato di gente che ha preso spazi commerciali, molto spesso, dismessi, per cui, che non avevano nessuna valenza, appena li occupi, improvvisamente, ah no, ci dovevo fare il centro commerciale. In realtà, quando la gente occupa è perché a lungo ha osservato che un posto era vuoto. Ma, io lo trovo assurdo, lo trovo insensato e mi voglio augurare, insomma, che sia solamente un brutto quarto d'ora di cattiva pubblicità.
Speriamo.
C'è una, c'è una cosa che non siamo riusciti a collocare cronologicamente, che crediamo appartenga a quel periodo, cioè, quando è che hai ospitato Dave Grohl a Bologna?
Praticamente, esisteva un gruppo che si chiamava Scream.
Pensavo mi stavi per dire Nirvana. Ho detto, ah.
Sì. Ah, sì, esatto. È come il film dei Beatles che non esisteva. No, esistevano gli Scream e Dave Grohl suonava, per me era Dave, suonavano gli Scream. Gli Scream erano un gruppo, io penso sempre, divago, penso sempre come quelli che arrivano un secondo prima che arrivino un sacco di soldi. Gli Scream, cioè, gli Scream arrivavano tre anni dopo, erano i Green Day, dico per dire. Comunque, spaccavanoissimo e Dave suonava molto bene la batteria. Però avevamo un amico comune che si chiama Joey Pecuri, Pecuri, che è un italiano, probabilmente hanno scritto male il nome, sarà stato Pecora il cognome, o quello avrà detto cosa fai, i li Pecuri?
Certo, Pecuri.
Sai come era Ellis Island, no?
Sì.
E quindi, questo Joey, ci teneva molto alle radici italiane, era venuto, c'era un gruppo che si chiamava, non sono sicuro tu lo conosca, però può essere, Fugazzi? Sì. Ok. Joey era il fonico dei Fugazzi e quando venne in Italia si fermò un po', perché ovviamente, sai, gli piaceva l'atmosfera dell'Italia e Joey era molto amico di Dave, quindi prima mi sono frequentato con Joey, lui era un fonico, quindi abbiamo registrato un demo mio, cose mie, così. E poi Dave è venuto a Bologna e penso che effettivamente abbia dormito a casa mia, io non mi ricordo, figurati un po'. Pensa che Dave aveva fatto questa cosa, eravamo io, lui e non so chi, lui aveva fatto questa cosa che si chiamava
The Gelato Joint Connection, ecco perché non mi ricordo,
perché praticamente la cosa era che mangiavi un gelato, fumavi un gelato,
fumavi un cannone, poi mangiavi un gelato, fumavi un cannone,
non mi ricordo niente degli anni, da fine anni Ottanta, non so quando, non mi ricordo pochissimo. Ogni tanto è venuto da me e ha detto, sai, quella volta tu hai detto scrotofonchia verso destra, ma io non ho mai detto una cosa così. Un mio amico, grande amico, un comico, Dario Cassini, una volta, Dario, mitico, è venuto da me una volta e mi fa, tu mi hai detto una volta, io quel giorno avevo fumato, dei Cilum, tu mi hai detto una volta, bisogna fare, schifare e poi rifare, ho detto, minchia, fighissimo, soltanto che io non sono in grado di fare questo. Io non ho mai rifatto niente, non sono mai riuscito, solo una volta, forse, sono riuscito a prendere una cosa che avevo già fatto e trasformarla in qualcos'altro, cioè per me è sempre materia che da viva finisce lì, se io scrivo un pezzo difficile che ci torno tre anni dopo e poi faccio, ah, aspetta, dico no, cerco di farne una meglio, poi probabilmente come tutti gli scemi, invecchio, non me ne accorgo, le faccio peggio, però ci provo sempre, capito?
Stefano?
Adesso sei rimasto in contatto con Dave Grohl?
No, no, io e Dave non ci siamo più beccati dalla sua superfamosanza, perché poi io mi ricordo che io stavo facendo Il Sangue Misto e uscì, io ero già fan del primo disco di Nirvana,
mi piacereva tantissimo,
però poi uscì quello che ha spaccato tutto, Smell of Teen Spirits, eccetera, e andammo a, quello che non ti ho detto, tra l'altro, che non vi ho detto è che in realtà Dave Grohl poi si era fidanzato con una mia amica, una del giro punk di Bologna, che poi è stata anche tour manager dei Sangue Misto, e se voi vedevate Dave Grohl da giovane e questa ragazza, si assomigliavano tantissimo, sembravano fratello e sorella, erano perfetti, ma in quel periodo c'era comunque tutto un giro di musicisti, Mike Patton, cantante dei Fate No More, si è fidanzato con una mia carissima amica di Ferrara, e poi è venuto a vivere a Ferrara, si è messo a cantare le canzoni napoletane, Morricone...
Come si fa a Ferrara?
Come fanno a Ferrara? Hai mai sentito parlare i ferraresi? I ferraresi sono stranissimi.
Penso di averli sentito parlare, però adesso...
Hanno la L, è al Tribunale.
Questa è per un ferrarese che parla un po'?
La L è ferrarese, c'erano anche in certe zone di Rovigo. Non si capisce perché è stranissimo quando tu becchi dei posti dove la gente parla stranissimo,
solo in quel punto.
Torre Annunziata, vicino a dove sono nato io. Tutti parlano napoletano, ma Torre Annunziata è un'altra lingua. Non si capisce.
Com'è Torre Annunziata?
Allora, innanzitutto io conoscevo Gigi Turres. Gigi Turres praticamente mi ha molto... Mi ha molto amato. Mi ha molto forgiato anche il mio stile di rapper. Sì.
Allora Gigi Turres,
devi sapere che io a Scafati ero bolognese. Poi c'ero torinese o milanese, no? Capito? Tutti quelli, quei genitori che erano andati via,
erano etnie del nord.
Bolognese, qui si fa il coppia, qui si fa il bastone. Così si diceva, no? Coppia e bastone. Comunque Gigi Turres ti chiamava dall'altra parte della sala e faceva Carè Bolognese, tappo! E quando tu gli dicevi una cosa su cui ero d'accordo diceva Ciuff!
E ciuff!
Però a Torre è famoso... Ma come si traduce quest'ultimo...
A Torre è famoso perché è la Taur.
Capito? Per dire undici, Bolognese. Bolognese. Ma poi nel paese di fianco parlano napoletano-vesuviano come da me a Scafati. Cioè è normale, a Pompei il paese di fianco. A Pompei tu non sei lì.
E niente, c'è questa cosa.
Bolognese, tappo!
Ciuff! Baff!
Mo baff! Se tu senti dei miei pezzi rap c'è un pezzo, si chiama Suona Ancora, che io dico Mo baff! È bella da bollezza. Capito? Ciccino Turrese mi ha proprio forgiato.
Un omaggio.
Lo salutiamo.
Ai Città di Sanguemisto, quando uscite con l'album, col disco di Sanguemisto, noi adesso ne parliamo come un momento storico, importantissimo per il rap italiano, però come siete stati percepiti? Prima il rap arrivava a queste persone qua, poi arrivate voi ed è arrivato a un livello nazionale, nazional popolare, le radio come vi recepivano il pubblico, come vi recepiva, che concerti avete fatto. Quale pubblico? Io ero piccolo e non lo so.
No, no, no, i del Sanguemisto non hanno mai avuto un pubblico. Io mi ricordo che feci una riunione, gli altri lo negano, io mi ricordo tre cose, ma pare che siano tutte sbagliate. Sì, sì. Però facemmo sta riunione e io dissi, secondo me, le acque stanno cambiando, cioè qua noi facciamo un disco rap bello hardcore, comunque però la gente piacerà, no? E quell'anno uscirono La Porra, il pezzo sul fumare dei Sanguemisto, 4.000 copie, Maria Maria, articolo 31, 600.000 copie, quindi cioè le cose cambiavano, ma diversamente cambiavano, diversamente cambiavano per noi. E il pubblico non è esistito. Per farti capire, sta cosa dei Sanguemisto ti dirò solo questa, noi a quei tempi frequentavamo, anzi stavamo proprio dentro diciamo, parecchie ore al giorno, le sere tutte le sere, attività, facciamo concerti, partita di basket o ballo, giochiamo a calcio, comunque nel centro sociale. E eravamo io, Deda, poi si è aggiunto DJ Graf che nel frattempo suonava qua a Milano con i Casino Royal, poi è venuto a Bologna, e gravitava nella casa di questo Renato che era il produttore della Centuryvox, lui stava là e poi abbiamo cominciato, era automatico, con Graf avevamo già fatto le cose e siamo tornati a farle. Però, quando è uscito questo disco, non se l'è coperto nessuno, al punto che i nostri amici del centro sociale, un anno dopo, io mi ricordo è arrivato uno da me e mi fa i Sanguemisto spaccano, un anno dopo, ho detto fratella ci siamo già sciolti, cioè non lo sapevano neanche, cioè talmente sconosciuti, non lo sapevamo nemmeno noi, chi sono i Sanguemisto? Non ne ho idea, un'antica leggenda bipolare.
E perché ci hanno messo così tanto secondo te a diventare poi, cioè questo ritardo di un anno?
Come ci ha messo, come ci ha messo Giovannona Coscia Longa a diventare da film pecoreccio a Cine Club? Cioè nel senso che, nel nostro caso purtroppo non eravamo Giovannona Coscia Longa, se avessimo avuto le cosce di Edwidge Fennec sì che ero un figo, però diciamo che semplicemente quel disco è rimasto là, io ti devo dire sono molto orgoglioso di quella cosa, io penso che, io sono cresciuto venerando alcuni dischi dove se oggi dovessi fare il critico musicale ti direi per spiegarti cosa mi faceva quella roba o per dargli un volto ti direi, ma io penso che non lo so, i primi due dischi dei Doors abbiano dentro qualcosa che se tu la fai sentire a un ragazzo di 15 anni che ha l'anima predisposta ad esplodere gliela fa esplodere. Ecco forse questa forza è pazzesca assurda, in quel disco c'è, forse un ragazzino che non ha niente a che vedere con noi storicamente, culturalmente, ma pure politicamente, cioè alla fine sangue misto, era un disco hardcore punk con le musiche rap, i testi non sono rap, a parte senti come suona, ti faccio il rap, i testi sono testi punk e credo che quel disco abbia questo potere che un ragazzetto di 12-13 anni oggi che dentro c'è una roba che non si spiega, non se la spiega un po' meglio anche grazie a un disco come quello, poi magari si sente un altro disco, per me essere anche solo nella conversazione della possibilità che una cosa sia vera è tanta roba, quindi di quello sono molto orgoglioso. Io mi ricordo che noi eravamo ossessionati da questo fatto qua, vedevamo, in Italia il rap aveva preso un po' solamente il lato scemo, vedevamo che in Italia prendeva solo il lato scemo e questa roba ci faceva proprio una cosa così, cioè il rap è un disagio, infatti ho detto qual è il nostro disagio, io di certo non vengo da un ghetto, cioè vengo dalle palazzine in una casa di scafati tecnicamente, però comunque poi sono cresciuto nel nord, mio padre è stato anche dirigente di azienda, ha fatto cinque figli che hanno massacrato il patrimonio, però comunque, però era una famiglia media, quindi io ho detto il disagio mio è mentale, è mentale, quindi piglia male queste robe qua, e poi che faccio, mi faccio le canne, e poi che faccio, parlo strano, bene, questo è quello che siamo, lo mettiamo in questo disco, non costruiamo una struttura, però poi questa roba qua appunto è rimasta un disco di culto, non ha mai fatto dei numeri, la gente pensa che quel disco abbia fatto dei numeri, se dovrei vedere quanto ha incassato DCI Sangue Misto, mi dici ma trovati un lavoro. Stefano ti,
vuoi fare tu la prossima domanda? Intanto devo chiederti, mi hanno segnalato se puoi tenere il microfono più vicino.
Hai ragione, non lo sto facendo veramente mio, vi chiedo scusa se a volte sono distante, ti ringrazio. Cerco di stare più sul pezzo, anche per gli amici a casa in televisione.
Gli amici a casa che salutiamo e ringraziamo.
In collegamento, certo. Sì, senti, poi tu a un certo punto hai fatto una, diciamo così, un cambio di stilistico, cioè sei passato a fare della musica più pop, a un certo punto. Hai fatto anche un comunicato per dirlo.
Anche lì, scusa, tu disegna l'Italia del 2001 e dimmi nella canzone La mia signorina cosa c'è di pop, perché io lo voglio sapere. Ti voglio raccontare una cosa, quando hai il calendario come il mio, molte frasi partono con ti voglio raccontare una cosa. Praticamente io in quel periodo, per motivi zodiacali, come dicono gli squallori in un vecchio disco, a cui sono affezionato, per motivi zodiacali io ho incontrato Mina, a Lugano. Mina sentì La mia signorina e mi disse guarda che sto pezzo è qualcosa, però ti posso dire che io quell'estate ero ospite da un discografico della concorrenza, però io ero simpatico, giù verso Lecce mi avevo ospitato a casa di sua nonna, la nonna io mi svegliavo c'era il Fiori di Zucca fritto, io mi svegliavo a mezzogiorno dopo una serata che non era quella di adesso, e c'avevo il Fiori di Zucca fritto. Comunque a un certo punto un giorno sento La mia signorina
provenire da non so dove,
perché vedevo solo palazzi, e a un certo punto capisco che sta venendo da uno scantinato, e c'erano tutti dei bambini così, che ballavano La mia signorina, questa cosa mi ha super flashato, perché se tu piaci a questi bambini qua, vuol dire che veramente hai fatto una cosa anzi pura, perché il bambino non è che è scemo, certo però il bambino capisce anche le cose ripetute mille volte, però io lì l'ho vista come un segno di una canzone che riusciva a parlare perfino ai bambini. Voglio dire che l'Italia del 2000 era un'Italia veramente in cerca di leggerezza, e credo che un eufemismo come questo mi meriterei il premio Nobel degli eufemismi. E quindi anche lì hanno voluto capire solo il lato leggero della cosa.
Ma infatti Stefano, c'è una domanda,
quindi per me non è pop, però ti posso dire che per me è popolare, perché io in pop purtroppo le parole a volte, poi Stefano ti faccio parlare, perdonami.
Sì, sì, vai, vai.
In pop io comunque ci vedo moltissimo un'accezione di preconfezionato quando mi parlano di pop, mentre invece per me la canzone popolare è da Mozart fino a oggi, cioè «Perci Roma». Questa era commerciale nel 57, ma per me è popolare.
Sì, poi voglio dire, la mia signorina poi in realtà non parlava veramente di un essere umano.
Questo è il pendolo di Foucault, sai?
Esatto.
L'operazione pendolo. Vi giuro che l'ho fatta veramente. Voi pensate che io sia qua che non sembra che io ne sono, ma effettivamente io sono qua che non sembra che io ne sono. Però voglio dire questa cosa qua. Quando ho letto il pendolo di Foucault, e l'ho letto più volte, perché io sono uno così, amo quello che mi piace e mi piace quello che amo, quindi piuttosto che leggermi un brutto libro nuovo, mi leggo otto volte il nome della rosa, che sono sicuro che becco sempre una cosa. Comunque, il pendolo di Foucault a un certo punto viene fuori che in un certo periodo storico, quando il re di Francia e il papa fanno l'anatema contro i templari e li vanno a cercare a stanare, a uccidere casa per casa, poi i templari si disperdono in giro per l'Europa e si crea, a quei tempi pensate che non c'era, quando non c'era internet una notizia doveva viaggiare sei giorni a cavallo per arrivare da Vienna a Parigi, non so quanti giorni. Insomma, a un certo punto viene fuori un momento storico tale per cui chi dice, ah i templari esistono, sicuramente è un cialtrone, chi dice no, non è vero, probabilmente è un templare. Quando io mi sono accorto che nessuno afferrava sta roba della mia signorina, la prendevano solo per una caratteristica, per una canzone leggera, a me giravano i vorticosi e allora a un certo punto ho cominciato a dirlo, in una radio ho detto, ma sai, scusa, nella mia mano c'è un fiore, quella su giù, ma davvero? E poi andavo in un altro posto e arrivavo e trovavo una DJ con la faccia triste e mi diceva, ma mi hanno detto che la mia signorina è per le canne. A parte che non c'è da essere tristi, ho pensato io. E poi io dicevo... A parte che quando fumavo tantissimo non c'era persona che amavo di più di quella che non fumasse, la gente veniva da me e diceva, scusa io non fumo, ebbè ho una bocca in meno da sfumare. Fatto sta, questo era un blooper naturale, fatto sta che quando arrivava questa tipa dicevo, ma chi l'ha detta questa cosa, non è vero per niente, la mia signorina non parla di una signorina, e poi così andavo in giro e mettevo in giro la menzogna e la verità a seconda di dove non è successo un cazzo lo stesso, però mi sono divertito una cazzo. Perché tra l'altro, la cosa più incredibile è che l'album della mia signorina è... beh ho fatto degli album che è difficile venderne meno, però è uno di quelli che ha venduto meno. Vi garantisco che la mia signorina non ha venduto una favola, la gente pensa sempre, ah la mia signorina sarebbe andata come minimo a fare le ammucchiate con Trump. No, no. No. Dovevo sempre pagare lo stesso.
No, tra l'altro c'è una nuova rubrica nel podcast che adesso Stefano sottoporrà.
Ah no, però vabbè abbiamo visto che... Vabbè, vogliamo fare questa rubrica?
Fammi sentire, sono tutto orecchi.
No, in cui controlliamo se l'ospite è negli Epstein files.
Wow, si fa calda la cosa.
Eh, purtroppo non ci sei. Non ci sei, purtroppo.
Non ci sono? Niente Epstein? Purtroppo no. Non ho mai fatto qualcosina però, però non mi piace dirlo in onda.
No, forse no.
Qualcosa di abietto credo di averlo fatto.
Se vuoi confessare.
Se mi serve per i numeri.
Come vuoi. Può essere. Se vuoi... Posso farlo adesso? Puoi farlo, puoi farlo in questo momento, davanti a loro.
Se vuoi ci amiamo adesso.
Esatto. No, eh.
Ho bisogno di un preavviso. Di solito mi piace arrivare coi preliminari già fatti, quindi non posso adesso...
Che li fa qualcun altro dice, poi arrivi tu. Certo.
Mi piace arrivare già preliminato. Adesso dovrei chiedere aiuto tra il pubblico. Sai quando arrivano i prestigiatori? Mi servirebbe una persona del pubblico.
Certo.
Per preliminarmi. Le estraiamo a caso. Non ho l'età. Per preliminarmi non ho l'età.
Ma scusa, invece, ma Mina come l'hai incrociata?
Io credo che avessi fatto una data in Svizzera, coi sanguimisto, coi messaggeri della DOPA e lei era venuta.
E poi che avete fatto? Se adesso è andata a casa sua avete preso un...
Lugano addio, cantavi.
Che gran pezzo, Ivan Graziani.
E poi?
Mi hai risposto.
Ti ho risposto. La risposta era tra le righe che qualcuno ha pippato. Quindi si è persa.
Nel... Vai. Sto cambiando argomento.
Sempre relativo...
No, no, lo faccio alla fine.
Non abbiamo toccato un argomento apposto. Quella cosa la faccio alla fine. No, dico la canzone.
No, lo faccio alla fine, forse.
No, no, quello che pensi devono essere.
Se volete io partecipo a questo spettacolo, se no... No, no, no, no.
Mi hanno detto che posso andare in bagno, anche se non devo, vado un attimo.
Che cosa? Che cosa? Mi sto dimenticando.
No, che poi sei andato al festival.
Mi vuoi chiedere Pascoli? I poeti del Rinascimento.
Se lo sai, se lo sai...
No, io mi sento forte in inglese.
E allora perfetto, perché con quel pezzo sei andato a Festival Bear, che è inglese.
Festival Bear, quando? Pelo.
E' 1990 adesso.
Ma tu dici la mia signorina? Sì.
Eh, non sei andato al Festival Bar?
2001, sì. Ah. Allora, Mario Luzzato Feggis si incazzò moltissimo, c'era ancora Salvetti Padre dicendo che io dovevo vincere, invece aveva vinto Vasco Rossi.
Buh, beh, me lo posso dire?
Sì, sai, una barzelletta inizia così, c'era al Festival Bar c'era Neffa e Vasco Rossi. E il premio.
Eh, diciamo sì, l'ha vinto Vasco, non è... c'è postà. Che pezzo c'aveva però? Andiamo subito a vedere. Te lo ricordi? No, non mi ricordo.
Però ti voglio raccontare una cosa sul pezzo. Vai, vai. Io l'unica cosa che ho vinto in Valencia... vita mia una volta è stata una pizza in un programma radio ho chiamato mi hanno fatto cantare un pezzo di un pezzo e poi mi hanno dato un buono per la pizza io non sono andato a prenderlo perché per me già la vittoria bastava però l'anno che ho fatto aspettando il sole c'è stato il primo la prima volta il premio della musica in italia non l'avevano mai fatto poi è andato un po scemando come come cosa ha perso un po però c'è stato un momento che era bello grosso e lì era il primo e io ero quote ero ero nominato in mille cose disco dell'anno emergenza dell'anno canzone dell'anno sono arrivato secondo in tutto e ho perso venne da me il giornalista di repubblica no perché sai dicono quando poi è così hai perso a sai hai perso di 879 milioni di voti perché non hai perso di 30 voti con cosa con la cura di battiato e vabbè
allora c'è la mandata di battiato e battisti la prossima volta che devo
fare allora così non si gioca non è
giusto si dice ti mettono battiato
metti la cura di battiato dico cazzo non so metti almeno finché la barca va non so me la posso forse giocare la cura di battiato è un po pesa ora per me non è cucurucucu però comunque però comunque
che io che io e voi di allora a sanremo sì vabbè cioè poi dopo festival baro nel 2001 vince intanto presentato da alessia marcuzzi daniele bossari natascia stefanese stefanenco che salutiamo degli amici prima di tutto vasco rossi ti prendo e ti porto via era il premio esatto c'erano c'erano dei nomi stellari il premio radio lo vince raff che comunque si era presentato con infinito pure qua era il premio anche quello infinito premio internazionale noelia con candela premio rivelazione italiana rossi con tre parole comunque c'erano degli valeria rossi giocavi contro dei campioni era la champions league sono amico di valeria valeria apposto e bevo sole cuore amore e quella quando abbatti cioè sole
cuore amore non la puoi battere non la puoi battere come nell'estate italiana è come nel film detective miss detective quando quello con sandra bullock che va a fare la spia al concorso di belgium lezza quando michael cain dice che aveva vinto la concorrente sordo muta quella non la puoi battere certo se non volevo essere scorretto non mi cancellatevi prego tanto mi cancello da me appena vedo arrivare la gomma è una
citazione di un film è una citazione che citazione questa pure questo nomaggio ma
questa cosa del che al festival bar era tutto in playback poi era vero oppure
invece suonava io cantavo al playback stonavo ma cantavo al play che vuol dire
che c'era la musica
tv che canti sulla base però molti cantavano in playback perché poi tu devi sapere la più bella vai la vita è fatta è un mare fatto di onde no tu dipende quando arrivi no uno come me nel 37 non so non avrebbe cantato anche perché non c'era un cazzo da cantare nel 37 comunque non avrebbe non avrebbe cantato perché ai tempi cantavano solo quelli che sapevano cantare probabilmente io in una stanza potevo essere uno che scriveva le parole della canzone però poi cantava claudio villa cantava o comunque chi c'era ai tempi taglioli e col tempo si è potuto cantare o suonare anche quando non così bravi figure come bob dylan per dire sono arrivati hanno detto non è neanche più importante avere un'estetica vocale io sono bob dylan vatte la pesca dimmi qualcosa tu dimmi qualcosa nessuno gli ha detto nulla certo ok ripeti la domanda perché io divago no è tu ok a devi sapere che è un'altra cosa che è questa cosa qua io sono entrato proprio i sanguimisti l'ho fatti nel 94 io ho fatto dall'86 al 96 musica però non pagata ma come se fossi un professionista non non lavoravo neanche come ti mantenevi le bacchette le rubavo pezzi di batteria
rubavo tutte le batterie rubare la
batteria penso che non ha mai tolto il cibo di bocca a nessuno rubare un rullante comunque
qual era la domanda al playback bravo
quando io sono arrivato in tv nel 96 con aspettando il sole era il mio primo pezzo che proprio lavoravo la tv e hanno cominciato a dirmi io sono arrivato in tv la musica la musica in tv no no zero c'è tre minuti poi basta no la musica in tv cosa vuoi fare vuoi cantare no no no no cioè non volevano che tu cantassi molti miei colleghi giustamente anche un po magari c'è chi arriva insicuro poi hanno usato questa cosa per dire i discografici ti dicevano e sai se tu vuoi cantare lì però è rischioso è tutti hanno cantato in playback io mi ricordo che ai tempi soprattutto ai tempi del rap era più facile il rap in tv non richiedeva che ci fosse chissà che fonico bravissimo bene o male il suono usciva ti uccidevano sempre la voce che andava in tv con dei riverberi come se fosse arrivata nilla pizzi ma lasciare la voce in tv è un'altra cosa perdere però molti usavano poi questa cosa per per cantare in playback che io con la mia signorina litigavo quando ho fatto la mia signorina a ogni programma dovevo litigare non vogliono che canti come non vogliono che canti ma la musica è una cosa bella io vengo lì canto sarò non sarò frank sinatra sarò un cantiere ma io voglio cantare e così mi imponevo per cantare la signorina onestamente penso di avere fatto un playback una volta che avevo la voce bassa ma più avanti anni dopo però io veramente il playback l'ho sempre schifato non lo capisco proprio non capisco però lo so in italia si è persa molta cultura musicale nei decenni e poi alla fine ci si lamenta sempre di un vuoto ma il vuoto si crea lasciando spazio no nei locali improvvisamente è sparita la musica dal vivo un sacco di gente che arrivava magari che aveva dei lavori o suonava la musica perché voleva fare il figo con le tipe o quei tipi un sacco di gente arrivava nei posti diceva io sono gratis e magari chi voleva farci
una vita anche anche i musicisti che
vogliono farci un onesto guadagno non se lo facevano perché arrivavano gli improvvisati non ti dico nel campo dei dj alla fine sparisce la musica sparisce il dj rimaniamo solo io mi ricordo nel 2000 una volta lessi su un locale questa scritta che mi sembrava veramente mi inculpò c'era scritto vietato ballare come vietato ballare oh se viene fred aster qua no fred scusami cosa vuoi la quattro formaggi ecco per il cazzo fred vietato ballare io gli ho detto qui abbiamo un problema ma questo era il paese dei vecchietti che andavano in giro io mi ricordo i vecchietti che fischiavano come dei fringuelli alle sette di mattina che dicevo anche meno la gente che cantava per strada io sono un bambino io sono nato nel 67 mi ricordo come era l'italia di fringuelli e io mi ricordo come era la signora per strada cantava oggi se uno canta per strada non rimorchia è sicuro non si accoppia se non mantiene una plomba non sia bisogna stare molto serio oggi avete notato anche per accoppiarsi cioè se dai le dire di uno serio c'è più speranza per arrivare allora facciamo due robe
stai serio va visto che a noi non ci piace essere seri se a te va ci beviamo un'altra birra e poi ci beviamo un'altra birra
no no no a parte che a parte che sono
veramente solo giusto interessato
interessato divento solo un po più scemo quando bevo ma onestamente una birra non mi fa nulla posso bere neanche di più essere scemo uguale e non credere che
no no per quello dico visto che l'hai finita non volevo no vabbè ma quanto dura qua ancora mancano due ore e mezza circa
io gli ho dato il tempo di una media ai miei ritmi molto lenti no per quello
dico adesso c'è il tempo di una piccola ma se non la vuoi me la prendo solo io c'è il tempo di una birra piccola no no
figurati da adesso in poi borraccia ok
che quella borraccia esclusiva solo per gli ospiti di tintoria piena di acqua vabbè dai mi hai convinto birra piccola
posso avere due birre piccole per favore mi ha convinto quando usi delle parole così mi fai un buco in petto
senti c'è un'altra domanda di di quegli anni visto che appunto hai ottenuto popolarità molto grande sei stato a mediaset ti è capitato di incontrare berlusconi no non ho incontrato
berlusconi dannazione cattolica no non datemi la piccola e qua finisco cancellato prima del mattino
peccato e no ci godresti tu ci godresti tu certo aver incontrato berlusconi
certo a no peccato no lascia perdere mamma mia berlusconi però ti racconterò questa che io quando quando facevo il disco di sangue misto pensa che veramente noi abbiamo visto arrivare sta roba io mi ricordo che andavo in studio e c'erano questi cartelli sugli autobus a bologna enormi solo con un bambino
piccolo e io ho detto qua son cazzi proprio veramente enormissimi quando ho
visto il bambino piccolo senza una scritta non è che c'era scritto niente c'era solo un bambino piccolo su tutti gli autobus ho detto qua è pesa ho fatto uno più non appena ha fatto hotel raffa il craxi bambino sugli autobus qui succede qualcosa sicuro
infatti erano loro era berlusconi
forza italia ha lanciato forza italia facendo questa campagna pubblicitaria di bambini un neonato messo lì senza
nessuna scritta capito rubi appena arata quella che aspettava che
crescesse era sicuramente sì un frutto di una relazione illegittima sì la birra così fa molto veramente
mannaggia e quindi comunque c'è questo quanto c'è quindi dall'oggi al domani ti ha cambiato la vita col fatto che questa canzone si è diventata così
questa è stata aspettando il sole per me ok è stata aspettando il sole la canzone grazie la canzone che mi ha cambiato la vita che sicuramente mi ha fatto dire vabbè ma avevo già fatto un contratto bene o male la canzone era già stata era piaciuta molto ai discografici quindi boh adesso si tratta di un'altra canzone che mi ha cambiato la vita col fatto che
ovviamente non avevo idea di cosa accadesse e quindi sono stato molto sorpreso però certamente pensa che mi ricordo che non so come dire ma mia mamma è cambiata con me mia zia mi chiamava neffa cioè io in casa ero considerato un cretino proprio degli scemi no quindi quando questo qui ma che fa quindi mia zia mi chiamava neffa e quindi niente prima di tutto io ho di tutto se tu ha un insicuro gli dai questa roba qua ovviamente si sente più sicuro su due tre cose respira un attimo dice ok perché io devi sapere che da piccolo io quando vedevo i senza tetto sull'autobus perché poi a Bologna negli anni 80 non si capisce perché i senza tetto erano sempre sugli altri pazzi io avevo quel terrore di diventare senza tetto che mi sentivo uno che non sapeva assolutamente cosa avrebbe fatto nella vita e anche questa cosa della musica è stata molto casuale non è una cosa cioè io non avevo mai studiato musica cantavo da quando ero piccolo da quando avevo quattro anni io cantavo mi hanno raccontato che ero in un ristorante camminavo per i tavoli e cantavo partirà la nave partirà sergio indrigo e mi regalarono dei cioccolatini questo mi hanno detto io dico sempre per farmi tacere al bambino subito il cioccolatino basta bravo però comunque cantavo fin da piccolo ma non sapevo a un certo punto io ti dico non mi considero una cima però penso in alcuni momenti ho avuto un paio di idee secondo me buone e lì quando avevo 20 anni 18 anni non avevo avevo idea solamente che non sarei mai diventato un ragioniere ero andato a fare ragioneria perché mio padre mi ha detto il pezzo di carta a me mi dici di fare ragioneria ti manca un po' di vita visione secondo me perché quando io calcolavo gli interessi sulle cambiali dicevo ma io dovrò capire come pagarli gli interessi sulle cambiali nella vita non mi vedo in banca a fare a calcolare gli interessi delle cambiali e quindi quando un giorno sono tornato a casa ho detto non vado più a scuola e già lì i miei genitori si sono cioè sono stati a me se mi torna uno di 17 anni non vado più a scuola io ne faccio un dado
in pochi minuti ci faccio un brodetto
invece lì mi sono tornato a casa e mi ho detto ma io non ho mai fatto una
per un po' di tempo che a volte ho anche schifato questa è una delle cose che mi vergogno di cui mi vergogno di più nella vita fatto sta che quando avevo 18 19 anni ho avuto sto pensiero che tornando indietro mi sembra lucido mi son detto finché io posso fare una vita scomoda finché non mi serve veramente tutto quello che serve a una persona già so non ho dei figli no non ho figli poi non ho figli non ho figli non ho posso muovermi come mi pare sono uno che dove mi metti a dormire sto per mangiare voglio dire non è che mi serve andare a villa crespi quindi posso fare vita scomoda mi dà un tempo mi sono dato fino ai 30 anni questa poi io non so lì sarebbe cominciato una via di menzogna a se stesso forse non so mai come sarebbe stata la mia vita dopo i 30 anni so che ho fatto il mio contratto a 29 quindi lì ho detto beh allora nei tempi tutto rego poi da lì discese discese salite da lì poi si dice sai a tutti quanti avranno un quarto d'ora di fama assolutamente però restare lì è mille volte più difficile che arrivare lì cioè restare lì proprio perché se sei uno che non sopporta a lungo di non essere visto dopo un po' ti spegni mentre invece io avendo avuto questa musica che mi ha sempre salvato la vita poi alla fine io potevo stare tranquillamente a casa davanti a un computer senza avere nessun progetto per il futuro ma sentirmi a posto con un organo che stavo suonando alla fine sono uno che non ha coltivato molti vizi quindi anche solo quando vivevo quando ho vissuto dei miei diritti d'autore infatti quando Grillo disse porca miseria io ho visto arrivare tutti quando sono arrivati i 5 stelle Grillo ha detto basta il diritto d'autore basta il diritto d'autore io vengo sotto casa tua non ci provare mai ma basta il diritto d'autore tuo cioè io mi sono campato alla grande scrivendo le mie canzoni quindi alla fine sono uno che può ringraziare tutto il creato perché avevo solo della fantasia e della solitudine e ci ho fatto musica
cioè
per questa cosa in un'altra maniera la vita e anche in questa io pagherei io
quindi il lavoro è essere qua con voi
a bere birra e dire cazzate io
pure noi
soprattutto noi
soprattutto le domande assolutamente competenti la preparazione Gianni Minacchi sei certo prego prego immagino Gianni Minacchi con Mohamed Ali Mohamed come sei?
stai
ho una domanda per te e cosa hai fatto?
sarebbe un sogno
eh sì poi con Mohamed Ali andresti benissimo sì sì beh lui ospite ideale non aspettava che uno come te certo
l'ospite ideale del podcast tu poi sei andato a Sanremo varie volte sotto diverse versi ma tipo una volta ogni dieci anni quanto l'hai percepito il cambiamento di Sanremo se l'hai percepito facendolo anni 2000 anni dieci anni venti
beh tu fai conto che io prima ero un bambino che amava guardare Sanremo quindi ho visto addirittura dei Sanremo dove la sai che c'è stato almeno un Sanremo in cui hanno cantato in playback playback a Sanremo lì fu triste e io ero un telespettatore bambino quindi l'ho vista cambiare molto poi che ti posso dire io ho fatto un Sanremo il mio primo Sanremo totalmente allucinogeno perché dovete sapere che c'è stato un periodo ma ogni tanto scatta sempre la guerra tra la RAI e il FIMI che sarebbe il sindacato delle case discografiche importanti Federazione Italiana Major
Investigative lo saprà Sara Potente lì
fatto sta che ogni anno si incazzavano e il FIMI diceva alla RAI oh guardate che non vi mandiamo gli artisti guardate che poi ogni volta non è vero l'hanno scherzato quando mi dai te do così bella se non la piglia una pizza invece quell'anno lì
ovviamente
l'unica volta nella storia che non si sono messi d'accordo quindi io mi sono trovato a fare Sanremo con uno che mi ha detto ah sai io l'anno scorso al piano bar cantavo te era nei big no uno del piano bar quindi ma non è che lo dico però quell'anno non c'era nessuno era surreale in più era presentato da Simona Ventura adorabile e diretto da da Tony Rennis e quegli anni andava tanto di moda il reality show quindi Simona Ventura si era fissata ha detto mettiamo un po' di reality show dentro Sanremo sono andato al set di Mogolle c'era tipo questa roba assurda tutti quanti noi in diretta con Bruno Vespa io che stavo lì facevo sto saluto che lo guardo adesso ma sei scemo ma vieni via da lì immediatamente via e
!
e quindi ho fatto sto Sanremo qua ho fatto le ore piccole io lì ho avuto la percezione a dirti la verità quello era il 2004 ho avuto la percezione lì di essere entrato Papa e essere uscito Cardinale perché tutti dicevano ah vinci tu Valerio Staffelli mi fece vedere le foto di me aveva preparato l'imitazione di me quindi quando ti imita Valerio Staffelli vuol dire in quei tempi stescia notizia era enorme quindi mi fece vedere tu eri assolutamente nazional popolare e questa cosa lui non l'ha fatta mai io sono entrato con un pezzo assolutamente perché io sono un tipo così dice vuoi andare a Sanremo? ma sì andiamo a Sanremo e che canzone fai? io non lo so adesso mi metto lì stasera ah le ore piccole andiamo a Sanremo ma sei scemo nel senso che a Sanremo normalmente dovresti andarci un po' corazzato dovresti fare una canzone un po'
blu
questo già a Sanremo immediatamente
blu
devi fare queste cose qui e poi devi andare
con una canzone un po' significativa e cratante io invece ho fatto un pezzo jazz che durava due minuti e la gente veniva da me e mi diceva sai abbiamo visto questa qui è la canzone più corta della storia di Sanremo e io rispondevo ma non importa dipende come la usi cioè così non si fa a Sanremo capisci? non succede niente di buono e infatti poi lì però poi quando per dire so per esempio ho conosciuto Nina Zilli grandissima cantante lei mi disse no vabbè le ore piccole è un pezzo devastante un sacco di gente mi dice ah le ore piccole è fantastica però insomma io con Sanremo io con Sanremo ho avuto fino all'anno scorso sempre brutte esperienze pensa che io sono poi sono tornato nel 2016 Carlo Conti mi chiamò vuoi andare a Sanremo? sì sì faccio una canzone ho fatto una canzone poi in realtà quella canzone piaceva e non piaceva allora lì ho cominciato a dire
allora ne faccio un'altra aspetta
anche lì quando Sanremo deve essere come un respiro se lo vuoi fare sei un cantante? se già cominci a dire allora adesso devo respirare andiamo a fare Sanremo perché adesso devo respirare bene già si sminchia tutto va lì si crea qualche cosa di finto che non funziona e quindi io Sanremo disastri nel 2020 sotto Covid Noemi mi chiama mi dice vuoi venire a Sanremo? ospite? dico va bene facciamo la mia signorina dico no facciamo prima di andare via guarda che figa prima di andare via ha un sacco di potenziale facciamo le prove ti giuro cioè la più bella prova della mia vita e la mia discografica che lo sa se io le dico Sara ho fatto la più bella prova della mia vita prova a chiederle come andrà l'esibizione
ecco
quando io provo da schifo poi improvvisamente tutto verrà bene quindi addirittura ci mettono per primi vado per cantare in tv risulta questo e c'è già c'è già c'è già Instagram quindi su Instagram è in playback è qua là è su e giù aspetta poi io canto così nel momento in cui entra Noemi tutto perfetto quindi dicono hai sbagliato lui invece e io là mi ero detto ho fatto una prova da Dio cosa può succedere devono venire gli alieni e rapirmi e invece cosa è successo che l'audio della tv si è staccato dal computer per cui io muovevo la bocca e cantavo però in tv sembrava che fossi in playback quindi mi hanno ucciso ero in playback quella quella ! no e l'anno scorso sono andato dicendo stavolta veramente mi devono rapire gli alieni e l'anno scorso incredibilmente è andato tutto bene ed ero dietro al palco e dicevo adesso mi verrà l'ansia dov'è l'ansia? e poi come ti raccontavo prima tu vai a Sanremo televisione nazionale forse il programma più importante dell'anno quasi di solito quando sei dietro al palco c'hai 7-8 che ti tengono
stai qui
stai fermo e poi altri due che ti tengono vai vai no stai vai vai no no devi andare no devi stare in panico in quel momento dietro al palco c'è stato un trambusto ero io da solo cioè nessuno mi ha detto vai stai io a un certo punto ho detto vabbè io entro solamente che succede? saranno solo 30 milioni isole comprese poi dopo ci ho pensato tu sei un pazzo non mi hanno dato neanche l'ingresso quindi sono entrato io da solo e non è successo nulla incredibilmente anzi non ne hanno parlato
bene quindi anche lì tenente Dan che fa la pace si butta in mare senza gambe io ho fatto pace con Sanremo l'anno scorso è stato strepitoso bellissimo bellissimo
è una cosa che sicuramente
fa nascere un applauso
noi abbiamo quando parliamo di Sanremo questa puntata uscirà due giorni dopo la fine di Sanremo e quindi è l'unico momento e tu sei l'unico ospite a cui possiamo fare questa domanda per me vince Povia magari perché chi vince e chi arriva ultimo ultimo nel senso chi è che fa la fine di Vasco che era arrivato ultimo e poi è diventato Vasco secondo te se ti interessa magari mi dici che
magari ti dico che non mi interessa infatti non è che ti dico che non mi interessa dico che Sanremo lo guardo quando ci sono io cioè nel senso sì è un'ottima risposta io veramente non lo guardo perché io poi ho un problema con i programmi tv che durano troppo cioè ultimamente veramente dura tantissimo ma una volta erano quelle belle due ore tutta la gara e ci credevo tantissimo credevo che avrebbero vinto i Mattia Bazzar ero convinto
adesso quindi pure pure Tintoria sta andando lungo ma siamo quasi siamo quasi in chiusura Stefano
ma invece il Sanremo diciamo che hai vissuto al di là del festival cioè che facevi tipo
ti voglio dire che io ho ho definito che io ho inventato non so se è vero
se l'ho inventato però esiste la sindrome Tenco credimi cioè tu vai a Sanremo che tu lo voglia o no guarda che è una roba pazzesca tu dici guarda sono Vasco Rossi non me ne frega niente tra 20 anni faccio 500.000 a Modena Park eppure là tu arrivi con questi alberghi adesso li hanno tutti rinnovati però voi dovete vedere Sanremo come era fino a qualche tempo fa c'erano gli alberghi del 1800 proprio cioè delle robe da carampane assurde in questi alberghi tutti i carampani con questi adesso ti ripeto tutto l'anno già gentrificato però comunque ti prendeva questa cosa ti sentivi sempre come un levriero in gara non c'è niente da fare tu diceva a me non me ne frega niente guarda vengo qua solo perché voglio vendere le date d'estate tutti tranne Noemi non si capisce perché Noemi quanti Sanremo ha fatto Noemi? più di Sanremo Noemi è sempre e Noemi io quando io quando avevo paura di volare me la faccio ha fatto passare Max Pezzali penso anche Max Pezzali seduto di fianco che mi dice tranquillo perché i jet di linea devi sapere che volano a un 30% del loro potenziale
però
la mia tattica era sempre invece guarda le hostess finché le hostess non si agitano va tutto bene anche quando io lo faccio così se tu vedi
ah no guarda che io così
è tutta passata se vedi l'hostess
che fa così allora
ti preoccupi ecco perché ho detto questo Sanremo Noemi Noemi è l'unica
che fa Sanremo tranquilla ecco io se vado a Sanremo
voglio che ci sia Noemi io guardo sempre Noemi perché sono sicuro che finché Noemi è tranquilla va tutto bene non succede niente che Noemi è la regina di Sanremo per lei Sanremo è come un M&M per me sempre ringraziando i signori M&M
li salutiamo chissà M&M di chi è di qualche brand malvagio Stefano
tu conosci un brand che non è malvagio no no il brand che crea un'atmosfera no no
non ha
questo è solamente per i datati
Stefano che? beh io so sto in chiusura si sto in chiusura vorrei chiedere stai divagando no no
no no
c'ho una domanda sono esperto occhio
ti chiedo pure aspetta ti chiedo una cosa io ho visto ci chiede col botto esatto hai citato vari vari film nel corso di questa chiacchierata quindi ti chiedo che ti stai a vedere adesso serie film qualcosa hai ragione anche tu
io ho fatto Netflix non trovo mai una fava su Netflix
di quella vita non trovo mai niente
però si allora le serie le serie è un po' peso è perché trovo che le serie di solito come formato allungano un sacco il brodo quindi preferisco i film di solito tanto li tratto come serie lo stesso cioè perché comunque ecco l'ultimo film che mi sono visto perché io c'ho un lato di me che vuole soffrire realmente mi sono voluto rivedere i dieci comandamenti e vi invito che spacca è del 57 i dieci comandamenti e la cosa che non sopporto chissà perché mi viene da dire comandamenti perché lo vedo perché c'ho Netflix in inglese comunque Charlton Heston che Charlton Heston voglio dire voglio dire se per dire anche non esisteva era bello lo stesso Charlton Heston è una persona insomma portavoce dell'associazione americana National National Rifle Association è uno per le armi eccetera eccetera andatevi a vedere i dieci comandamenti quando Charlton Heston parla con Dio lui va a parlare con Dio per la prima volta no? e tu con che faccia torni quando hai parlato con Dio? loro questi qua gli fanno una cosa stupenda gli fanno una pettinatura tutta così di strisce bianco e argento che secondo me merita di essere vista andatevi a vedere Mosè quando ha parlato con Dio poi mi dite se non volete anche voi quei capelli lì
però ecco
l'ultima cosa che ho visto è questo poi non voglio vedere Animal Kingdom non mi piace quando fanno le serie dei film solo però invece perché Matt Damon alla lunga a me Matt Damon ah
e allora
il talento di Mr. Ripley si la serie su Netflix no
quella no eh
no guarda
ti è piaciuta?
a te non ti è piaciuta? no non l'ho vista
perché il talento di Mr. Ripley ha fatto stare la serie
è devastante quel regista lì è uno che sa di pittura più di mille pittori ve la consiglio forte forte proprio bella ti fa incazzare cioè fatta proprio bene e quella è una serie
che mi son visto volentieri vedi questa è una bellissima risposta interessante c'è una rubrica in questo podcast per cui chiedo a tutti gli ospiti che rapporto hanno se ce l'hanno aiuto con la marijuana
never covered Ed è lei che ha un rapporto con me
è una domanda che faccio
ha un rapporto di uno a tre cioè in un'ora circa tre però sempre più piccoline
no ma infatti questo te lo volevo chiedere con ammirazione invidia stupore venerazione tu ancora fai uso di cannabis io ho smesso per un anno
però ci tengo a dire che io non ho mai smesso per motivi mentali sai tutti quelli che dicono mi faceva venire l'ansia
sì io a me l'ansia
me la fa venire il telegiornale cioè la canna mi fa venire voglia di mangiarmi un bombolone comunque giusto di commettere crimini sulla mia linea però per un anno smesso perché tossivo e cacchio cioè smettere perché tossisci adesso però ho ripreso e mi sta piacendo tanto
sono contentissimo
come ho detto ho detto ultimamente ho scritto un pezzo che non è ancora uscito forse un giorno vedrà le stampe in cui dico che io quando sono vecchio voglio la badante che rulla come quella di Ornella
bellissimo
sì sì io mi vedo così un vecchio sbadato con badante che rulla alleluia rastafarai
rastafarai e no ti hai notato una relazione tra uso della marijuana e creatività scrivi da
allora io ti devo dire la verità che io sai quando si dice ascolta un cretino io cerco di non ascoltare un cretino cioè che sono io per cui cerco di ascoltare gente che mi sembra decisamente meglio di me mi ricordo di avere visto un'intervista a David Bowie mi sembra decisamente meglio di me che diceva io David Bowie cioè la lista di droghe che si prendeva lui secondo me cioè voglio dire non basta un S lunga però comunque lui dice a un certo punto io quando ho smesso di drogarmi avevo paura di non riuscire a scrivere più questa storia finisce bene te lo dico e e allora e poi ho visto no lui dice poi ho visto che invece scrivevo alla grande io ho smesso per un anno e ho scritto ho scritto ho scritto anche cose ho avuto anche visioni nel senso ho scritto anche quelle canzoni che scrivi di pura ispirazione in dieci minuti però mi ricordo questo che un mio collega featuring del mio disco è venuto in studio da me e ha cominciato a fumarsi una compilation attorno a me alla fine ho detto passa qua così ho fumato ho detto no basta io torno a fumare ho fumato quando ho fumato ho fatto un pezzo che era completamente subito diverso da tutto quello che avevo fatto quell'anno quindi io non voglio credere a queste leggende però sembrano vere cioè nel senso che non era una cosa no a parte di scopo voglio dire questo a me fumare mi fa diventare uno che pensa troppo ok quindi se devo pensare alle mie paranoie ovviamente no per piacere vatti a mangiare dei tagliolini a cozze però invece se devo fare la musica effettivamente quando veniva il mio amico che assistente che faceva comunque continuamente le canne di fianco a me e comunque io facevo questa musica che certe volte non sapevi non sapevi mica da dove veniva sai non è vero non è vero ma ci credo è un po' una non lo so il mio strizza cervelli sostiene che io sono uno che ha sempre bisogno di una mediazione fra me e il mondo quindi c'è tra me la realtà ci deve essere l'erba tra me e quello quell'altro
però onestamente io la trovo assolutamente
una cosa anacronistica che una sostanza come l'erba in ogni caso venga penalizzata punita cioè io sono un po' io non vedo perché uno non può avere una piantina sul davanzale fumarsi la sua erba essere totalmente autosufficiente a meno che il motivo non sia chiaramente arricchire
delle criminalità che evidentemente si vogliono
fare arricchire giusto
non potrei essere più d'accordo non volevo un applauso anzi vorrei che
si potesse fumare
veramente
mi sembra una menata che ancora dobbiamo parlare di ste cose nel terzo millennio
no guarda io penso aperto questo podcast ho iniziato la rubrica sulla marijuana proprio per arrivare alla conclusione che dovremmo legalizzare l'erba e adesso che non fumo più ci credo ancora di più che dovremmo legalizzarla quindi ti ringrazio
perché poi alla fine vai a fare pensa che io
e con questo
spero di non andare lungo per voi però vi voglio raccontare questa cosa perché è stato un tema anche della produzione del mio disco io ho fatto un pezzo che si chiamava Troppa Weed a un certo punto sono venuto in contatto con questa CBD che mi mandava fuori come nessuna sostanza che io ho mai fumato in vita mia e a un certo punto avete mai visto il film Limit quello di Bradley Cooper che con la droga diventa ecco io a un certo punto questa erba qua ti giuro venivano i miei amici a casa io in quel periodo scrivevo le strofe in dieci minuti facevamo il pezzo col featuring e dicevo aspetta aspetta
poi
un bel giorno è successo che questa sostanza qualsiasi essa fosse è arrivata alla concentrazione come dire limite nel mio corpo da lì in poi mi venivano delle delle
! delle ansie ma delle ansie ragazzi cioè io ho dei problemi politici nei confronti delle droghe chimiche sempre avuti per questioni storiche per quando sono cresciuto per la genezione non sopporto uno col camice bianco oppure il tipo di breaking bed in mutande che cucina non sopporto la droga chimica perché veramente viene a sminchiarti la divinità dell'essere però questo effetto che mi facevo questa erba io non lo capivo cioè questa roba non può essere stata messa come ho detto a Monsignor Tonini una volta non può essere stata messa da Dio sulla terra cioè questa non funziona così e poi ho parlato con uno che mi ha detto ah sai uno che ha un negozio smart ci spruzzano dei cannabinoidi quindi prendono questa erba gli spruzzano delle schifezze tu alla fine neghi a tuo figlio a tuo nipote al figlio del tuo amico come politico neghi che si possa fumare una gana e poi gli fai fumare una roba che lo avvelena lo uccide che non c'entra una mazza con una pianta cresciuta sul tuo davanzale questo è il punto anche che inoltre inoltre poi si fa questa politica tra l'altro se vogliamo fare anche i salutisti questa politica mi fa morire tu dici ah fumare è una cosa molto brutta vabbè allora togliamoci solo l'effetto lasciamoli fumare ma come no dammi dei biscottini nel senso non farmi fumare che fa male ai polmoni addosso dammi dei biscottini invece no quindi insomma spero che anche tu contribuirai e tutti quanti quelli che fumano insomma in ogni caso non sentiamoci degli esterni animaletti ma dei criminali perché alla fine veramente l'erba l'ha messa nemmeno la nemmeno la birra che sto bevendo è stata messa sulla terra quanto una canna che mi faccio dopo giusto bellissimo
posso dire amen e su questo vi chiedo un altro applauso per Meffa
portatemi due birre medie
se volete fate un applauso anche a me anche a Stefano Rapone
a Siena
a The Comedy Club fatevi un applauso a voi che siete venuti in tantissimi anche questa sera un altro applauso all'ospite chiudiamo con lo stage diving
vai vai tutti e tre o niente ciao a tutti ciao a tutti ci vediamo nella prossima puntata ciao ciao